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Chi e’ Pandemia – About

3 gennaio 2004 Nessun commento

Quando non lavora e non è collegato ad internet ama giocare a tennis, ascoltare musica, guardare film, fare giri in bici, andare al mare (d’estate), leggere romanzi e saggi, incontrare amici, scrivere. E’ un convinto sostenitore della rete come mezzo di informazione alternativa, mezzo di comunicazione sociale, strumento che semplifica realmente la vita.

Possiede (o utilizza abitualmente) un computer portatile (HP) Fujitsu-Siemens, una macchina fotografica digitale Olympus, un telefono cellulare Sony Ericsson, un lettore DVD (sottomarca), un ricevitore satellitare Italtel, un lettore mp3 portatile Creative Zen Micro, una bicicletta.

Software consigliati: Antivir (antivirus), Outpost (firewall), Eudora (email), Google Talk e Skype, Mozilla Firefox, Winamp (lettore MP3), Bitcomet (condivisione file).

Letture offline: Repubblica.

Luca Conti
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Dal 2004 al 2005 ha scritto saltuariamente su Pandemia anche un altro Luca. Si tratta di Luca Lorenzetti, anconetano, classe 1975, direttore di Gomarche, nonché Presidente di ANSO ed esperto di scrittura creativa. Scrive per IdeaWeb. Giornalista pubblicista, svolge attività di consulente della comunicazione e dell’informatica.

Segue un autoritratto scritto da lui medesimo:

Fin da piccolissimo, una delle caratteristiche più spiccate della mia personalità è sempre stata la curiosità. O meglio la voglia di indagare, di mettere ordine nel caos, di collezionare cose curiose. Ad esempio, a tre anni ero impegnatissimo in una raccolta invidiabile di barattoli di detersivo di tutte le forme e le dimensioni. A otto, avevo fatto l’inventario completo delle figurine panini che i miei compagni si scambiavano tra loro: sapevo tutto di tutti, ed ero il riferimento principale dei traffici… sottobanco.
Crescendo, mi sono reso conto che era arrivato il momento di rendere produttiva questa cosa. Gli sbocchi professionali che potevano scaturire dalla mia fissazione, erano: un bel lavoro all’ufficio anagrafe o al catasto, una carriera da serial killer oppure una vita da giornalista. Non so perché, ma alla fine ho scelto la più ingrata delle tre: l’ultima.


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