6 novembre 2005
in Tecnologia
Avevo promesso di non parlarne più, poi mi son dovuto rimangiare la promessa vista l'esasperazione per un servizio non degno di essere definito tale. Ovviamente mi riferisco al servizio di hosting di TopHost.
TopHost sembra leggere i blog e per questo va loro dato atto che seguono le conversazioni in rete: bravi.
Nell'ultimo resoconto dell'ultimo disservizio della scorsa settimana, TopHost conclude con un link a Pandemia, preceduto dal seguente testo:
Vogliamo tendere la mano in segno di pace anche a coloro che si sono “alterati” e che ci hanno messo alla gogna, alcuni in maniera scientifica con i link studiati ad arte. Auguriamo loro di non doversi mai trovare in situazioni difficili come quelle che abbiamo dovuto fronteggiare
Sinceramente questa uscita mi ha spiazzato. Dopo il continua provo a dare qualche risposta.
Un segno di pace non si rifiuta mai. Sono sicuro che TopHost sia in una buona fede o almeno voglio crederlo.
Ciò non toglie che, parlo per me (anche se TopHost inserisce altri due link di riferimento), l'alterazione sia stata motivata. Mi fa sorridere invece la reazione al mio linkare parole come "disservizio, fenomeni, problema" al sito di TopHost.
Se avessi voluto veramente attaccare TopHost avrei invitato tutti i blogger attivi su TopHost (molti arrabbiati quanto me, ma non tutti per carità) e anche altri ad un "Google bombing", questo sì scientifico.
Google dei miei soli link si fa un baffo. Quel modo di usare link era solo una manifestazione del mio stato d'animo, utilizzando gli strumenti pacifici a disposizione di un blogger. Inutili a far nulla se non replicati anche da altri. Per capire basta cercare una delle parole linkate a TopHost per vedere che TopHost è lungi dall'essere in alto nel ranking per la ricerca di quelle stesse parole.
Non faccio crociate contro nessuno. Ho meglio da fare. Non tifo per un hosting, né per un altro. Mi ero affidato a TopHost aspettandomi un servizio di qualità. Devo prendere atto che, nonostante l'attenzione (non sempre elevata però) e la buona fede, TopHost non si è dimostrato un servizio all'altezza delle mie aspettative. Punto.
Un ultima considerazione per gli amici di TopHost, anzi due.
Le crisi, se ben gestite, possono anche fare bene all'immagine di un'azienda e anche la pubblicità negativa, se ben contrastata, può diventare positiva. Lungi da me l'aspettarmi nulla ma, TypePad insegna, in caso di disservizio manifesto si viene incontro agli utenti rimasti a piedi, con qualche bonus, un prolungamento gratuito del contratto, ecc. Voi siete stati troppo presi a risolvere il problema tecnico che nessuno, salvo qualche annuncio sulla sezione supporto e qualche email, si è degnato di pensare a come indorare la pillola? E sufficiente chinare la testa e chiedere scusa? Lascio ai clienti giudicare. La mia opinione è che un marketing evoluto avrebbe avuto altre risposte.
Se i miei siti su TopHost dovessero essere nuovamente down per periodi di tempo ripetuti, come dovrei reagire? Anzi: TopHost come reagirebbe? Allo stesso modo? I commenti sono aperti, come anche l'email.
Vi potevate risparmiare quella frase d'augurio vagamente iettatoria. Vi posso augurare di non finire sotto un treno, che non vi cada un fulmine in testa e altre cose simili? Non ha senso, no?
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