\”Blog: è vera innovazione?\”: un breve resoconto del convegno
A fare gli ‘onori di casa’ c’erano Luigi Cremona, direttore di Spirito di Vino, supervisore del volume Alberghi e ristoranti d’Italia del Touring Club, co-curatore dell’edizione 2007 della guida Vini buoni d’Italia, e Franco Ziliani, giornalista free lance esperto di vini, collaboratore di riviste italiane ed estere e blogger.
Franco Ziliani ha introdotto il dibattito, proponendo una definizione di blog: ‘l’evoluzione moderna di un diario che, a differenza di quello scritto su un taccuino, è pubblico’. Il blog è un luogo più libero rispetto ai media tradizionali, ‘perché non subisce ancora condizionamenti di tipo pubblicitario, che rendono l’informazione più ingessata e vincolata’.
Il microfono è passato a Luca Conti: Luca ha iniziato il suo intervento spiegando come il successo dei blog derivi principalmente dalla loro facilità di utilizzo e di gestione. Ha portato l’esempio di Splinder, che conta circa 200.000 blog aperti, e ha precisato che le statistiche più aggiornate riportano il dato di 650.000 blog attivi in Italia. Sempre secondo le ultime statistiche, Technorati indicizza attualmente 55 milioni di blog da tutto il mondo.
Luca ha continuato affermando che ‘il successo di un blog si misura dalle relazioni che si instaurano tra chi legge e chi scrive’ e che si tratta di ‘un universo nuovo che si inserisce nel flusso dei contenuti generati dagli utenti’. A questo proposito ha riportato un virgolettato di Giuseppe Granieri: ‘La caratteristica dei blog è la comunicazione che diventa conversazione’.
Il passaggio successivo, ha dichiarato Luca, è l’editoria sociale: ‘non sono più i giornali che stabiliscono quale priorità dare ai temi, ma sono i lettori’. Ne è dimostrazione il successo di Digg.com, che invita gli utenti a esprimere un livello di gradimento su un articolo letto. Anche l’utente produce informazione, e non parliamo di solo testo, ma anche di audio e video: su Youtube ogni giorno vengono caricati 50.000 video, e il sito viene visitato da decine di milioni di persone.
L’intervento si è concluso con un concetto molto significativo: ‘il blog è l’anticamera del giornalismo partecipativo.’
Il relatore seguente è stato Paolo Marchi, giornalista de Il Giornale. ‘Il giornale è l’opposto di un blog’, ha affermato Marchi, ‘esistono una disciplina di testata e una linea editoriale che tutti sono tenuti a seguire’.
Marchi vede i blog come ‘una trasposizione del bar sport’ sul web, dove si può parlare di tutto. ‘Nei giornali c’è una selezione maggiore nell’informazione’ ha concluso Marchi, ‘ma la maggioranza di essi è asservita a gruppi editoriali ben precisi’.
All’intervento di Marchi ha fatto seguito quello di Massimo Bernardi, che nella Blogosfera è noto ai più per aver gestito fino a pochi mesi fa il popolare blog gastronomico ‘Pepe Rosso’. Bernardi ha esordito spiegando come Internet abbia introdotto una nuova modalità di pubblicazione e di distribuzione dei contenuti, che è ‘la più economica della storia’. Bernardi ha puntato il dito contro la stampa: i quotidiani cartacei sono diventati un ‘pigro monopolio che trascina i propri privilegi’, dove si opera con ‘l’atteggiamento dei privilegiati, di chi disponeva delle informazioni e che pensava che questo stato di cose non dovesse cambiare mai’.
Le principali mancanze che Bernardi attribuisce alla stampa sono ‘l’arroganza, la compiacenza e soprattutto la disattenzione per i propri clienti, i lettori’, perché ‘il peccato originale del giornalismo è annoiare il proprio pubblico’.
‘Sono stati questi’, ha continuato, ‘i motivi che mi hanno spinto ad aprire un blog’, Il rigetto verso un mondo ‘chiuso, autoreferenziale, abitato dai soliti protagonisti’. Bernardi ha concluso con una frase a mio parere particolarmente efficace: ‘lo stile dei blog è molto lontano da quello compassato dei giornali. Ciò che leggiamo sui blog assomiglia molto più a quello che i giornalisti si dicono sottovoce dopo aver scritto il loro pezzo’.
Il giro di tavolo si è concluso con l’intervento di Francesco De Francesco, la cui attività primaria è quella di avviare corporate blog e di studiare la relazione tra blog e aziende:’ Il blog è importante e può cambiare le strategie. E’ importante al di là di quello che c’è scritto, è un fenomeno sociale’. De Francesco ha insistito molto sul fatto che la creazione di corporate blog è importantissima per l’azienda, ‘ma non si improvvisano: vanno fatti un business plan e una programmazione delle attività. Serve una struttura organizzativa, servono indicazioni in termini redazionali’.
Agli interventi dei relatori è seguito un dibattito. Ho fatto anch’io una domanda a Massimo Bernardi, e la risposta è stata documentata da Marco di Imbottigliato all’origine, nel suo dettagliato resoconto del convegno.













