Digital Media in Italia, è ora di attivarsi
In questo primo documento di Digital Media in Italia (dmin.it) avanziamo una proposta per massimizzare la circolazione dei digital media[1]. Se attuata, essa non solo porterebbe alla piena realizzazione dei benefici insiti nel processo di convergenza digitale ma contribuirebbe anche a fare dell’Italia un paese di riferimento nel settore.
Il documento identifica tre aree di intervento: i servizi di rete a larga banda, i servizi di distribuzione e consumo di contenuti e i servizi di pagamento online. Per ciscuna area indica specifiche linee di azione, analizzandone gli aspetti tecnologici, economici e normativi, e ne individua i potenziali vantaggi per la comunità nazionale.
La proposta di dmin.it si basa su due principi: (i) preservare una corretta dinamica della concorrenza nei mercati in cui operano i fornitori di servizi, di contenuti e di sistemi di pagamento, che devono mantenere ampia libertà nell’adottare le soluzioni tecnologiche più consone allo sviluppo dei loro business e (ii) facilitare la più ampia fruizione di contenuti e servizi da parte di tutti i cittadini attraverso opportuni criteri di accesso e interoperabilità e con la tutela di adeguati strumenti normativi e concertativi.
Tali criteri si declinano in sintesi come segue:
* Per i contenuti: il fornitore di contenuti deve offrirli anche con la tecnologia di Digital Rights Management (DRM) interoperabile, le cui specifiche tecniche saranno definite da una Autorità Nazionale. La tecnologia DRM interoperabile così specificata, con i suoi protocolli, standard e criteri di governance darà luogo ad una piattaforma adottata a livello nazionale capace di offrire una varietà di livelli di sicurezza per soddisfare le diverse necessità degli operatori. Tale piattaforma garantirà che:
o Per ogni modalità trasmissiva il consumatore potrà accedere a tutti i contenuti distribuiti utilizzando un solo dispositivo aperto ed interoperabile simile, come funzionalità d’utente, al decoder unico e potrà quindi scegliere tale dispositivo tra quelli, realizzati secondo le specifiche di ogni piattaforma, presenti nel mercato dell’elettronica di consumo;
o Qualunque fornitore potrà offrire contenuti avendo facoltà di scegliere il modello di business più opportuno (es. distribuzione in chiaro, pay TV, pay-per-view, ecc.) e, comunque, nella certezza che la tecnologia DRM adottata a livello nazionale è compatibile con un ampio parco di terminali d’utente. Nel caso che il fornitore utilizzi anche piattaforme proprietarie, avendo l’obbligo di distribuire il contenuto anche con modalità basate sulla tecnologia DRM adottata a livello nazionale, potrà replicare o meno il modello di business adottato sulla piattaforma proprietaria.
o Chiunque potrà offrire servizi e soluzioni hardware e software secondo gli standard ed i protocolli della piattaforma, potendo richiedere, quando necessario, certificati di conformità;
* Per la rete: Per la rete: ogni operatore di reti bidirezionali, quale la rete internet, dovrà comprendere nella propria offerta anche il solo servizio di accesso Internet. L’accesso dovrà essere ‘service agnostic’, e dunque non potranno essere date diverse priorità al trasporto di diversi tipi di informazioni, a meno che ciò non sia richiesto dall’utente; dovrà presentare condizioni economicamente non discriminatorie rispetto alle altre offerte dell’operatore; dovrà avere caratteristiche tecniche (quali la larghezza di banda) che rientrino nello spettro delle offerte commerciali praticate dal medesimo operatore;
* Per i pagamenti: il consumatore potrà diminuire i costi delle transazioni utilizzando un “account” basato su circuiti di appoggio ad incasso garantito quali carta di credito, conto corrente, carta prepagata, RID ecc. che sarà allineato alla forma di pagamento scelta ad intervalli prestabiliti o su richiesta.
Riteniamo che l’attuazione coordinata della proposta possa portare a un mercato nazionale forte ed evoluto della produzione, distribuzione e consumo di contenuti digitali.
L’attuazione della proposta richiede lo sviluppo di un piano operativo da definire in un “tavolo” rappresentativo di tutte le componenti sociali, politiche ed economiche del Paese e potrà essere accompagnata da altri interventi di natura economica e normativa.













