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4 novembre 2006


in Personale

Marco Cattaneo ha pubblicato un articolo dove sintetizza come cambia la gestione dei propri contatti, per amicizia e per lavoro, grazie alle opportunità offerte dai social network: Life 2.0.

Condivido appieno quanto scrive e dico di più: è una consuetudine per me introdurre tutti i nuovi contatti ai servizi web dove tengo traccia delle relazioni, dei dati e delle attività dei miei amici e conoscenti con i quali ci son rapporti di vario genere.

Internet offre oggi una quantità tale di servizi con i quali è possibile conoscere, se questi lo vogliono, preferenze musicali, esperienze in video e in foto, rete di contatti e molto altro. Abitualmente quindi invito loro - e anche te se non sei già dentro - a collegarsi a:

- LinkedIn: social network per contatti professionali dove stabilire relazioni che un giorno potrebbero diventare un nuovo lavoro o una collaborazione;
- Flickr: condividere foto è un modo divertente ed emotivamente coinvolgente per restare in contatto;
- Last.fm: per chi ha interessi musicali è utile a scoprire artisti preferiti condivisi od ottenere consigli di ascolto da chi ti è in qualche modo vicino;
- del.icio.us: dai siti preferiti si può capire molto degli interessi di una persona;
- Frappr: localizzare gli amici su una mappa serve ad organizzare meglio incontri in giro per l'Italia (e per il mondo);
- la pagina dei lettori: segnalarsi qui è un modo in più per uscire allo scoperto e creare occasioni di incontro;
- Skype e Google Talk: quale miglior rete di relazione di quella di un sistema di messaggistica istantanea che permette di comunicare in tempo reale durante le proprie navigazioni?

In questo modo, quando voglio e quando ho tempo, posso recuperare informazioni utili sui miei amici e lanciare conversazioni, online e offline, partendo da una base comune di interessi, sempre accesa. L'effetto è quello di annullare le distanze spazio/tempo e di riprendere una relazione come se non fosse passato che un momento dall'ultima occasione di contatto.

Allo stesso tempo questo sistema di relazione, Life 2.0 come l'ha chiamato Marco, fa sì che, paradossalmente, chi è online e dentro la rete, seppur lontano geograficamente, possa essere più informato e condividere di più di chi invece è a te vicino ma, pur con la stessa frequenza di incontri, non ha modo di mantenersi aggiornato negli intervalli tra un incontro e un altro.

Nei fatti si genera, purtroppo, un divario digitale tra i contatti che stanno dentro e fuori la rete. Chi è fuori finisce di avere relazioni meno sviluppate e meno coinvolgenti.

Un tema, quello delle relazioni nell'era digitale, affrontato con spunti notevoli da Bauman in Amore liquido, libro uscito nell'economica Laterza che sto leggendo in questi giorni e che consiglio vivamente.

Tra l'altro di Life 2.0 se ne parla anche a Le Web 3.

Link: Life 2.0, la realtà del social network.





permalink | inviato da il 4/11/2006 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) |Versione per la stampa