Le Web 3, Shimon Peres crede nelle multinazionali per la pace
Il mondo è un casino. La gente è depressa e piena di problemi. La gente non sa cosa l’attende nel prossimo futuro. Io sono convinto che il mondo è in lieta attesa, in attesa di una nuova era. Eì una transizione e cambierà tutto. Il compito della mente umana non è ricordare ma immaginare e creare. Dalla memoria tradizionale dobbiamo passare ad una intelligenza creativa.
Internet è positiva perché permette di risparmiare molto tempo
Internet non ha pregiudizi, è gratis e aperta e riesce a portare i nostri figli nel futuro
Internet è la migliore maestra per i nostri figli: puoi avere i migliori docenti su Internet per una platea senza limiti. Questo è solo l’inizio. Una era è finita e un’altra sta per cominciare
I confini geografici non sono più importanti: ogni giorno 1000 miliardi di dollari vengono scambiati. I governi hanno bilanci, non soldi; i soldi sono in mano alle multinazionali. Per essere popolare (elettoralmente) perdi libertà di azione. i governi sono buoni per fare guerra e pace. La pace comporta dei costi, la guerra fa crescere il PIL
Esempi in positivo di cosa si puo fare con una idea da parte di individui singoli (Bill Gates e Google). Non ci sono grandi società private, ma se sei globale sei pubblico, perché hai delle responsabilità.[considerazioni generali su rapporto tra mondo cristiano/ebraico e mondo mussulmano che devono dialogare]
Il mondo era est e ovest, poi nord e sud; è affascinante ciò che succederà con la Cina.
In un mondo diviso ideologicamente non c’è speranza di vittoria. Per vincere il comunismo in Cina non c’è guerra e diplomazia, ma economia globale che può fare la differenza
La nuova era sta arrivando in Africa e in Medio Oriente, ma ci vorranno più di 9 mesi per la nascita del “bambino”.
Se inconteremo un uomo ricco o povero e lo chiameremo fratello, se incontreremo una donna bianca o nera e la chiameremo sorella, vorrà dire che la notte è finita e un nuovo giorno sta per cominciare.Sono speranzoso sul futuro, i fanatici non hanno un futuro perchè non è uno scontro tra civiltà ma tra generazioni
Invece di esportare guerra e diplomazia governativa, bisognerebbe portare l’impresa privata, la scuola; contribuire allo sviluppo, aprire filiali, private business
Questi sarebbero i benvenuti, non fatti in nome dei governi ma in nome del futuro e sarebbero bene accolti. I governi dovrebbero sussidiare il privato per andare in Iraq, Egitto, Iran per creare una nuova economia. India e Cina sono arrivati a questo livello senza bisogno di guerra.Ridurre il terrore è ridurre il costo dell’energia (del petrolio)
L’africa puo diventare la fonte di energia pulita per l’europa: una fonte è l’idroelettrico e un’altra è l’energia solare. Dobbiamo passare dal petrolio al sole e credo che in 20 anni avremo l’80% dell’energia dal sole, che è piu democratico e sostenibile dell’aravia sauditaIl male dell’africa è la violenza e la corruzione portata dal colonialismo
La democrazia permette di fare errori ma impone anche di correggerli
Le dichiarazioni di Peres meriterebbero una profonda riflessione che in questo momento non ho modo purtroppo di scrivere. Pur condividendo la filosofia di fondo di Peres, temo che il suo pensiero possa essere soggetto a fraintedimenti. La multinazionale fa sempre l’interesse pubblico quando è globale? L’intervento della grande corporation è sempre fonte di vero benessero per i paesi in via di sviluppo dove arrivano gli investimenti? La storia recente non ci insegna che lo sfruttamento prevale in molti casi?
Sia chiaro, non sono contro il capitalismo in quanto tale ma questo capitalismo, incapace di inglobare costi sociali e costi ambientali (esternalità, in gergo tecnico) non è paragonabile all’esportazione della democrazia con le bombe ma non è neanche un toccasana sempre e comunque. Basta vedere un film come ‘The Corporation’ per capire cosa voglio dire.
L’ottimismo di Peres verso la tecnologia e la buona economia è un’arma a doppio taglio. Attenzione a come la si usa. Potrebbe finire per tagliare e far male, anche senza l’intenzione di farlo.













