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I media che cambiano: Lagardère, New York Times e India

28 gennaio 2007 Nessun commento

Dalle notizie della settimana non posso non segnalare tre fatti che testimoniano come il mondo dei media, grazie ad Internet e al digitale, stia mutando sotto i nostri occhi.

Lagardère, gruppo editoriale francese tra i più grandi – capitalizzazione in borsa di 8,5 miliardi di euro -, ha annunciato una accelerazione degli investimenti online. Con un piano di ristrutturazione che prevede il taglio del 7-10% della forza lavoro, Lagardère conta di aumentare dall’1% al 5-10% entro il 2010 i ricavi derivanti dall’editoria digitale, a scapito dell’editoria tradizionale dove chiuderà numerose riviste. Lagardère ha sottovalutato l’impatto di Internet al punto tale per cui nuovi entranti, soprattutto sul versante dei femminili, hanno costituito posizioni importanti a discapito dei marchi del gruppo. Oggi è partita la rincorsa: meglio tardi che mai. Mr Lagardère l’ha capito dichiarando a Le Monde che ‘se la stampa non si muove, è condannata’.

Il New York Times non ha paura dei blogger e ha ragione. Il Sole 24 Ore titola ‘Nell’epoca dei blogger a vincere è il giornalismo’ un bel pezzo di Vittorio Da Rold da Davos, dove son raccolte alcune dichiarazioni dell’editore del New York Times, Arthur Sulzberger. L’articolo è disponibile online. I buoni contenuti trionferanno, chiunque li produca. Gli stessi fondatori di Google, ripresi da Davos nel blog dedicato del New York Times, ne sono persuasi:

‘’I think the newspaper has a good future,” Mr. Brin told a small group of reporters at a briefing at the World Economic Forum in Davos. The reason? Quality journalism, he said. As search engines such as Google News turn spot news into a commodity, “unique content is going to become a lot more valuable,” Mr. Brin said, driving demand for “newspapers and writers that generate the best content.”

Le stesse notizie però possono costare meno, seppur professionali. Il Sole 24 Ore racconta venerdì la storia della rivista online 4ecotips che affida alcune inchieste a service indiani. In questo modo lo spessore dei pezzi sembra non essere diminuito ma il costo è solo un sesto. Arriverà anche nel giornalismo italiano, così come nel settore dell’informatica e della tecnologia, la concorrenza dell’India? Il pezzo è di Damiano Beltrami.

In Francia è nato proprio in questi giorni un progetto alternativo di web tv: La Tele Libre, la tv libera. Fulcro del canale è l’informazione.

La foresta pietrificata dei media italiani? Qualcosa sta cambiando? Sì, qualcosa si muove. Da pochi giorni Quotidiano.net ha stretto un accordo con The Blog Tv per promuovere nella sua web tv notizie realizzate dai videoblogger del progetto della blog tv. Discutibile come invece vengano rese in video notizie testuali, con la semplice navigazione di qualche foto, ma su questo The Blog Tv credo non abbia niente a che vedere,

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