Come la promozione di un film arriva al Web 2.0 italiano
Nero Bifamiliare è una divertente commedia noir su vizi e virtù dei giorni nostri ma, vedendo la prima copia lavoro del film, sono rimasto colpito anche da come racconta le difficoltà incontrate da Vittorio (il protagonista interpretato da Luca Lionello) nel trovare sostegno per il lancio di un suo progetto di e-commerce su internet. Alcune delle scene chiave da questo punto di vista sono state tagliate e non saranno presenti nel film in uscita il 13 aprile prossimo (sono però disponibili su YouTube) ma credo che sarà comunque facile, almeno per chi queste cose le ha vissute, identificarsi in Vittorio e in queste sue disavventure.
Il sostegno amorevole ma scettico di chi ci sta vicino però ‘certe cose dei computer non le capisce’, il cinismo arrogante di chi potrebbe investire ma di sicuro non è interessato ai sogni, gli sguardi del ‘parentame’ per cui esistono solo i lavori istituzionali, fino anche allo scherno così ben riassunto dalla frase dell’amico ‘brick & mortar’ Carlo Nobili: ‘…nun me dì che è ancora quella cazzata de internet, roba che se va via la corrente te mori de fame!’ sono situazioni che tutti noi, ‘sostenitori’ della rete, abbiamo vissuto almeno una volta.
Giusto in quei giorni avevo discusso con il produttore di Nero Bifamilire, Rudolph Gentile, dell’importanza di insistere per realizzare i propri sogni e da lì è nata l’idea di lanciare un segnale positivo a chi in questi anni anche in Italia sta sviluppando dei nuovi progetti online, interpretando a proprio modo la nuova ondata di ottimismo portata dal Web 2.0, e si scontra con le inevitabili difficoltà del caso.
Tra queste, nella mia esperienza, c’è il problema di essere notati e presi in considerazione dagli investitori pubblicitari, naturalmente difficili da raggiungere, ed anche dagli intermediari, come le concessionarie, che troppo spesso preferiscono andare sul sicuro non investendo nella presentazione di nuovi progetti ‘difficili da spiegare’. La realtà è però che ci sono molti nuovi progetti, molte iniziative online magari poco organizzate e non ancora istituzionalizzate che ottengono molta più ‘attenzione’ da parte dei loro lettori di quanta ne abbiamo più blasonati e trafficati siti.
Con l’aiuto di Luca ‘Pandemia’ Conti ho individuato e contattato i realizzatori di alcuni di questi progetti, verificato la loro disponibilità e dopo averli presentati alla Moviemax, produzione e distribuzione del film, abbiamo deciso di puntare su 2Spaghi, Maiom, Scrive e Blogbabel. Non sono certo gli unici progetti Web 2.0 italiani ma le risorse erano comunque limitate ed abbiamo preferito concentrarle su pochi progetti che disperderle.
La scelta è stata fatta cercando di puntare su progetti non troppo conosciuti -anche OK Notizie è un progetto 2.0 italiano ma visto che è arrivato in Alice è già un passo avanti- e con cui fosse possibile realizzare delle iniziativa non limitate a un paio di banner, ma in grado di integrare la natura del progetto con lo sponsor.
Su 2Spaghi, l’italianissima comunità degli amanti della buona cucina, sono state create le schede dei personaggi principali del film, ognuno con i suoi ristoranti preferiti. Su Maiom, dove è possibile inserire annunci immobiliari corredati da video, i protagonisti del film hanno inserito il proprio annuncio corredato da video. Su Scrive per ora ci sono solo dei banner, ma presto o tardi qualcuno vedrà il film e ci farà sapere cosa ne pensa. Su Blogbabel, interessante progetto per censire la blogosfera italiana, è stata data visibilità ad un feed che evidenzia i post in cui si parla del film.
Il tutto è stato fatto senza pensare alle pageview, ai click e agli altri parametri standard della pianificazione su internet, convinti, appunto, che l’attenzione dei lettori sia una cosa difficilmente misurabile e con l’idea che fosse importante credere a prescindere in questi nuovi progetti. La speranza è che altri seguano questa strada, dovrebbe diventare un’abitudine dedicare una quota dei propri budget pubblicitari ai nuovi progetti, l’innovazione si fa anche così.













