Codice di condotta per blogger, ne abbiamo bisogno?
Codice etico/comportamentale
Da parte mia mi trovo a sottoscrivere tutte o quasi le regole suggerite da O’Reilly, ma allo stesso tempo mi chiedo: tutto ciò non è pleonastico? C’è qualcuno che scrive cose che non direbbe in faccia ai diretti interessati, rischiando clamorose brutte figure? Sul serio c’è chi apprezza i commenti anonimi, magari ingiuriosi? Forse è bene non dare nulla per scontato, forse è altrettanto bene applicare alla vita online le stesse regole di buon senso e comportamento civile della vita offline, no? Le regole del codice di condotta dei blogger non dovrebbero valere per tutti, blogger e non? Se sì, perché specificarle per i blogger?
Codice etico/giornalistico
Questo codice dovrebbe valere per tutti i blogger che dichiaratamente hanno ambizioni giornalistiche, ovvero di fare in qualche modo opinione e notizia. Detto questo, a mio avviso c’è poco da scrivere. Un blogger non è nulla senza la credibilità da parte di chi lo segue. Per mantenere questa credibilità nel lungo periodo è indispensabile essere onesti, trasparenti e chiari, in ogni situazione. Già così avremmo la coscienza a posto e, salvo rari casi, potremmo ripagare la fiducia che viene riposta in noi.
La regola non scritta della citazione della fonte, comportamento diffuso nella blogosfera e non sempre nella mediasfera, è di per sé garanzia di controllo da parte del lettore.
La professione giornalistica, molto regolamentata, non garantisce privacy, libertà, rispetto del lettore e correttezza dell’informazione: basta leggere criticamente la stampa, incrociando le fonti, per capire a cosa mi riferisco. Un regolamento per i blogger li renderebbe più credibili? Le indagini più recenti affermano che i blog oggi sono già più credibili dei grandi media (IPSOS-Hotwire). Il buon senso, da solo, è una medicina che non cura tutti i mali del mondo, ma ne risolve e ne previene tanti.













