Ciclicamente torna d'attualità, magari dopo un fatto di cronaca rilevante, se i blogger debbano o meno seguire un codice etico o un codice di condotta, più o meno uniforme, per garantire un alto livello qualitativo e una trasparenza rispettosa del lettore.
Tempo fa, in seguito alle attenzione di Microsoft nei confronti dei blogger USA, si discusse delle regole da seguire per comunicare apertamente le attenzioni e i benefit ottenuti da aziende per la promozione/comunicazione di prodotti e servizi.
Oggi si torna a parlare di galateo del buon blogger, in special modo per quanto riguarda le relazioni personali tra autore/commentatore/lettore e l'impatto di quanto si scrive sulle persone coinvolte o citate. O'Reilly, ultimo, ha lanciato l'idea di un codice di condotta, quasi a rispondere alla triste vicenda che ha visto come protagonista Kathy Sierra, blogger oggetto di gravi minacce e insulti sessisti e violenti. Considerando l'autorevolezza di O'Reilly, la sua proposta è stata molto discussa negli ultimi giorni, fino ad arrivare sulle pagine del New York Times, tanto a sottolineare come il dibattito nella blogosfera finisca spesso sulle pagine dei grandi giornali: in Italia succede raramente.
Luca De Biase traccia alcune regole da lui seguite nel rapportarsi al blog, più sul piano dell'etica giornalistica che su quella dell'educazione. Da parte mia trovo di poca utilità un simile dibattito, se prima non si chiariscono alcuni aspetti, per entrambi i codici. (segue dopo il salto)
Codice etico/comportamentale
Da parte mia mi trovo a sottoscrivere tutte o quasi le regole suggerite da O'Reilly, ma allo stesso tempo mi chiedo: tutto ciò non è pleonastico? C'è qualcuno che scrive cose che non direbbe in faccia ai diretti interessati, rischiando clamorose brutte figure? Sul serio c'è chi apprezza i commenti anonimi, magari ingiuriosi? Forse è bene non dare nulla per scontato, forse è altrettanto bene applicare alla vita online le stesse regole di buon senso e comportamento civile della vita offline, no? Le regole del codice di condotta dei blogger non dovrebbero valere per tutti, blogger e non? Se sì, perché specificarle per i blogger?
Codice etico/giornalistico
Questo codice dovrebbe valere per tutti i blogger che dichiaratamente hanno ambizioni giornalistiche, ovvero di fare in qualche modo opinione e notizia. Detto questo, a mio avviso c'è poco da scrivere. Un blogger non è nulla senza la credibilità da parte di chi lo segue. Per mantenere questa credibilità nel lungo periodo è indispensabile essere onesti, trasparenti e chiari, in ogni situazione. Già così avremmo la coscienza a posto e, salvo rari casi, potremmo ripagare la fiducia che viene riposta in noi.
La regola non scritta della citazione della fonte, comportamento diffuso nella blogosfera e non sempre nella mediasfera, è di per sé garanzia di controllo da parte del lettore.
La professione giornalistica, molto regolamentata, non garantisce privacy, libertà, rispetto del lettore e correttezza dell'informazione: basta leggere criticamente la stampa, incrociando le fonti, per capire a cosa mi riferisco. Un regolamento per i blogger li renderebbe più credibili? Le indagini più recenti affermano che i blog oggi sono già più credibili dei grandi media (IPSOS-Hotwire). Il buon senso, da solo, è una medicina che non cura tutti i mali del mondo, ma ne risolve e ne previene tanti.