San Lorenzo, la trasparenza è fondamentale nei momenti critici
Egregio Signor Conti,La confusione in questi giorni regna sovrana e nessuno, tranne lei ci ha chiesto spiegazioni o il nostro punto di vista e di questo la ringraziamo.
Noi non stiamo chiudendo l’azienda, ci stiamo solo adattando alla situazione che si è venuta a creare in seguito a quando contestato dagli organi ispettivi in merito alla tipologia di contratto applicato ai nostri venditori.
Naturalmente contestiamo fermamente quanto da loro asserito e ritengo che la questione si debba discutere nelle sedi opportune.
Credo sia doveroso per un imprenditore porsi il problema delle responsabilità e non possiamo non considerare che tutto questo coinvolge tutti i dipendenti , i funzionari, sia in stabilimento che nella Sede, e, indirettamente decine di dipendenti dei nostri fornitori.La nostra organizzazione è strutturata in uffici dotati di sistema informatico per l’emissione di chiamate (outbound) dove all’interno operano dei collaboratori che svolgono la funzione di venditori.
Questi venditori sono contrattualizzati come cocopro e godono di loro
autonomia .
Sono pagati a compenso sulle vendite (come tutti i venditori) e il loro guadagno può oscillare dai 400 euro ai 2500 euro a seconda del tempo che possono dedicare, della qualità e delle capacità personali di venditori, ai quali si aggiungono i contributi previdenziali INPS e di INAIL come da legge.
La maggior parte di questi venditori (oltre il 95%) è composto da donne, quasi tutte madri di famiglia di età superiore ai 35 anni (oltre il 60% ha più di 45 anni) che hanno scelto questa tipologia di lavoro perché si addice alle esigenze di coniugare il lavoro alla loro vita di madri.
Questa organizzazione funzionava perfettamente.
Poi invece è arrivata la doccia fredda, per l’INPS sono da considerarsi subordinati. Per noi no , riteniamo sia indispensabile la flessibilità di orario,sono gli stessi collaboratori che la chiedono.
A chiusura delle scuole, oltre il 35% dei nostri collaboratori riduce o sospende la sua attività di lavoratori per meglio accudire i figli in vacanza scolastica.E’ indispensabile pagare il merito (chi dice al collaboratore che il suo stipendio sarà di 500 euro, a 30 ore al mese, con orario fisso, contro magari i suoi attuali 1550, da essere più o meno bravo?) sono venditori, vogliono riconosciuto il merito.
La San Lorenzo ha deciso che non può lavorare in un clima di incertezza , di insicurezza, dove la legge deve essere interpretata , e a seconda di chi la interpreta assume un significato diverso e dove il maggior tempo viene speso a ricorrere e a resistere.
La San Lorenzo deve mettere in atto nuove strategie e ha deciso di affidare in outsourcing il suo settore vendite, ad aziende italiane ed estere, cosa non nuova essendo già operativa da circa 10 anni.
Tutto questo bailamme non fa che rendere ancora più incerto il futuro per tutte quelle famiglie che lavorano per la San Lorenzo, in modo diretto o indiretto.
Noi siamo un’azienda solida, giovane e desiderosa di crescere, chiediamo solo di poter lavorare.
Distinti saluti.Angela Cardinale













