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15 luglio 2007


in Mondo Blog

L'argomento è strettamente tecnico e coinvolge in prima persona i blogger che gestiscono un blog sul proprio dominio e riguarda il nofollow. Più di due anni fa i principali motori di ricerca sposarono una nuova etichetta (tag) da attribuire ad alcuni tipi di link, per non valorizzarli e non considerarli nel proprio indice, quale misura contro lo spam, soprattutto nei commenti dei blog.

In pratica tutte le principali piattaforme blog, in poche settimane, svilupparono sistemi perché i link inseriti nei commenti fossero seguiti dal tag nofollow in maniera automatica e così non essere seguiti dai motori di ricerca. Perché continuare a inserire commenti spam se poi i motori di ricerca non li calcolano più? Chi gestisce un blog in proprio sa che chi fa spam non ha abbassato la pressione, anzi. Gli attacchi sono continuati e si sono moltiplicati nel tempo. Lo stesso Blognation, server dove risiede Pandemia e Macchianera, è stato per lungo tempo vittima di commenti spam che ne hanno ridotto le prestazioni.

Oggi Stefano Gorgoni, uno che in rete ci vive e ci lavora, racconta la sua esperienza di blogger che ha volontariamente eliminato il nofollow dai link dei commentatori, con soddisfazione e nessun danno:

Non solo non c’è nessun vantaggio nel tenere questo attributo, ma c’è vantaggio nel toglierlo.


Credo nelle affermazioni di Stefano e vedrò di fare in mondo che Pandemia torni all'era prima del nofollow, con l'intercessione del padrone di casa. Se credi in questa filosofia, agire è facile.

Mi piacerebbe conoscere altre opinioni oltre a quella di Stefano e dei suoi commentatori, soprattutto di chi fosse scettico, preferibilmente con argomentazioni puntuali. Grazie.

LEGGI: Un anno senza nofollow.





permalink | inviato da il 15/7/2007 alle 21:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) |Versione per la stampa