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11 novembre 2007


in Media

Gentile Gabriele,

Sono da anni un lettore di Repubblica, prima sulla carta e poi anche sul web. Apprezzo le sue corrispondenze da Beirut e la seguo fin dai tempi di Pinocchio con Gad Lerner. Le scrivo oggi perché ho letto con sconcerto il suo recente articolo YouTube Generation e in particolare i riferimenti ai blog e ai blogger.

Nell'articolo si riferisce ai blog - sintetizzo - come strumenti utilizzati da ragazzi affetti da solitudine ed esibizionismo. Mi dispiace doverla portare alla realtà dei fatti e chiederle di approfondire meglio un fenomeno che evidentemente non conosce nella sua completezza. Mi meraviglio che un giornalista serio, come la reputo, possa cadere in tali luoghi comuni - ormai comuni quasi soltanto per una parte della stampa italiana - e possa pubblicare generalizzazione che non le fanno onore.

Se avesse avuto la possibilità di farsi qualche ricerca online, probabilmente avrebbe visto che blog non è più soltanto un diario ma un potente mezzo di informazione e comunicazione, utilizzato da milioni di Italiani e da centinaia di milioni di persone nel mondo. Il motore di ricerca Technorati - lo ha mai utilizzato? - ne traccia oltre 100 milioni. Una piattaforma cinese ne ospita, da sola, 77 milioni. La testata che la ospita, Repubblica, ha decine di blog al suo interno e migliaia sono i blog curati dai lettori. Migliaia di dipendenti di Microsoft, per citare soltanto la prima azienda che mi viene a mente, utilizzano i blog per comunicare tra loro e con i clienti.

In Medio Oriente ci sono centinaia di blog utilizzati per esprimere opinioni libere in paesi dove non sempre i media tradizionali lo permettono. Conosce toot? toot è un aggregatore di blog arabi, alcuni scritti in inglese, curati da cittadini residenti nel mondo arabo. Conosce Global Voices? Questo sito aggrega blog da tutto il mondo, che raccontano ciò che sta succedendo nel proprio paese, spesso e volentieri combattendo contro la censura e rischiando la vita. Advocacy tiene traccia di chi opera censura online.

In questi giorni la tv tedesca Deutsche Welle sta per premiare i vincitori del The Best of Blogs. Faccia un giro sul loro sito e vedrà che i blog segnalati, da tutto il mondo e in numerose lingue, sono tutt'altro che diari di ragazzi soli che vogliono mettersi in mostra. Non nego che questi ci siano, ma non è corretto affermare che i blog siano soltanto diari, di questo genere.

Mi piacerebbe molto conoscere le sue opinioni rispetto a quanto sopra.

Cordialmente

Luca Conti

[La lettera è stata inviata all'email di Gabriele Romagnoli]





permalink | inviato da il 11/11/2007 alle 11:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) |Versione per la stampa