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Lo scandalo John Edwards e il ruolo dei blog

7 agosto 2008 7 commenti

Nelle due settimane di buio mediatico che mi sono imposto in vacanza mi sono perso lo scandalo John Edwards. Ieri trovo un link dai miei contatti su FriendFeed e scopro che John Edwards, il candidato alla Presidenza degli Stati Uniti sul viale del tramonto, avrebbe avuto una relazione extraconiugale con figlio a carico proprio negli stessi giorni in cui andava in tv con la moglie malata di cancro a fianco. Bell’ipocrisia!

Un perfetto caso di infedeltà su cuii i media americani si saranno gettati a capo fitto, ho subito pensato: niente di più sbagliato! Con grande sorpresa i grandi giornali sono stati quasi tutti zitti e qui viene il bello. Perché ci si è domandati sui blog di media e politica? Perché la notizia è stata lanciata da un tabloid di quelli scandalistici, il National Enquirer, o c’è dell’altro? E’ un complotto dei grandi media, tutti schierati a favore dei Democratici e interessati a non danneggiare il partito e Obama?

Le spiegazioni ufficiali e ufficiose dati dai giornali – New York Times e Los Angeles Times in particolare – per cui non si dà una notizia con una unica fonte, per di più scandalistica, oppure che Edwards non sia più un personaggio pubblico o che non si voglia lucrare alle spalle di una persona malata di cancro, a mio avviso non reggono.

Più probabile che sia una questione in parte di politica, in parte di ‘guerra editoriale’: si ignora, anche se tutti ne parlano in rete, perché non si vuole ammettere di essere arrivati tardi e non si vuole dare credito ad una fonte considerata spazzatura (non sempre però, nella storia).

La vicenda ha poi dato fuoco alla polemica sul rapporto tra blog e grandi media, di come i primi siano liberi e i secondi censurati secondo alcuni, con qualche opinione interessante. Secondo una di queste teorie i blog sarebbe i leader nelle ‘undernews‘, le notizie di sottofondo e le voci non confermate che spesso un giornale non può permettersi di pubblicare perché non sufficientemente certo della veridicità. La conseguenza è quindi che i blog pubblicano tutti e i giornali riprendono dopo un po’, quando vogliono. Segno concreto di come i blog influenzino concretamente i grandi media, non sempre con effetti misurabili.

Il caso Edwards dimostra che il passaparola dei blog non necessariamente sfocia sui grandi media, se questi ultimi oppongono resistenza. Il passo successivo, da parte del lettore attivo, è di aumentare il tempo di lettura dei blog, a danno dei giornali, se questi non cambiano, volenti o nolenti, la propria linea editoriale. Non è detto che sia un bene, anzi! L’Italia forse sta già più avanti, considerando le notizie leggere e i pettegolezzi che riempono una buona percentuale delle pagine dei giornali online, certamente più che sulla carta.

In Italia la notizia non ha avuto grande enfasi. Di blog che ne hanno parlato ne ho trovati giusto un paio. Il Giornale ne ha scritto un lungo articolo, Repubblica un trafiletto e poco altro. Apcom ci ha fatto un lancio, giusto per dire che è spazzatura.

Sono spuntate ora anche le foto e direi che spazzatura proprio non è.

Il caso Carfagna-Berlusconi non può essere un paragone, visto che le voci sulle intercettazioni non hanno mai trovato uno straccio di conferma, nemmeno da fonte poco autorevole.

  • Pier

    Colgo l’occasione di questo tuo post, Luca, per rinnovare l’invito che sto cercando di diffondere:

    Spegni la tv e accendi il cervello!
    Usa un rss reader per informarti!
    http://www.google.it/reader

    Grazie

    Pier

  • http://svaroschi.blogspot.com Antonella

    Luca, scusa ma non riesco a capire il tuo entusiasmo.
    I blog sono arrivati prima di giornali e tv su una relazione extraconiugale e non mi pare grosso potenziale innovativo. Del resto, la storia è confermata dall’ammissione di Edwards, altrimenti sarebbe rimasta voce, giusto?

    Se non c’è alcun reato il risultato è? Che ora possiamo dare un diverso giudizio morale? Beh, ognuno ha il suo a prescindere e se lo crea nel modo preferito (quindi non mi dlungo nell’esprimere il mio) ma se questo scandalo non porta a reati nè a compromessi fatti nell’esercizio di cariche pubbliche non so proprio che grande notizia sia.
    Trovo anzi curioso leggere i tuoi due post sull’argomento intervallati da un altro post in cui scrivi ‘Sesso, soldi, sangue, con contorno di gadget, confermerebbero quindi che ciò che vale per i grandi media vale anche per i social media. Ci meritiamo quindi Bruno Vespa e tutte le puntate su Cogne allora, ahinoi.’

    Certo, hanno scoperto una bugia, ma a chi serve davvero?
    Tra parentesti le motivazioni addotte per il non aver dato la notizia non sono da buttare (a parte il non voler lucrare sulla malattia della moglie), se i media avessero avuto conferme della relazione in campagna elettorale non se lo sarebbero fatto sfuggire, penso.

  • Pandemia

    Non sono affatto entusiasta. Volevo sottolineare le interpretazioni del fenomeno, tutto qua.

    Le motivazioni addotte nel non dare la notizia però non mi hanno mai convinto, su questo non siamo d’accordo

  • http://svaroschi.blogspot.com Antonella

    Beh, mi sembre che i media mainstream americani in passato non si siano lasciati sfuggire altre occasioni di sfruttare scandali vari in relazione ai candidati…probabilmente non avevano conferme o abbastanza prove da scriverlo fino ad ora.
    Questo andrebbe – paradossalmente – a loro favore per non aver scritto qualcosa di cui non avevano conferme, no?

    (poi sul fatto che i media mainstream riprendano le notizie dai blog come gli pare e senza citare le fonti, siamo d’accordo, sia chiaro)

    p.s. c’è qualche problema al counter dei commenti, continuavo a controllare per vedere se avevi risposto e vedevo sempre due commenti, mentre tu mi hai risposto più di dieci giorni fa

  • http://svaroschi.blogspot.com Antonella

    Luca, scusa ma non riesco a capire il tuo entusiasmo.
    I blog sono arrivati prima di giornali e tv su una relazione extraconiugale e non mi pare grosso potenziale innovativo. Del resto, la storia è confermata dall’ammissione di Edwards, altrimenti sarebbe rimasta voce, giusto?

    Se non c’è alcun reato il risultato è? Che ora possiamo dare un diverso giudizio morale? Beh, ognuno ha il suo a prescindere e se lo crea nel modo preferito (quindi non mi dlungo nell’esprimere il mio) ma se questo scandalo non porta a reati nè a compromessi fatti nell’esercizio di cariche pubbliche non so proprio che grande notizia sia.
    Trovo anzi curioso leggere i tuoi due post sull’argomento intervallati da un altro post in cui scrivi ‘Sesso, soldi, sangue, con contorno di gadget, confermerebbero quindi che ciò che vale per i grandi media vale anche per i social media. Ci meritiamo quindi Bruno Vespa e tutte le puntate su Cogne allora, ahinoi.’

    Certo, hanno scoperto una bugia, ma a chi serve davvero?
    Tra parentesti le motivazioni addotte per il non aver dato la notizia non sono da buttare (a parte il non voler lucrare sulla malattia della moglie), se i media avessero avuto conferme della relazione in campagna elettorale non se lo sarebbero fatto sfuggire, penso.

  • Pandemia

    Non sono affatto entusiasta. Volevo sottolineare le interpretazioni del fenomeno, tutto qua.

    Le motivazioni addotte nel non dare la notizia però non mi hanno mai convinto, su questo non siamo d’accordo

  • http://svaroschi.blogspot.com Antonella

    Beh, mi sembre che i media mainstream americani in passato non si siano lasciati sfuggire altre occasioni di sfruttare scandali vari in relazione ai candidati…probabilmente non avevano conferme o abbastanza prove da scriverlo fino ad ora.
    Questo andrebbe – paradossalmente – a loro favore per non aver scritto qualcosa di cui non avevano conferme, no?

    (poi sul fatto che i media mainstream riprendano le notizie dai blog come gli pare e senza citare le fonti, siamo d’accordo, sia chiaro)

    p.s. c’è qualche problema al counter dei commenti, continuavo a controllare per vedere se avevi risposto e vedevo sempre due commenti, mentre tu mi hai risposto più di dieci giorni fa