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Le opinioni più brillanti in prima pagina

4 settembre 2008 4 commenti

Oggi mi sono dilettato (si fa per dire) in una attività sperimentale, svolta in maniera intensiva. Ho scartabellato il social web, partendo da BlogBabel per i blog, concentrandomi poi su FriendFeed con una ricerca per parola chiave: ho cercato browser, webmail, web application e altri nomi propri.

Girando e girando ho collezionato 49 citazioni diverse su questi argomenti e, per farlo e condividerle allo stesso tempo, ho creato un blog apposito, che nasce e muore così: miei.

La maggior parte dei contributi sono in inglese ma se ne trovano anche in italiano. Tutti sono frammenti di conversazione apparsi come articoli di blog o commenti agganciati su FriendFeed.

Se tutto va nel migliore dei modi giovedì prossimo vedrete a cosa sono serviti.

La lezione che ho imparato immergendomi a caccia di opinioni e commenti è che quanto si dice sul social web è vero: nella sfera di lingua inglese si conversa di tutto e chi esprime opinioni non è un tecnomaniaco ma un cittadino che usa la rete, non necessariamente in senso professionale. Un po’ la chiacchiera della piazza, con la differenza che non si parla solo di calcio, donne/uomini o politica.

Usare FriendFeed come il motore di ricerca delle opinioni potrebbe farti scoprire idee e percorsi inesplorati. Prova e vedrai. La serendipity oggi passa da qui.

  • http://www.disordine.com Cristian Conti

    Proprio bella questa cosa che hai fatto..bello sarebbe se si riuscisse ad automatizzarlo e poi a organizzarlo tramite un sistema di votazione tipo digg, anche se come Phonkmeister insegna, niente di meglio di un uomo (o una donna, sia chiaro) a scegliere quello che di interessante si può leggere..
    Ciao Luca :)

  • http://www.bizandbuzz.blogspot.com gianandrea facchini

    Hai centrato il problema quando evidenzi come la conversazione anglosassone sia più varia e sfaccetata di quelle italiana.
    Quando, per scelta, ho deciso di fare il mio blog in inglese è stato proprio per questo motivo.
    E Francesco ha ragione quando individua il conversatore italiano come troppo geek.
    La mia sensazione è che in Italia si parli molto ma ci siano, poi, pochi casi concreti di utilizzo e di applicazione di nuovi strumenti. Non per nulla, capita di vedere agenzie che presentano documenti con case history non fatte da loro o, addirittura, fatte all’estero.

  • http://www.alessandrobaffa.it Alessandro Baffa

    mmmm, non ci avevo pensato .. provo subito! ;-)
    Grazie del consiglio!

  • http://www.francescofederico.net Francesco Federico

    Interessantissimo esperimento e belle citazioni!

    Lancio il sasso: Che la monotonia e ripetività dei contenuti spesso presenti nella nostra blogosfera, sia dovuta al fatto che, alla fine, siamo in pochi a partecipare e un po’ tutti ‘troppo geek’?