Bernabè vince ma non convince
L’evento del giorno alla BlogFest era l’incontro dei blogger con Franco Bernabè, Amministratore Delegato di Telecom Italia. Dal mio punto di vista è un evento riuscito a metà, col bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda dei punti di vista.
Mezzo pieno
Non capita tutti i giorni che l’A.D. di una delle prime aziende per capitalizzazione in Italia decida di dedicare 90 minuti del suo tempo lavoro ad un incontro con rappresentanti del mondo della rete.
‘il blog è uno strumento essenziale‘, ha dichiarato Bernabé, ma poi? Telecom Italia conosce le esperienze di blogging delle telco internazionali, in Europa e negli USA? Qualcuno gli ha detto cosa fanno in Austria, cosa fa British Telecom, cosa fa France Telecom? Forse dovrebbe ascoltare di più, tra i suoi consiglieri, chi conosce personalmente le evoluzioni del social web e ne avrebbe più di uno, interni ed esterni.
Mezzo vuoto
Era prevedibile che l’evento, a mercati aperti, fosse seguito con attenzione dai giornalisti delle agenzie, pronti a battere lanci utili alla comunità finanziaria per capire la strada che Telecom Italia vuole percorrere nelle prossime settimane. Non è un caso se si trovano subito lanci di ANSA, Apcom (l’agenzia di Telecom Italia) e Radiocor.
Bernabè, con tutti i vincoli del caso – se alcune cose non le rivela agli analisti e alla stampa, perché dovrebbe dirle ai blogger? – poteva osare di più e svicolare meno.
Ha svicolato in vari frangenti, evadendo domande molto chiare o girando intorno ad altre, tra l’altro poste con molto garbo e margine di manovra per non sorvolare, né raccontare storie.
Sul tema della neutralità della rete avrebbe dovuto dire chiaramente che Telecom Italia, per un interesse commerciale legittimo, vorrebbe privilegiare alcuni bit (telefonia e televisione) rispetto ad altri, senza raccontarci che è a favore degli utenti con un macigno di ma e una metafora, quella dello spam, che a mio avviso non regge il paragone.
Ho posto una domanda molto chiara e netta che richiedeva una risposta chiara e netta, ma Bernabè ha preferito giustificarsi nel non rispondere. E’ possibile avere una data certa per la copertura al 100% del territorio italiano con la banda larga, magari anche con il mobile o il Wi-Max? No, per Bernabè, il problema non si pone perché oggi siamo al 96% e ‘in breve tempo’ (quanto non l’ha voluto dire!) arriveremo al 98,5%. L’altro verrà coperto con nuove tecnologie, non meglio specificate, ma non è colpa di Telecom Italia se gli Italiani hanno costrutio case dove non avrebbero dovuto, causa speculazione edilizia (!!): ti pare una risposta questa?
Se l’obiettivo di Bernabè era quello di mettere una bandierina nel terreno del dialogo con il mondo dei social media, beh, è stato largamente raggiunto. Se invece era quello di accreditarsi come parte che vuole veramente dialogare, con tutta la consapevolezza e le implicazioni che tale scelta impone, l’obiettivo è a mio avviso fallito, per colpa sua e di nessun altro.
In un momento di seria difficoltà con il mercato – il titolo Telecom Italia ha ritoccato il minimo storico recentemente – Bernabè ha colto l’occasione per infondere tranquillità agli azionisti, sicurezza sulla sua permanenza alla guida, ostentando ottimismo sul futuro.
Bernabè ha insistito molto nell’affermare che, tempo 4-5 mesi, l’azienda supererà la fase critica proiettandosi su un futuro nuovo: come non lo ha detto. Certo è che se il titolo dovesse continuare ad affondare o a permanere a questi livelli, forse il futuro di Telecom Italia sarà senza Bernabè.
La vera notizia a mio avviso sta in un violento attacco a Google, definita azienda che fa utili senza investire nell’infrastruttura di rete. Quindi qual’è la ricetta di Telecom Italia, tassare i servizi Google? Penalizzarli, favorendo quelli di chi investe, i provider?











tra l’altro se non erro Alice usa i risultati di Google, anche se può permettersi di non mettere il brand ‘powered by Google’. E’ un po’ come sputare nel piatto in cui si mangia, perché se si facessero da soli un motore di ricerca non so esattamente quanto durerebbe…
Ok che non si va in casa del lupo a rompergli le scatole e che non ho seguito tutta la diretta, ma di cose ‘spinose’ (senza scadere nella maleducazione, ce ne sono di cose serie per le quali telecom non si comporta benissimo nei confronti della clientela) per far sudare Bernabè se ne potevano chiedere a iosa
Lo stesso De Biase nell’articolo dice che Bernabè si aspettava domande più spinose…
2/3 venute in mente a caso mentre scrivo:
- La faccenda rimodulazioni
- Le assurde tariffe per le connessioni dati
- Il cartello fatto con Vodafone per iPhone
Eccetera…
Domanda: ma le domande sono state sottoposte in anticipo e poi approvate? Qualcosa delle tre domande che ho scritto qui è stato chiesto?
ieri alla conferenza sono arrivata tardi e quindi non ho colto questa affermazione, quindi resto basita, i tuoi quesiti andrebbero mandati via mail proprio a Bernabè, sarei curiosa di sapere cosa risponderebbe!
Secondo me, il mio capo (Bernabè) è sceso volentieri sul campo dell’incontro stampa con i blogger perchè sa bene che non è quello il mezzo con cui i blogger sono più forti. La forza di un blogger sta nel postare ed argomentare, avendo tempo per pensare a quello che si scrive, e perseveranza, tanta, portando avanti argomenti e guerre che durano anni. Luca da quando ti conosco mi chiedi ‘quando ci sarà la banda larga dappertutto!’
Il Bernabè che conosco bene è uno che fa conferenze stampa, anima folle e giornalisti; E’ uno bravo a rispondere senza dirti niente di quello che gli hai chiesto e facendo contento il pubblico di quello che ha detto.
Con questo non dico che i blogger hanno sbagliato a confrontarsi con lui in un ambito a loro non congeniale. Pandemia è qui a dimostrare che con post ben argomentati si può continuare il discorso a cui probabilmente Bernabè non potrà continuare a controbattere, ne per tempo, ne per interesse, ne per argomentazioni valide.
Il blogger forte persevera. Non ho avuto tempo di leggere altri blogger, ma secondo me il solito tam tam potrebbe portare al capovolgimento del risultato che, a prima vista superficiale e sui giornali, sembra una vittoria schiacciante di Bernabè.
PS. Ma qualcuno non poteva chiedergli un aumento per me???
Bernabè non sa o fa finta di non sapere che google ha investito in un progetto (che consiste in 16 satelliti) per portare connettività nelle zone non servite.
La copertura all 100% del territorio italiano rischia di arrivare proprio da google … si parla del 2010
http://news.google.it/news?ned=us&hl=en&ned=us&nolr=1&q=google+o3b&btnG=Search
Mah. Io non ho seguito la diretta web (pare ce ne fosse una) ma credo che il bicchiere sia mezzo vuoto. Non serve fare un incontro in remoto. Hai fatto benissimo a fare quella domanda (era prevista?), bravo.
boh… quando ci sono di mezzo borsa e politica avere risposte chiare è difficile… e poi guardiamoci in faccia: cosa può rispondere Bernabè al cartello sull’Iphone? ‘sì è vero, abbiamo fatto cartello, e adesso il tel costa una cifra, e usarlo costa di più’… non credo: si sa che è così, ma sentirlo dire in un evento ufficiale sarà difficile. Piuttosto: nessuno gli ha chiest del tentativo di oscurare il video di Napoletone?
@Scintillena
Appunto. Questi signori sfruttano questo: il potere che hanno e il fatto che le domande ‘difficili’ davanti ai giornalisti per un motivo o per un altro non se le sentono mai fare.
Esempio ‘banale’:
Se qualcuno gli avesse chiesto, fuori dal coro, ad esempio: ‘beh, avete fatto un cartello per i prezzi di iPhone con Vodafone, cosa ne dice?’
Lui avrebbe risposto: ‘non sono io che scelgo le tariffe’ ma avrebbe avuto modo di controbbattere.
Purtroppo i blogger quando c’e’ il big di turno un po’ hanno timore, un po’ sono asserviti (parlo in generale, non di Luca) e un po’ si illudono che il loro bloggetto possa sopperire a quello che i giornali non fanno e/o non dicono, non capendo che l’uomo della strada la mattina in edicola non va a comprare ‘Il blogger della sera’, ma compra un giornale che vive anche grazie alla pubblicità di telecom che ne riempie le pagine.
Il giornalista contro chi in fin dei conti gli paga lo stipendio si ‘piega’. Il blogger che questo problema non lo ha in alcuni casi dovrebbe trasformarsi in giornalista d’assalto, evitando atteggiamenti da ‘sottomesso’, cosa che mi è capitata di notare anche durante quei pochi incontri ‘di livello’ a cui mi è capitato di partecipare.
tra l’altro se non erro Alice usa i risultati di Google, anche se può permettersi di non mettere il brand ‘powered by Google’. E’ un po’ come sputare nel piatto in cui si mangia, perché se si facessero da soli un motore di ricerca non so esattamente quanto durerebbe…
Mah. Io non ho seguito la diretta web (pare ce ne fosse una) ma credo che il bicchiere sia mezzo vuoto. Non serve fare un incontro in remoto. Hai fatto benissimo a fare quella domanda (era prevista?), bravo.
Ok che non si va in casa del lupo a rompergli le scatole e che non ho seguito tutta la diretta, ma di cose ‘spinose’ (senza scadere nella maleducazione, ce ne sono di cose serie per le quali telecom non si comporta benissimo nei confronti della clientela) per far sudare Bernabè se ne potevano chiedere a iosa
Lo stesso De Biase nell’articolo dice che Bernabè si aspettava domande più spinose…
2/3 venute in mente a caso mentre scrivo:
- La faccenda rimodulazioni
- Le assurde tariffe per le connessioni dati
- Il cartello fatto con Vodafone per iPhone
Eccetera…
Domanda: ma le domande sono state sottoposte in anticipo e poi approvate? Qualcosa delle tre domande che ho scritto qui è stato chiesto?
ieri alla conferenza sono arrivata tardi e quindi non ho colto questa affermazione, quindi resto basita, i tuoi quesiti andrebbero mandati via mail proprio a Bernabè, sarei curiosa di sapere cosa risponderebbe!
boh… quando ci sono di mezzo borsa e politica avere risposte chiare è difficile… e poi guardiamoci in faccia: cosa può rispondere Bernabè al cartello sull’Iphone? ‘sì è vero, abbiamo fatto cartello, e adesso il tel costa una cifra, e usarlo costa di più’… non credo: si sa che è così, ma sentirlo dire in un evento ufficiale sarà difficile. Piuttosto: nessuno gli ha chiest del tentativo di oscurare il video di Napoletone?
Secondo me, il mio capo (Bernabè) è sceso volentieri sul campo dell’incontro stampa con i blogger perchè sa bene che non è quello il mezzo con cui i blogger sono più forti. La forza di un blogger sta nel postare ed argomentare, avendo tempo per pensare a quello che si scrive, e perseveranza, tanta, portando avanti argomenti e guerre che durano anni. Luca da quando ti conosco mi chiedi ‘quando ci sarà la banda larga dappertutto!’
Il Bernabè che conosco bene è uno che fa conferenze stampa, anima folle e giornalisti; E’ uno bravo a rispondere senza dirti niente di quello che gli hai chiesto e facendo contento il pubblico di quello che ha detto.
Con questo non dico che i blogger hanno sbagliato a confrontarsi con lui in un ambito a loro non congeniale. Pandemia è qui a dimostrare che con post ben argomentati si può continuare il discorso a cui probabilmente Bernabè non potrà continuare a controbattere, ne per tempo, ne per interesse, ne per argomentazioni valide.
Il blogger forte persevera. Non ho avuto tempo di leggere altri blogger, ma secondo me il solito tam tam potrebbe portare al capovolgimento del risultato che, a prima vista superficiale e sui giornali, sembra una vittoria schiacciante di Bernabè.
PS. Ma qualcuno non poteva chiedergli un aumento per me???
@Scintillena
Appunto. Questi signori sfruttano questo: il potere che hanno e il fatto che le domande ‘difficili’ davanti ai giornalisti per un motivo o per un altro non se le sentono mai fare.
Esempio ‘banale’:
Se qualcuno gli avesse chiesto, fuori dal coro, ad esempio: ‘beh, avete fatto un cartello per i prezzi di iPhone con Vodafone, cosa ne dice?’
Lui avrebbe risposto: ‘non sono io che scelgo le tariffe’ ma avrebbe avuto modo di controbbattere.
Purtroppo i blogger quando c’e’ il big di turno un po’ hanno timore, un po’ sono asserviti (parlo in generale, non di Luca) e un po’ si illudono che il loro bloggetto possa sopperire a quello che i giornali non fanno e/o non dicono, non capendo che l’uomo della strada la mattina in edicola non va a comprare ‘Il blogger della sera’, ma compra un giornale che vive anche grazie alla pubblicità di telecom che ne riempie le pagine.
Il giornalista contro chi in fin dei conti gli paga lo stipendio si ‘piega’. Il blogger che questo problema non lo ha in alcuni casi dovrebbe trasformarsi in giornalista d’assalto, evitando atteggiamenti da ‘sottomesso’, cosa che mi è capitata di notare anche durante quei pochi incontri ‘di livello’ a cui mi è capitato di partecipare.
Bernabè non sa o fa finta di non sapere che google ha investito in un progetto (che consiste in 16 satelliti) per portare connettività nelle zone non servite.
La copertura all 100% del territorio italiano rischia di arrivare proprio da google … si parla del 2010
http://news.google.it/news?ned=us&hl=en&ned=us&nolr=1&q=google+o3b&btnG=Search
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