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Carrefour e il mancato rispetto della persona

14 settembre 2008 29 commenti

La storia che racconta Barbara sul suo blog deve far indignare. Come è possibile che un bambino autistico debba subire umiliazioni e soffrire, insieme ai suoi familiari, come nell’episodio successo al Carrefour di Assago? Come può succedere che persone che hanno a che fare con il pubblico possano essere così insensibili e impreparate?

L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero
dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la
sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo
con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante.
In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso
nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la
Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo.
Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una
sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

Un fatto simile deve richiedere un intervento tempestivo da parte dell’azienda con provvedimenti disciplinari nei confronti dei propri dipendenti e un allontamento di tutti i collaboratori esterni responsabili di quanto successo, oltre che una comunicazione pubblica di scusa nei confronti della famiglia e un impegno a che fatti simili non si ripetano altrove.

Fino a che Carrefour non prenderà posizione sulla vicenda, non intendo in alcun modo contribuire al successo commerciale di un soggetto della grande distribuzione che si rende responsabile, seppur indirettamente, di una così triste vicenda.

Ti invito a far conoscere a tutti quanto successo e a comunicare la tua persona indignazione a servizioclienti@carrefour.com, cosa che il sottoscritto farà immediatamente.

LEGGI: Email che fanno male.

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29 commenti »

  • Dario Salvelli said:

    E’ una vergogna, l’ho già detto da Barbara. Comunque, consideraiamo solo un attimo il cattivo buzz che si sta creando, basta cercare su google ‘carrefour di assago’: http://www.google.it/search?hl=it&q=carrefour+di+assago&btnG=Cerca&meta=

  • Damiano said:

    La spaventosa ignoranza e arretratezza italiana nei confronti della disabilità è purtroppo uno dei buchi neri più grossi del nostro paese. Non solo, lo scandalo è che non importa a nessuno, soprattutto alle istituzioni.
    Esempio: nella mia città hanno costruito, da poco, uno stadio del nuoto da 4, dico 4, milioni di euro di soldi pubblici. Le tribune hanno gradoni alti un metro e per accedere all’impianto ci sono scalinate di venti metri. Ora c’è un ascensore ma non è una via di fuga in caso d’emergenza (la legge dice che dovrebbe esserci). I disabili fino a qualche tempo fa potevano solo accedere alla parte bassa della tribuna (passando ovviamente dall’uscita di sicurezza…). Faccio il giornalista e quando l’ho fatto notare al costruttore, lui non solo ha detto che ero un rompic… ma che i disabili sopra non ci dovevano salire.

    Non gli ho tirato il microfono in faccia solo perché poi mi toccava la denuncia. Ma lo avrei fatto volentieri.

  • ottavotasto said:

    grazie per la segnalazione, mail mandata. era doveroso…

  • marta said:

    Mail mandata. Provo a parlarne anche con la redazione di Milano di Repubblica. E’ scandaloso. Grazie per la segnelazione

  • Matteo said:

    Ciao

    secondo me l’articolo è particolarmente fazioso già dal titolo.
    ‘Carefour e il mancato rispetto della persona’. E’ carefour che ha mancato di rispetto o è stata un’impiegata, magari precaria, presa solo per collaborare al ‘nido’ del centro comerciale e niente più? Sembra il classico post sensazionalista con il taglio che si trova sui giornali.
    SE è successo veramente è deplorevole ma che centra Carefour?
    Bah…

  • Xabaras said:

    Complimenti Matteo, sei riuscito ad essere più insultante dell’episodio avvenuto. Primo, conosco personalmente gli ‘attori’ del fatto (e già qui saresti da mischia senza sostegno). Se avviene ‘Dentro’ un centro, il centro è responsabile in toto. Punto. Ma tu ragioni come ragiona una buona fetta di italiani…sopire, nascondere, togliere responsabilità…non è colpa mia, non è colpa tua.
    Ma in fondo siamo l’unico paese dove responsabili di governo (o di grandi industrie) possono dire o agire senza sentire la reponsabilità di dimissioni o scuse.
    Io sono già pronto al Googlebombing, si decida il termine da usare. Ah Matteo, se ti da fastidio l’indignazione, scansati abbiamo da fare…

  • Matteo said:

    @Xabaras: la mia critica era verso il post abbondantemente fazioso, proprio stile ‘giornale’ che tante volte si critica.
    Inoltre tu mi dai ragione implicitamente nel tuo messaggio perchè il centro sarà responsabile, ma Carefour è una catena, è un brand è una rete di negozi e quindi non è direttamente responsabile del comportamento del suo dipendente (se tale fosse la ragazza oggetto del discorso).
    Poi, fai pure quello che vuoi, se poi tu hai un cuggggino che è amico del cuggggino di quello che ha scritto il post allora effettivamente hai una buona fonte. Ma ROTFL!

  • Xabaras said:

    @Matteo
    Non si parla di cugggggini e inutili catene che fanno contento Paolo Attivissimo. Conosco personalmente Barbara (la mamma coinvolta nella cosa). A te può fregare poco, a me molto. E questo spiega il discorso sull’attuale mediocrità tutta italiana (te compreso).

  • Lara said:

    Matteo, la tua reazione è raccapricciante, come la storia della signora Barbara. Se ti viene in mente di criticare un post e non quello che è successo probabilmente la tua soglia di umanità non raggiunge il livello minimo. Vorrei farti presente che gli impiegati non si assumono da soli, soprattutto se la ‘signorina precaria’ fosse addetta al nido, la cosa sarebbe pure più scandalosa, perchè viene da domandarsi secondo quali criteri si scelgono le persone da mettere in determinate posizioni.
    Detto questo, mi unirò subito agli altri nel mandare una mail alla catena Carrefour.

  • Enrico Bianchessi said:

    Credo che tutti abbiano letto la risposta di Carrefour.. mi permetto una osservazione: forse sarebbe stato un filino più opportuno, prima di sparare il comunicato stampa in formato risposta automatica, che qualcuno di Carrefour commentasse in prima persona sul blog di Blackcat…

  • ciubby82 said:

    che animali….e loro sono normali….

  • Alberto said:

    Le persone con seri problemi andrebbero aiutate: esistono terapie che sicuramente aiuterebbero… la signorina in questione.
    Anche se mi verrebbe l’istinto di ripagarla con la su stessa moneta, dicendo che una persona di quel tipo non dovrebbe stare in mezzo alla gente ma dovrebbe vivere isolata dal resto del mondo dove non farebbe danni, la cosa migliore è di aiutarla a superare i gravi problemi mentali che ha.

  • Giosuè said:

    Il silenzio di Carrefour equivale a ripetere, strillare, urlare, 1000 volte la stessa frase contro quel ragazzo.

    E’ una occasione per Carrefour per pubblicamente esprimere solidarietà e le scuse alle persone coinvolte, magari con un gesto concreto, e contribuire ad una presa di coscienza e crescita civica di tutti – inclusi i suoi impiegati.

  • Pandemia said:

    Resto della mia opinione, rispettando la tua Francesco.

    Rispetto al tua e non ti classifico come bastian contrario, come tu mi dai del pecorone.

  • dag said:

    Mi chiedo: “L’evento chi l’ha organizzato? Carrefour?”…

    Mi risponde (indirettamente) Enrico Bianchessi (http://pr-blues.blogspot.com/2008/09/carrefour-considerazioni-freddo-crisis.html): Idtime.

    Allora mi spiegate perché ce l’hanno tutti con Carrefour?

    Avete mai organizzato una festa? Affittando un locale e chiamando un servizio di catering indipendente? Io si.

    Personalmente penso che se nel corso della festa di cui sopra un dipendente del servizio di catering avesse offeso un invitato, non avrei denunciato il proprietario della villa, ma il proprietario della società di catering.

    Ma, come è logico che sia, chi non sa sparare preferisce avere un bersaglio grande da colpire… Di fronte ad un bersaglio piccolo, non solo non farebbe centro, ma probabilmente farebbe una cilecca completa.

    PS: per coloro non mettono malizia in quello che fanno (e scrivono): imparate a guardare il mondo cambiando il punto di osservazione: in questo modo non rischiate di diventare i soliti pecoroni che seguono “la massa” fino a cadere in un precipizio.

  • DAG said:

    Se il tono del mio commento sembra acceso ti chiedo scusa. Io voglio solo dire che a volte i pareri c’entrano poco; in realtà di questa storia non se ne sa molto: io ho saputo che Idtime ha organizzato l’evento su commissione di Mattel all’interno dei locali di Carrefour; se la mia versione corrisponde a verità, allora Carrefour non è responsabile.

    Tra l’altro, a differenza di Mosaico Arredamenti, il servizio marketing del grande alimentari francese saprà sfruttare a dovere questo evento per farsi ancor più pubblicità… In questo non hanno rivali: non hanno minimamente provato schivare il colpo togliendosi di dosso le responsabilità, anzi… Probabilmente organizzeranno un evento principalmente per disabili, e salveranno capra e cavoli. I clienti saranno contenti, mentre loro laveranno via la macchia tutt’altro che indelebile.

    Tornando a noi… Sono il primo a dire di vedere le cose in modo diverso dagli altri, quindi sono il primo a proclamale la libertà di espressione (altrimenti sarei ipocrita); però non capisco perché mai abbia dovuto chiedere scusa ‘il proprietario dei locali’ anziché colui che ha scelto, assunto e pagato i fotografi.

  • ciubby82 said:

    che animali….e loro sono normali….

  • Alberto said:

    Le persone con seri problemi andrebbero aiutate: esistono terapie che sicuramente aiuterebbero… la signorina in questione.
    Anche se mi verrebbe l’istinto di ripagarla con la su stessa moneta, dicendo che una persona di quel tipo non dovrebbe stare in mezzo alla gente ma dovrebbe vivere isolata dal resto del mondo dove non farebbe danni, la cosa migliore è di aiutarla a superare i gravi problemi mentali che ha.

  • Damiano said:

    La spaventosa ignoranza e arretratezza italiana nei confronti della disabilità è purtroppo uno dei buchi neri più grossi del nostro paese. Non solo, lo scandalo è che non importa a nessuno, soprattutto alle istituzioni.
    Esempio: nella mia città hanno costruito, da poco, uno stadio del nuoto da 4, dico 4, milioni di euro di soldi pubblici. Le tribune hanno gradoni alti un metro e per accedere all’impianto ci sono scalinate di venti metri. Ora c’è un ascensore ma non è una via di fuga in caso d’emergenza (la legge dice che dovrebbe esserci). I disabili fino a qualche tempo fa potevano solo accedere alla parte bassa della tribuna (passando ovviamente dall’uscita di sicurezza…). Faccio il giornalista e quando l’ho fatto notare al costruttore, lui non solo ha detto che ero un rompic… ma che i disabili sopra non ci dovevano salire.

    Non gli ho tirato il microfono in faccia solo perché poi mi toccava la denuncia. Ma lo avrei fatto volentieri.

  • Dario Salvelli said:

    E’ una vergogna, l’ho già detto da Barbara. Comunque, consideraiamo solo un attimo il cattivo buzz che si sta creando, basta cercare su google ‘carrefour di assago’: http://www.google.it/search?hl=it&q=carrefour+di+assago&btnG=Cerca&meta=

  • ottavotasto said:

    grazie per la segnalazione, mail mandata. era doveroso…

  • marta said:

    Mail mandata. Provo a parlarne anche con la redazione di Milano di Repubblica. E’ scandaloso. Grazie per la segnelazione

  • Matteo said:

    Ciao

    secondo me l’articolo è particolarmente fazioso già dal titolo.
    ‘Carefour e il mancato rispetto della persona’. E’ carefour che ha mancato di rispetto o è stata un’impiegata, magari precaria, presa solo per collaborare al ‘nido’ del centro comerciale e niente più? Sembra il classico post sensazionalista con il taglio che si trova sui giornali.
    SE è successo veramente è deplorevole ma che centra Carefour?
    Bah…

  • Xabaras said:

    Complimenti Matteo, sei riuscito ad essere più insultante dell’episodio avvenuto. Primo, conosco personalmente gli ‘attori’ del fatto (e già qui saresti da mischia senza sostegno). Se avviene ‘Dentro’ un centro, il centro è responsabile in toto. Punto. Ma tu ragioni come ragiona una buona fetta di italiani…sopire, nascondere, togliere responsabilità…non è colpa mia, non è colpa tua.
    Ma in fondo siamo l’unico paese dove responsabili di governo (o di grandi industrie) possono dire o agire senza sentire la reponsabilità di dimissioni o scuse.
    Io sono già pronto al Googlebombing, si decida il termine da usare. Ah Matteo, se ti da fastidio l’indignazione, scansati abbiamo da fare…

  • Matteo said:

    @Xabaras: la mia critica era verso il post abbondantemente fazioso, proprio stile ‘giornale’ che tante volte si critica.
    Inoltre tu mi dai ragione implicitamente nel tuo messaggio perchè il centro sarà responsabile, ma Carefour è una catena, è un brand è una rete di negozi e quindi non è direttamente responsabile del comportamento del suo dipendente (se tale fosse la ragazza oggetto del discorso).
    Poi, fai pure quello che vuoi, se poi tu hai un cuggggino che è amico del cuggggino di quello che ha scritto il post allora effettivamente hai una buona fonte. Ma ROTFL!

  • Xabaras said:

    @Matteo
    Non si parla di cugggggini e inutili catene che fanno contento Paolo Attivissimo. Conosco personalmente Barbara (la mamma coinvolta nella cosa). A te può fregare poco, a me molto. E questo spiega il discorso sull’attuale mediocrità tutta italiana (te compreso).

  • Lara said:

    Matteo, la tua reazione è raccapricciante, come la storia della signora Barbara. Se ti viene in mente di criticare un post e non quello che è successo probabilmente la tua soglia di umanità non raggiunge il livello minimo. Vorrei farti presente che gli impiegati non si assumono da soli, soprattutto se la ‘signorina precaria’ fosse addetta al nido, la cosa sarebbe pure più scandalosa, perchè viene da domandarsi secondo quali criteri si scelgono le persone da mettere in determinate posizioni.
    Detto questo, mi unirò subito agli altri nel mandare una mail alla catena Carrefour.

  • Enrico Bianchessi said:

    Credo che tutti abbiano letto la risposta di Carrefour.. mi permetto una osservazione: forse sarebbe stato un filino più opportuno, prima di sparare il comunicato stampa in formato risposta automatica, che qualcuno di Carrefour commentasse in prima persona sul blog di Blackcat…

  • Giosuè said:

    Il silenzio di Carrefour equivale a ripetere, strillare, urlare, 1000 volte la stessa frase contro quel ragazzo.

    E’ una occasione per Carrefour per pubblicamente esprimere solidarietà e le scuse alle persone coinvolte, magari con un gesto concreto, e contribuire ad una presa di coscienza e crescita civica di tutti – inclusi i suoi impiegati.