Il 30% degli Italiani usa Facebook per Eurispes
Le agenzie rilanciano con grande risalto i numeri relativi a Facebook del Rapporto Italia 2009 redatto da Eurispes. C’è da scommetterci che tra tv e giornali ci si butteranno tutti, perché è una miniera di numeri e dati da una fonte considerata attendibile. Su Facebook non lo è per certo e vado a spiegare perché.
Le agenzie riportano virgolettato, in coro:
tre italiani su 10 contribuiscono con la loro presenza virtuale ad
alimentare quello che da più parti è stato definito ‘il fenomeno del
millennio’
Eurispes in pratica intervista la gente, non so come, e gli chiede qualcosa del tipo ‘sei su Facebook?’. Il 30% del campione risponde affermativamente e ciò significa che il 30% degli Italiani è registrato su Facebook. Possibile che Eurispes ne sappia più di Facebook, che pubblica ogni 15 giorni dati ufficiali, paese per paese? Ovvio che no! Gli Italiani registrati su Facebook e attivi negli ultimi 30 giorni sono, ultimo dato ufficiale, 6,5 milioni. Forse sono il 30% degli utenti Internet (dato Nielsen di ieri, 22 milioni) ma non certo degli Italiani: i maggiorenni sono circa 44 milioni e il 30% sarebbe il doppio di quanto dichiarato da Facebook.
Considerando poi che il campione è su chi naviga e chi non naviga, che senso hanno le percentuali di giudizio di un servizio che si conosce solo per nome e per sentito dire?
‘Ben il 63% degli italiani ritiene che esso sia utile in quanto
permette di ritrovare vecchi amici. probabilmente, proprio perché
svolge questa importante funzione, Facebook non viene ritenuto una
perdita di tempo (45,8)’.
Curiosamente, però, per la maggioranza degli intervistati (51,9%) il sito non serve a farsi nuovi amici.
Il
47,9%, comunque, ritiene che Facebook ‘metta a rischio la privacy’,
riflettendo le opinioni di un dibattito che da mesi divampa sia in rete
che sulla stampa.
Certo, la percezione è importante, ma se ne possono trarre ulteriori considerazioni? Mi dispiace molto, ma per quel che mi riguarda questi dati sono semplice spazzatura e chi li riprende acriticamente, attribuendogli autorevolezza, semplicemente non sa quello di cui scrive.
Mi sarebbe molto piaciuto leggere il Rapporto per andare direttamente alla fonte ma il sito Eurispes non lo pubblica ancora e, quando lo farà, probabilmente sarà a pagamento. Stendiamo un velo pietoso sul sito, perché si commenta da solo.













