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Uso e abuso dei social network

25 maggio 2009 9 commenti

I social network diventano così pervasivi che il dibattito sul loro uso e sugli effetti della condivisione di momenti privati cresce e si arricchisce di nuovi contributi.

Sara Maternini ha illustrato al WordCamp come il nostro datore di lavoro sia all’ascolto sui social media ed è bene esserne consapevoli quando li si usa per comunicare fatti privati, potenzialmente compromettenti.

A tal proposito, in un bel dibattito sul New York Times, Clay Shirky racconta un episodio della sua giovinezza in cui, ubriaco, si è dato involontariamente fuoco ai capelli, immaginando le conseguenze sulla sua vita professionale se questo fatto fosse stato documentato su Flickr, Facebook o altrove.
La conclusione del suo ragionamento è originale: i genitori e i datori di lavoro dovrebbe evitare volontariamente di sbirciare nella vita dei propri figli o dipendenti, lasciando che i fatti privati restino privati, anche quando questi fossero pubblicamente accessibili.

E’ questa la strada da percorrere per il rispetto della privacy in rete?
  • http://www.fabriziosinopoli.it Fabrizio

    Peccato che non abbia potuto assistere a questo talk.
    Le domande finali me lo pongo quotidianamente e sono state oggetti di discussione forte con alcuni miei amici qualche sera fa.

  • http://www.bloggingcss.com grazz

    Si, in un mondo perfetto sarebbe questa la strada, ma dubito che ci si possa affidare al buon senso della gente!

  • http://danielcolm.blogspot.com/ Daniel

    Relativamente alla presentazione:
    Sacrosante parole, e grande [mini]marketing!

    Relativamente alla soluzione dell’autolimitazione nel controllo, mi sembra impraticabile. Per me sta tutto nell’autocontrollo della persona che ‘si pubblica’ online. Del resto è quello che già facciamo quotidianamente. Mica parliamo di donne in compagnia femminile, tratteniamo un commento sul nuovo tagli di capelli del nostro amico, non ci ubriachiamo al nostro matrimonio. Chi lo fa, deve essere cosciente e responsabile delle conseguenze che ne verranno.

  • http://www.bloggauz.blogspot.com bloggauz

    Io non credo che il problema sia se genitori o datori di lavoro vadano a controllare quello che si scrive online. Il problema è come usiamo degli strumenti che dovremmo possedere e che, invece, finiscono per possederci loro. Un rischio che è soprattutto dei più giovani…

    Poi, è inquietante non poco il fatto che, come dice Sara Maternini, «Verba volant, web manent». Attenzione…

  • http://www.lucianopignataro.it Luciano Pignataro

    Non credo mai dipenda dallo strumento, ma dall’uso. Fb, ad esempio, l’ho trovato molto utile e ha contribuito a creare una buona rete di contatti che sarebbe stato molto difficile attivare. Spiare, poi, serve a poco: quando si vuole nascondere qualcosa c’è sempre il modo di farlo.

  • http://kromeblog.kromeboy.net Sergio

    Ma il bello è che è vero anche il contrario.

    Ovvero anche i dipendenti possono controllare i datori di lavoro attraverso i social network e farsi delle idee ben precise.

  • giorgio

    Su facebook ho scoperto che mia madre ha un amante. Cosa dovrei fare? Evitare in futuro di sbirciare sulle bacheche dei miei genitori?

  • http://www.lucianopignataro.it Luciano Pignataro

    @Giorgio
    Sì, in genere è molto salutare non sbirciare nei fatti di chi ci è vicino.

  • http://www.xstatic.it Michele

    A proposito di social network, noto che da qualche giorno un tal ‘Stagehand’ si aggira sul web, Chi ne sa qualcosa si faccia avanti…