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Un comunicato stampa scritto bene: Brunello, Facebook e Twitter

8 aprile 2010 14 commenti

Davide Rapetti segnala come il giornalismo di qualità si faccia largo in Italia o forse l’ufficio stampa di qualità.

In evidenza oggi su Repubblica Firenze c’è un articolo su Brunello, Facebook e Twitter. Magari è stato ripreso dalle agenzie o forse no. Sta di fatto che l’articolo di Repubblica è la fotocopia di un comunicato stampa del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Confrontare per credere.

Mi chiedo ingenuamente: è deontologicamente corretto riprendere un comunicato stampa integralmente, con qualche piccolo editing sulla forma, e presentarlo come un articolo giornalistico? Ammesso che la volontà della redazione sia quella di riprodurlo tal quale, non sarebbe bene evidenziare che il testo proviene dal Consorzio? Così, di fatto, si presenta come una marchetta al Consorzio, prendendo in giro il lettore, o no? Dove sta il filtro redazionale, spesso decantato a supporto della qualità del giornalismo ufficiale rispetto a quello non ufficiale?

Qui non c’è nessun pregiudizio contro i giornalisti, men che meno contro Repubblica, ragion per cui segnalo questo pezzo alla redazione di Firenze di Repubblica, così da conoscere la loro opinione sulle domande di cui sopra. Se ce n’è una, la riporterò qui a seguire.

  • http://theresnolifebeforecoffee.blogspot.com Spinoza

    Se ci si aspetta ancora qualcosa dal giornalismo, ci si sorprende. Io oramai non mi sorprendo più.

  • http://chiarula.tumblr.com chiarula

    ciao Luca, alla tua domanda “è deontologicamente corretto riprendere un comunicato stampa integralmente, con qualche piccolo editing sulla forma, e presentarlo come un articolo giornalistico?” rispondo che non so se sia deontologicamente giusto o meno ma che non è un caso “unico”. nel mare del pr pollution (alberto d’ottavi non molto tempo fa aveva pubblicato un video molto critico nei confronti degli uffici stampa), non trovo ci sia nulla di male se il pezzo viene ripreso integralmente. Le stesse agenzie di stampa (che poi vengono riprese dai giornalisti) fanno così, mica rieditano…
    Sai alla fine è sempre il giornalista che prende la decisione di cosa scrivere e non vedo “scorretto” il riportare il pezzo pie’ pari….
    Il filtro redazionale non esiste, per come la vedo io il giornalista crea un rapporto di fiducia con l’ufficio stampa e da lì gli pubblica (spesso) o meno la notizia.
    Non la vedo come marchetta almeno non di più di aver fatto gli auguri a buongiorno per i dieci anni ;p

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  • http://www.g-localchronicles.eu siskaceska

    Quando si riceve un comunicato stampa si possono fare due cose: riportarlo con un minimo di editing (non è necessario se a monte è già stato scritto bene) ma non firmarlo e quindi darlo come redazionale. Oppure rielaborarlo e firmarlo perchè dietro veramente c’è stato un lavoro di approfondimento e di intervento giornalistico.

    L’addetto stampa, data la pigrizia del collega che sta in redazione, ha dovuto sviluppare sempre di più la qualità del comunicato: scriverlo direttamente in forma di articolo. Ecco perchè poi il lavoro della redazione si riduce al minimo e non resta che riportarlo senza firmarlo.

    Il caso che tu segnali è un buon esempio di ufficio stampa di qualità.

  • Luca Conti

    Chiarula, la piccola differenza è che questo è un blog e non una testata giornalistica registrata e qui non c’è l’ambizione di fare giornalismo. Sul fatto che sia prassi, ciò non implica che renda tale pratica corretta a prescindere. Più onesto sarebbe stato dichiarare che si tratta di un comunicato stampa. Testate ben più piccole, Vivere Senigallia ad esempio, riprendono integralmente comunicati stampa che gli vengono inviati, anche in maniera sistematica, ma lo dichiarano nella pagina. Ognuno ha il suo stile. A me, questo stile giornalistico, non piace e non credo sia la regola all’estero. Una mia modesta opinione.

  • http://identitag.wordpress.com romario

    La cosa simpatica di questo “copia e incolla” giornalistico… ha volte vengono pubblicati anche gli errori!

    A parte questo l’articolo/comunicato è interessante e si lega al post che avevo fatto ieri sull’iniziativa all’interno di Vinitaly
    Ecco il post

  • http://margotmood.blogspot.com margotmood

    Eh, fosse la prima volta che una cosa del genere accade. Non che sia confortante, anzi, ma purtroppo specialmente in Italia questa sembra essere diventata la prassi. Tristezza.

  • http://chiarula.tumblr.com chiarula

    Pensavo che il blog avesse comunque diffuso il proprio pezzo sul proprio sito dopo averlo mandato anche ai giornali come comunicato.
    Se il giornalista invece ha preso un testo scritto da un blog, messo sul proprio sito e aggiunto la propria firma, be’ credo che ci sia anche un problema di proprietà intellettuale, no?

  • Luca Conti

    Sul blog hai equivocato. Mi riferivo a Pandemia, visto il tuo riferimento agli auguri a Buongiorno :)

  • http://www.annamariacarbone.com Anna Maria Carbone

    Ciao Luca!
    Sono stata addetto stampa per molti anni ed insegno in diversi Master in cui, appunto, si formano i futuri addetti stampa.
    Personalmente non mi meraviglia affatto che un giornale pubblichi integralmente il testo di un comunicato.
    In passato mi è successo di vedere lo stesso giorno su tre giornali diversi e con tre firme diverse il mio comunicato, ripreso pari pari.
    Se guardo a questo dal punto di vista dell’addetto stampa è stato un successone. Se la guardo dal punto di vista di un giornalista… non vorrei essere nei panni dei tre colleghi che hanno firmato il mio pezzo.
    Ai miei allievi insegno a scrivere “da giornalisti” intendendo con questo acquisire la capacità di formulare i messaggi che devono inviare ai giornali con il taglio che gli si addice. La considero una dimostrazione di professionalità. E soprattutto insegno loro a scrivere quando davvero hanno qualcosa di interessante da dire. Non è detto che un addetto stampa debba fare solo marchette.
    Altro è considerare come i giornalisti trattano i materiali che ricevono: l’ultima parola spetta a loro. Dal punto di vista della credibilità professionale non credo convenga a nessuno esporsi a figuracce come quella che hai segnalato. D’altra parte è anche vero che ognuno intende a modo suo il mestiere che fa.

  • http://www.astrelia.it Betto Liberati

    Ciao Luca,
    la questione è antica quanto il noto mestiere ed è spesso tema di discussione con molti editori di ANSO.
    Sono d’accordo con te quando dici che si tratta di una questione di stile. Non essendoci una regolamentazione chiara a proposito, ogni editore si crea la sua linea editoriale per la gestione dei CS.
    Personalmente credo che le strade possibili per la gestione di un CS siano 2:

    1. Pubblicazione semi integrale (ossia depurata di tutto quanto fa marchetta, lasciando essenzialmente la notizia).
    2. Spunto per la realizzazione di un nuovo articolo. Non tutti i CS che arrivano alle redazioni offrono però tali spunti (e dovremmo parla di come creare un buon CS).

    Entrambi i casi presuppongono un intervento redazionale (quindi un costo) che i piccoli editori non sono sempre in grado di sostenere, per cui ognuno si organizza “a modo suo”.

    Il punto è che non esiste (non è mai esistita) un grande differenza tra l’informazione ufficiale (Repubblica, Corriere, ecc.) e tutti gli altri. Quando poi un importante editore – cioè con grandi risorse e grande visibilità – si “appropria” di un CS con un banale copia e incolla e aggiunge un bel © RIPRODUZIONE RISERVATA non può più parlare di informazione di qualità e filtri redazionali mettendo tutti gli editori sullo stesso livello.

  • Massimo Romano

    Buongiorno a tutti, sono Massimo Romano della Spencer & Lewis, ufficio stampa del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, e sono io ad aver scritto il comunicato.
    Che dire… Ovviamente per noi leggere queste cose è solo un grande riconoscimento, perché attribuisce valore al nostro lavoro. Succede sempre più spesso che le agenzie di stampa pubblichino i nostri comunicati (come quelli delle altre agenzie di comunicazione) senza correggerli né modificarli. Il problema credo sia un altro, e non di questione etica. Come dice Ciskaceska, la notizia può anche essere pubblicata così come si trova scritta dall’ufficio stampa, ma in questo caso l’articolo non andrebbe firmato.
    Detto questo, sono d’accordo sul fatto che un grande giornale dovrebbe scrivere notizie e non solo riportarle, come le agenzie di stampa.
    Ringrazio tutti per i complimenti all’ufficio stampa e al comunicato.

  • Luca Conti

    Grazie Anna Maria per il tuo punto di vista

  • Luca Conti

    Grazie anche a tutti gli altri per il contributo. Tanto per fare un esempio su come a mio avviso bisognerebbe comportarsi, almeno sul web, viene da Engadget. Il noto blog di tecnologia riporta spesso comunicati stampa integrali, ma li fa precedere da un punto di vista originale o una sintesi, offrendo la possibilità al lettore che lo voglia di proseguire e leggersi il comunicato stampa integrale. Il lettore sa qual è il contributo originale del blog/giornale e qual è il comunicato stampa, buono o cattivo che sia.

    La trasparenza è la chiave di lettura a mio avviso.