Le fandonie di Roberto Santachiara sugli ebook
Finalmente il dibattito e l’attenzione sugli ebook si sta scaldando, ora che vari editori italiani si son decisi a muoversi e cominciare a pubblicare titoli in formato elettronico. La tendenza internazionale è ormai consolidata e non si possono alzare le barricate. Si può andare un po’ controvoglia, ma non controcorrente.
Negli USA Kindle 2 è andato esaurito ieri e probabilmente verrà sostituito a giorni da un nuovo Kindle 3, lettore di ebook di Amazon, più performante e sempre a 189$ (che si può comprare anche dall’Italia, aggiungendo spedizione e tasse).
Non so se ridere o piangere di fronte all’intervista di Roberto Santachiara a Repubblica, definito il più grande agente letterario italiano, nel momento fa spallucce all’ebook, anzi promette di mettersi di traverso. La motivazione? Gli autori non guadagnerebbero abbastanza! Certamente la sua scuderia è abituata ad anticipi e a percentuali molto alte, ma non è certo così per tutti gli autori!
Nel motivare il rifiuto ai contratti dei diritti digitali, parte da 10 euro di prezzo di copertina dell’ebook e arriva a dire che l’autore prenderebbe solo 1,4 euro a copia, ovvero il 14% sul lordo. Se andiamo a vedere, non è niente male! Innanzitutto nel pezzo si dice che, tolta l’IVA, il libro scenderebbe a 8 euro, da 10 euro. Peccato non sia così! In realtà sono 8,33 euro (+IVA al 20%). Su questa cifra quindi, 1,4 euro sono quasi il 17%. Un autore qualsiasi, dai libri di carta, riceve tra l’8% e il 10% sul prezzo di copertina IVA esclusa, quindi tra 7,7% e 9,6% sul lordo del prezzo dei 10 euro.
Con l’ebook, il ricavo medio di qualsiasi autore sarebbe quindi il doppio.
Sorvolo sul resto dell’intervista dove si piange che gli Italiani non leggono… e che c’azzecca con l’ebook?














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