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Articoli di giugno 2011

Eventi, In evidenza »

[30 giu 2011 | Un commento ]

Rilassato in una stanza del Dubai Airport Hotel, in attesa del mio prossimo volo per tornare in Europa, dopo i cinque intensi giorni passati in Afghanistan, tra Kabul e Kandahar, non posso non pensare agli eventi di questa ultima settimana, consapevole di una cosa: l’attenzione passa per il coinvolgimento.

Basta una banale ricerca su Twitter con il tag (o meglio, hashtag) #Afghanistan per far tornare la mia mente all’ultima settimana. Ci sono sviluppi sull’attacco all’Hotel Intercontinental, avvenuto giusto due sere fa, con un attacco che avrebbe ucciso uno dei capi, una galleria di foto del The Atlantic dal quale apprendo di una cerimonia funebre al campo militare di Kandahar lo stesso giorno in cui l’ho lasciata, il ministro degli esteri inglese che risponde su Twitter alle domande sull’Afghanistan nel momento in cui mi trovavo a colloquio con l’ambasciatore ISAF inglese, fino alla notizia ripresa dal Wall Street Journal di …

Eventi »

[29 giu 2011 | Commenti disabilitati ]

La quinta e ultima giornata in Afghanistan si è ufficialmente conclusa e tra poco più di 7 ore c’è il volo per l’avvicinamento all’Europa, via Dubai. Dire che è stata una esperienza unica è dire poco. Non capita tutti i giorni di poter conoscere un paese in guerra da una posizione privilegiata. Certamente, di parte e filtrata, ma comunque con un punto di vista ricco di spunti e capace di generare riflessioni a non finire.

Riflessioni sulla vita nella capitale di uno dei paesi più poveri al momento, sull’essere in costante pericolo di attacco terroristico, sulla vita delle diverse parti chiamate a combattere, ad offrire aiuto in termine di cooperazione, ad organizzare le relazioni media di chi sta combattendo, ovvero ISAF/NATO/USA.

A questo si è aggiunta la possibilità di vivere questa esperienza insieme ad un gruppo di altri cinque giornalisti, professionali, preparati, amalgamati in poche ore, capaci di ragionare insieme …

Eventi »

[28 giu 2011 | Commenti disabilitati ]

Mentre stavo per pubblicare le righe che leggi sotto, scopro su Twitter che è in corso un attacco terroristico nell’Hotel Intercontineal, molto lontano da dove mi trovo a Kabul. Dalle notizie che si susseguono sembra che si tratti di un attacco suicida multiplo. Nei siti di news trovi certamente notizie più approfondite. In questo momento sono le 23,50, non c’è corrente nel mio albergo e la connessione internet va per miracolo. Domani ultimo giorno intero a Kabul. Vediamo che ripercussioni avrà avuto l’attacco terroristico di questa sera sulla sicurezza dei nostri spostamenti.

Ecco quanto avevo preparato come riassunto della giornata:

Giornata particolarmente intensa, che non mi ha permesso di accendere il computer fino ad ora, le 23 già passate. La stanchezza è tale – i 40 gradi di Kandahar e il viaggio in elicottero e in aereo – che mi limito a ricordare i cinque momenti che hanno caratterizzato questa …

Eventi »

[27 giu 2011 | Un commento ]

Dopo la vita degli afghani (per quel poco che ho potuto vedere almeno), la vita degli occidentali a Kabul e quella dei diplomatici in missione, ecco quella del campo militare. Non scriverò espressamente dove sono, ma con un po’ di ricerca è facile dedurre in che zona mi trovo ora. Il campo è in una zona particolarmente sensibile, tanto che tutti i militari girano costantemente armati (non so se con il colpo in canna, non ho chiesto), anche a passeggio in calzoncini e t-shirt o alla mensa. Qui a seguire i pasti del pranzo e della cena, niente male tutto sommato.

Il campo è quello del PRT, quindi ci sono anche molti civili. Da qui partono pattugliamenti vari, quindi c’è sempre un certo movimento. Per molti saranno cose ovvie e scontate, ma a me piace sottolinearle. Con mia piacevole sorpresa mi è stata data la password di una rete wifi, …

Eventi »

[27 giu 2011 | Commenti disabilitati ]

Terza giornata in Afghanistan e finalmente una sveglia ad un orario civile, le 7,30. Colazione e via verso l’aeroporto dell’ambasciata USA a Kabul, questa volta attraverso un percorso alternativo per ragioni di sicurezza, per prendere il volo. Prima tappa in aereo e seconda tappa, dopo pranzo, in elicottero. La seconda tappa, in territorio più pericoloso, con elmetto e giubbotto antiproiettile, per la prima volta da quando sono qui.

La prima tappa ha coinciso con un briefing interno di USAID in cui sono stati presentati i dati di una indagine per capire lo stato dell’opinione pubblica a Kandahar e provincia (indovina dove sta la base militare in cui sono ora?). Dati molto interessanti. Ho preso diversi appunti ma ora, dovendo scrivere al buio all’aperto, per prendere meglio il segnale wifi, non posso scriverne. Ne scriverò nei prossimi giorni.

Pranzo nella base e via di nuovo per la seconda tappa verso il …

cultura, Eventi »

[27 giu 2011 | Un commento ]

Ciò che vedi nella foto è uno scatto fatto in una base militare con forze alleate ISAF/NATO. Tieni presente che ce n’è uno in ogni bagno. Non credo ci sia bisogno di spiegare che cosa significhi.

… e pensare che c’è ancora qualcuno che crede che la civiltà occidentale sia superiore ad ogni altra e che tutti gli altri popoli della Terra dovrebbero seguire il nostro stile di vita!

Se qualcuno tra i lettori ha visitato o lavora in basi militari, mi piacerebbe conoscere la sua opinione.

UPDATE Da Twitter suggeriscono che l’insegna sia abbastanza comune in Asia. Considerando che qui si trovano, credo, soltanto truppe occidentali, i miei dubbi restano e posso dire che qualcuno i piedi sopra deve averceli messi comunque……

Eventi, In evidenza, personale »

[26 giu 2011 | Commenti disabilitati ]

Il tempo stringe e non ho modo di commentare alcune delle foto pubblicate e scattate oggi.

Queste e altre sul mio album Flickr.

Eventi, In evidenza, media, personale »

[26 giu 2011 | Commenti disabilitati ]

Un altro aspetto interessante di questa missione è indubbiamente l’arricchimento umano dato dal confronto con giornalisti di paesi ed esperienze diverse. Tutti i colleghi vengono dall’Europa dell’est (Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria) e dalla Germania. Hanno percorsi molto differenziati, sia per età, sia per il giornalismo praticato. C’è la giornalista televisiva che lavora per il primo canale della televisione pubblica tedesca, il giornalista esperto che lavora per un settimanale di prestigio, i due più giovani che lavorano per un giornale e per una radio pubblica.

Il metodo di lavoro cambia in ognuno di loro, anche per esigenze pratiche. La giornalista televisiva ha bisogno sì di storie, ma anche di coperture televisive. Allo stesso tempo però cura un blog. La giornalista radiofonica registra tutto in audio per mandare poi file alla redazione. Gli altri prendono appunti e fanno domande.

Il giornalista con più esperienza è anche quello che si muove meglio, …

Eventi, In evidenza, personale »

[26 giu 2011 | Commenti disabilitati ]

Dopo qualche impressione e confronto tra la vita dei locali, su cui ritornerò, e la vita degli occidentali qui a Kabul, mi sembra doveroso fare un passaggio sulla vita dei diplomatici. Non ho tutti gli elementi per trarre una valutazione complessiva, ma dopo due giorni di frequentazione mi sono fatto almeno qualche idea, per lo meno sulle persone del personale diplomatico più a contatto con la comunicazione.
La vita di un diplomatico in un paese ad alto rischio sicurezza non è per nulla facile, anche se non sono in grado di dire quale incentivo economico possa indorare la pillola. Il lavoro in questi frangenti diventa quasi interamente la propria vita.

Si lavora 7 giorni su 7, visto che c’è poco che si possa fare in un paese dove gli occidentali sono un potenziale obiettivo per rapimenti o attentati, e ogni paio di mesi è possibile prendere qualche giorno di ferie, …

Eventi, In evidenza, personale »

[26 giu 2011 | Commenti disabilitati ]

Per la prima volta il meteo del mio telefono registra la situazione della città in cui mi trovo, Kabul, come mai mi è successo prima: polvere. Proprio polvere potrebbe essere la parola chiave del giorno, visto che proprio le cattive condizioni di visibilità ci hanno impedito di portare a termine il programma del giorno.

Sulla carta tutto non poteva essere più interessante – posso rivelarlo, visto che non potremo purtroppo più andare, causa impossibilità di riprogrammare l’agenda da qui a mercoledì – un giorno da turisti, in una delle zone più sicure e tranquille dell’Afghanistan: Bahmian. Magari il nome non ti dice molto, ma è tristemente famoso per i grandi Budda scavati nella montagna, opera monumentale protetta dall’UNESCO e distrutta dai talebani, quando erano ancora al potere.

Sveglia alle 5,10 per essere pronti alle 5,30. Ci rechiamo all’aeroporto dell’ambasciata USA a Kabul per prendere un elicottero che ci porterà sul …