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Sabato offline

2 settembre 2011 5 commenti

La lettura di alcuni libri sul minimalismo – meno attenzione al consumo, meno distrazioni, più esperienze, più tempo dedicato a ciò che conta, più spazio alla creazione – mi ha convinto a provare a introdurre qualche novità nello stile di vita quotidiano. La dieta d’informazione e la riorganizzazione della presenza sul social web ne sono una conseguenza.

Una sperimentazione che voglio introdurre è quella del sabato offline. Un giorno alla settimana senza connessione ad internet, senza Twitter, senza email, senza news online, senza app. Un giorno per concentrarsi su altre attività lontane dagli schermi. Non credo sia una impresa titanica. Si tratta soltanto di prenderci le misure.

Un po’ come il bando del controllo della posta e di Twitter a letto, appena svegli o prossimi a dormire. Ogni tanto la tentazione c’è, ma il cambiamento di stile di vita ha portato soltanto benefici: meno tempo passato a poltrire e un sonno più tranquillo.

Hai anche tu posto alcuni limiti all’uso della rete? Condividili nei commenti, sono curioso. Grazie!

  • http://www.voipblog.eu Federico Righetto

    Dopo una tre giorni di connessione assoluta, ero a casa da solo in ferie, ho deciso di smettere…
    Adesso mi collego spesso ma non mi preoccupo più di avere iPad o smartphone sempre carichi, anzi li carico solo se sono scarichi completi e non li tocco finché non sono carichi :D
    Partire per il lavoro e lasciare il cell a casa a caricare non ha prezzo.
    Quando ero giovane non avevo il cell eppure ci si trovava lo stesso, non avevo la geolocalizzazione ma sapevo meglio di adesso dove trovare gli amici.
    Staccare la connessione aiuta ad apprezzare chi ti sta vicino.

  • http://www.angelocentini.com Angelo

    Io quest’anno ho fatto le mie vacanze completamente offline, in controtendenza totale con chi ti sta intorno ormai dotato ovunque di dispositivi mobili… Si gode molto di più il paesaggio circostante e ci si riesce a concentrare molto di più sul posto per come lo stai vivendo, piuttosto che per i suggerimenti dell’app di turno. Come “effetto collaterale” della mia vacanza offline tornato a casa sto un pò meno su internet e ho riscoperto la letteratura. In questi ultimi anni ho letto quasi esclusivamente libri di formazione su temi inerenti il mio lavoro e avevo quasi perso il gusto della lettura come intrattenimento, invece dopo anni sto rispolverando classici di autori immortali come Joyce, Hemingway, Puskin, prendendo un pò di tempo proprio dall’uso di internet. 

  • http://twitter.com/gabrioutside Gabriele Andreoni

    Avevo deciso di non essere connesso durante le due settimane di vacanza in Francia, poi dopo tre giorni ho acquistato una scheda di connessione dati da 60 min da usare quando ero in astinenza!!
    Credevo fosse più semplice stare off-line

  • http://twitter.com/gabrioutside Gabriele Andreoni

    Avevo deciso di non essere connesso durante le due settimane di vacanza in Francia, poi dopo tre giorni ho acquistato una scheda di connessione dati da 60 min da usare quando ero in astinenza!!
    Credevo fosse più semplice stare off-line

  • http://maxfabrizi.tumblr.com maxfabrizi

    ben fatto Luca, Da tre anni, dalla sera alle 20,00 fino alle 9,00 del mattino seguente, da lun a ven e sab e dom tutto il giorno, non rispondo al telefono per chiamate di lavoro. Se sono clienti amici che chiamano, io ovviamente rispondo, ma se chiedono info sui lavori, semplicemente declino e li invito a richiamare il giorno dopo o il lunedì seguente.E già in questo modo si migliora molto la qualità della vita. Ora sanno e negli orari sopraindicati chiamano solo per divertimento. (come scrivi te ho preso le misure)Per quanto riguarda la connessione always on, … rimango sempre connesso, :-) ma vale la stessa regola del telefono. Ovvero se si tratta di lavoro semplicemente non vedo, non sento, non parlo, fino al lunedì successivo. Se si tratta di divertimento ovviamente no, altrimenti che divertimento sarebbe?Significherebbe che vedo/percepisco “il sempre connesso” solo come lavoro, ma così non è, è anche puro piacere, ed il piacere (che non deve mai scadere nel vizio) va coltivato.Poi altra scelta che mi aiuta, sembra una cosa da poco, utilizzare Telco che prendono solo dove c’è molto segnale, mi ha fatto capire che in realtà se stiamo in posti dove c’è poco segnale un motivo ci sarà. :-) Di solito se ci si trova in mezzo le montagne, in collina, in riva ad un fiume, in una spiaggia deserta,  evidentemente il tweet non è contemplato, né in spedizione né in ricezione. Ci sono altri valori da contemplare. :-) E anche quando si lavora, non avere sempre la connessione mi ha fatto capire che non è poi così fondamentale.Una strana coincidenza per questo tuo post (e per quello di Cingolani pubblicato qualche giorno fa:Noi siamo qui a scrivere e commentare un tuo post sul fatto di rimanere sempre connessi o almeno una volta a settimana disconnessi. Oppure leggere il post di Immaginoteca che cerca di staccare la spina dal lavoro e molto spesso da internet addirittura per un anno. Lunedì per WhyMarche andrò a fare un reportage fotografico ad una famiglia che per scelta, oramai da parecchi anni, vive in mezzo l’Appennino marchigiano, senza acqua calda, né luce, né gas, né telefono, né internet, né elettrodomestici, né auto. E non so nemmeno quanti altri “né” aggiungere. Ed hanno dei figli.Non so’ cosa troverò (sicuramente vivrò un esperienza forte) ma avrò l’opportunità di conoscere una famiglia che consapevolmente ha scelto l’esatto opposto di dove sta andando il mondo.Siamo sicuri che loro siano quelli sbagliati? Molti li definiscono pazzi, io prima di giudicare e dare una mia opinione voglio ascoltarli. Sono curioso di sapere il perché.ciaoMAX