2012, l’anno della rinascita dei blog?

Giovanni Boccia Artieri sta animando da qualche giorno, complici il fine anno, un dibattito online sui blog nel 2012. Una rinascita in arrivo? Per un articolo in uscita su Apogeonline, Giovanni mi ha posto due domande, collegato al mio post di ieri in cui annunciavo una riduzione dei social network a favore dei miei blog, alle quali ho risposto come segue.

La tua è una decisione personale e professionale assieme, mi sembra. Ma come vedi la relazione che si strutturerà fra mondo dei social network e blog? Credi sia una tendenza alla ricrescita di spazi conversazionali diversi oppure solo una distinzione tra luoghi più affollati e pubblici (e di immediata gratificazione: like, commenti, eccetera) e luoghi (seppur pubblici) più intimi con un pubblico?

Personale nel senso che voglio ridurre il tempo dedicato alle relazioni attraverso i social network, a favore di relazioni fuori dai social network. Nel 2011 mi son reso conto di aver speso e investito molto tempo in cura di relazioni con persone a distanza, alcune anche mai ancora conosciute di persone. Alcuni di questi investimenti non sono stati fruttuosi e quindi mi interrogo quanto paghi e quale equilibrio avere nel curare relazioni mediate dai social network. Non li rifuggo, ma credo di dover tornare su un equilibrio che ne riduce il tempo e l’investimento. Non necessariamente questo significa sostituire quel tempo con la cura del blog personale. Non ho mai usato le note su Facebook, per capirci, quindi non intendo usare il blog personale in sostituzione degli aggiornamenti di stato di Facebook o Twitter. Questi restano per segnalazioni brevi

Sul piano professionale. Mi rendo conto di aver disperso parte del potenziale accumulato nel tempo con Pandemia, un po’ per naturale uso dei social network come complemento alla produzione, diffusione, personal personal branding, un po’ per mancata cura degli spazi propri, come avrebbero necessitato. Oggi chi vuole farsi una opinione professionale del sottoscritto può dedurre qualcosa da Pandemia ma dai miei blog personali, in italiano e in inglese, trova poco a cui riferirsi e questo è un potenziale danno per le mie attività. Danno a cui devo riparare, anche con un aggiornamento grafico di Pandemia, troppo trascurato e vecchio ormai.

In Italia abbiamo sempre parlato annualmente della fine dei blog :) L’arrivo dei social network – e l’affluenza di massa – mi sembra abbia mostrato l’esistenza di luoghi sensati per produrre e condividere contenuti senza la “pesantezza” della struttura editoriale del blog. Eppure oggi mi sembra che (a livello non solo italiano) ci sia l’esigenza di riaffermare una rinascita del blog? Perché, se è vero, secondo te?

Credo che ognuno che abbia cominciato a vivere il social web con un blog, trovi oggi il proprio equilibrio nell’uso del blog e dei social network dopo averne sperimentato l’uso per un tempo ormai sufficientemente ampio da capirne i pro e i contro. Voglio dire che ognuno di questi strumenti risponde ad esigenze solo in parte sovrapponibili, quindi poco sostituibili tra loro. L’uso e l’abuso dei social network, per novità, per affezione, per facilità d’uso, per dipendenza da attenzione, vedono oggi un riflusso da parte dei blogger della prima ora o di quelli più consapevoli, non perché ci sia un male nell’uso dei social network e un bene nel blog, ma perché il blog mantiene e rafforza la propria identità digitale e la conserva nel tempo. La differenza oggi e il potenziale riflusso verso il blog è determinato da una maggiore consapevolezza, tutto qua. Non vedo contrapposizioni e non vedo i blogger duri e puri come vincitori, anzi! Dal mio punto di vista la vita di cittadino digitale oggi non può prescindere dalla cura e dall’interazione su Facebook e su Twitter, perché quelli sono i luoghi di dibattito pubblici. Arroccarsi sul proprio blog è un po’ come restare chiusi in casa con la porta aperta, lasciando entrare gli amici e i passanti, più o meno fedeli, ma la vita online è anche altrove.

  • Filippo Albertin

    Bello. Ma il blogging, quello buono, è un fenomeno troppo intellettuale e giornalistico per dare una spallata al Web “automatizzato” di Twitter e Facebook. In America, forse. Ma in Italia bloggano in pochi, e non si è di fatto mai creata una corrente dalla portata letteraria e culturale.

  • Pingback: Fare Luce sui Blog | Il Giornalaio

  • Pingback: #risorgiblog « I media-mondo. La mutazione che vedo attorno a me.

  • Pingback: Mea culpa - Webeconoscenza | Webeconoscenza

  • Pingback: Catepol 3.0 » Blog, blogger, blogosfera, social network e #risorgiblog

  • http://internetmanagerblog.com Gianluigi Zarantonello

    Io penso che i nuovi strumenti offerti dai social abbiamo permesso alle persone che volevano semplicemente condividere pensieri e aggiornamenti abbiano trovato un modo più semplice e meno impegnativo di tenere un diario. Infatti se Blogger e Splnder aveano reso possibile il publishing per tutti Facebook e Twitter hanno eliminato anche la “seccatura” di gestire una pagina più complessa, come un blog, come ho scritto qui poco tempo fa: http://internetmanagerblog.com/2010/10/05/il-social-web-e-democratico-ma-e-anche-piu-povero-di-qualita/.

    Tuttavia per chi ha contenuti più continuativi e complessi il blog è ancora uno spazio utile e prezioso, cui i social possono dare sostegno in termini di amplificazione.

    Per rispondere a Filippo infine credo che nelle varie tematiche di nicchia ci sia una fiorente produzione di blog, mentre condivido il fatto che su temi più generalisti abbiamo ancora un po’ di carenze. 

    Buon 2012 e buon blogging!

  • Pingback: SIGNA ET NOTAE

  • Pingback: identitàg< » Archive » Non di solo social…

  • Pingback: Mea culpa | Webeconoscenza.net

  • Luca Conti

    Buon 2012 a te Gianluigi :)

  • http://twitter.com/skipstep Antonio Degortes

    In questo periodo mi sto dedicando proprio ad uno studio sull’utilizzo di blog, forum, social network e IM. Secondo me il blog per natura deve essere carico di contenuti, altrimenti può essere facilmente rimpiazzato dai social network vari o da strumenti ibridi e meno ricchi di contenuti “pensati” (thumblr ad esempio). Per la sola circolazione di informazioni bastano e avanzano i social network, per questo credo che la fortuna dei blog dipenda quasi esclusivamente da noi che scriviamo nei blog e dalla capacità di immettere in rete contenuti e pensieri che le presone vogliano condividere nelle reti sociali.