Volunia bocciato alla prova su strada

Ieri è partita ufficialmente l’avventura di Volunia, presentato in pompa magna alla stampa italiana e aperto ora in fase test a circa 100.000 utenti. Grazie a Napolux ho potuto fare oggi una prova su strada e dare quindi una opinione non sulle indiscrezioni ma sui fatti. Se prima potevo essere scettico, ora sono decisamente negativo.

[La critica a Volunia del 5/2]

Il nazionalismo serve a poco. O il prodotto funziona e soddisfa l’aspettativa creata, oppure finisce presto nel dimenticatoio senza appello. La curiosità e la notorietà sono fondamentali per stimolarne la prova, ma se sotto il cofano il motore non romba si va poco lontano. Volunia purtroppo non soddisfa le aspettative. Seguono i perché, partendo dalla rilevanza dei risultati.

Rilevanza

Ho fatto alcune ricerche test per capirne le prestazioni, al di là degli aspetti social che commenterò al termine. Ho cominciato con una ricerca con il mio nome, Luca Conti. Senza apici al secondo posto appare un sito che ha semplicemente conti nel dominio, assolutamente irrilevante. Con gli apici al primo posto c’è la voce di Wikipedia, al secondo e al terzo nulla di rilevante e al quarto posto questo blog. Su Google entrambe le ricerche offrono al primo posto il mio blog personale lucaconti.it che Volunia sembra non aver ancora indicizzato.

La prima evidenza è che Volunia privilegia ogni volta che può Wikipedia. I link in ingresso verso un sito e la struttura da blog hanno poco peso nel determinare l’ordine di rilevanza.

Vediamo come si comporta Volunia con l’attualità. Ho cercato Madonna Super Bowl per cercare la performance di Madonna di domenica scorsa. Nulla di rilevante. Tra i tre risultati giusto il sito di Madonna con una news relativa ad altro. Primo e terzo risultato assolutamente inutili. Notare che la ricerca è in italiano e il primo risultato è in inglese.

Seconda evidenzia: l’aggiornamento delle pagine indicizzate è, almeno in questa fase, lento, molto lento. Non cercate quindi informazioni fresche perché non le troverete.

Andiamo ora su una ricerca generica, come Senigallia, la mia città. Tra i primi cinque risultati non c’è il sito che dovrebbe essere primo, ovvero il sito del comune. I primi due risultati non sono i primi che mi aspetterei, anche se parlano di Senigallia. Terzo Wikipedia.

Terza evidenza: i fattori titolo e nome a dominio pesano molto. Anche nella ricerca precedente il primo risultato è quello che aveva bowl nel dominio. Forse sono pesati troppo, a vedere i risultati.

Cerco ora un best seller 2011, Mare al Mattino. Tra i primi tre risultati uno non ci azzecca nulla (ma ha al nel dominio!), il primo è una recensione qualsiasi e il terzo rimanda ad Amazon.it ma non alla scheda del libro, come dovrebbe invece.

Andiamo sui ministri del Governo Monti, cosa scopriremo con Volunia? Finiamo sul sito del Governo, benissimo, ma non sulla pagina dei ministri, che dovremo trovare da soli. Al quarto posto altro risultato irrilevante per le ragioni di cui sopra.

Ultimo test con la parola blog. Google ci presenta Beppe Brillo Grillo, blog più popolare, Wikipedia e Blogitalia. Volunia? Tre pagine in inglese di tre piattaforme blog sconosciute, ma che hanno blog nel dominio, ahinoi.

Alla prova rilevanza, che è ciò che l’utente cerca prima di tutto, Volunia è severamente bocciato.

Social browsing

Tutto sommato definire e classificare Volunia come un motore di ricerca è sbagliato. Dovremmo forse meglio dire che Volunia, grazie a tutti i servizi social che ci girano intorno, è più una piattaforma per cominciare a navigare e commentare siti, navigando, con gli altri membri della community (e in futuro degli amici?). Ogni volta che clicco su un risultato e navigo, ho una barra di fianco a me per lasciare un commento e vedere quelli altrui. Ho una barra in testa che mi dice chi altro è sulla pagina. Posso fare una ricerca sui membri di Volunia con visibilità pari a quella della ricerca.

In breve, Volunia vuole vincere dove altri fino ad ora hanno fallito, vedi Google Sidewiki, Flock, Rockmeit e altri. Ci riuscirà? Se la strategia è attirare l’utente e fidelizzarlo con il motore di ricerca, per poi farlo navigare loggato a Volunia e commentare il web in compagnia, credo fallirà miseramente. Non c’è nazionalismo che tenga.

Capisco che promuovere un servizio come semplice social browsing, invece di motore di ricerca, spegne la fantasia dell’immaginario collettivo del Davide contro Golia/Google, dell’Italiano che si batte nell’arena dei motori di ricerca (uno degli ambiti più competitivi sul web, da sempre), ma tutta la stampa ottenuta oggi non serve a nulla, se non ad attirare utenti che resteranno delusi e non torneranno molto presto.

Un merito a Volunia bisogna riconoscerlo. Usandolo mi ha fatto rendere conto come Google non sia un banale motore di ricerca, ma un servizio web che funziona e che ti aiuta a cercare, con i suggerimenti di ricerca, con il correttore automatico in caso di errore di digitazione, con i risultati universali (pagine, notizie, immagini, video insieme), con le notizie fresche, con una grafica essenziale ma funzionale. Lo usiamo tutti i giorni e pensiamo sia sempre stato così, ma non è vero. Google è una macchina da guerra che ha il monopolio in Italia e in Europa perché è stato il più bravo a fornire un servizio dove altri hanno fallito, proprio in termini di rilevanza.

Per favore, non chiamare Volunia un motore di ricerca, perché non c’è concorrenza e, considerando gli investimenti richiesti per essere innovativi, non sarà competitivo su questo fronte né tra un mese, né tra un anno.

  • Anonimo

    Oh, finalmente un’opinione non viziata da nazionalismo, che in casi come questo, serve a ben poco…

  • http://twitter.com/LucioLuci Lucio Colavero

    Concordo in tutto. Quello che più mi ha stupito dal tuo post è la mancata priorità ai risultati in lingua, cosa che uno si aspetta quando fa una ricerca dall’Italia in google. E, che non sia un motore di ricerca ma un aggregatore molto social, è chiarissimo. Grazie Luca

  • Anonimo

    Non ho ancora fatto l’esperienza del volo della Gallina… di volunia!

    ma devo dire che mi sembrano interessanti 3 concetti del progetto:
    il contesto (tradotto con la mappa), i contenuti (media) e gli utenti.
    Questa terna mi sembra interessante e nazionalismo a parte… penso sia una strada da approfondire!!!

  • http://twitter.com/lucapost Luca Postregna

    tutto sommato è ancora una beta :D

  • http://www.facebook.com/kermit65 Lionello Flamini

    Io sono in parte in disaccordo. Siamo sicuri che Google il primo giorno sia stato in grado di trovare Luca Conti o chicchessia? Mi sembra di aver capito che in questa fase sono indicizzati solo major sites. In questo campo quello che conta di solito è l’idea che ci sta dietro, non il funzionamento dell primo giorno. Se l’idea è buona arriveranno i finanziamenti le correzioni e la crescita altrimenti no. E’ la nostra mente ad essere sbagliata, se fosse stato presentato negli states da un americano sarebbe stato diverso. Ora capisco perché qua non sarebbero mai nati google, apple, microsoft, facebook ecc, prendiamo per buono solo quello che fanno all’estero.

  • http://twitter.com/SerenaTudisco Serena Tudisco

    Anche se funzionasse benissimo penso che andare ad inserirsi in una fetta di mercato che ha Google al primo posto sia più che complicato!

  • Anonimo

    Lionello, con me caschi male. Non sono esterofilo, guardo alla bontà del prodotto. Ho giudicato troppo presto. Valuto ciò che si può valutare e dico che servono investimenti ingenti. Se Bing, con i miliardi di Microsoft, ha fallito, pensi che sia una passeggiata? “Se l’idea è buona”, dici bene! La mia opinione, guardandolo da dentro, è che l’idea non è buona. Italia o non Italia, non cambia i fattori. 

  • Anonimo

    Osservazione più che corretta. Secondo me non ci sono le condizioni per competere, neanche su ambiti laterali come l’aspetto social, che non è per nulla una novità.

  • Matt

    l’impressione, per quello che vale non avendolo provato, è che al momento sia un interessante progetto a livello accademico/ricerca ma forse un po’ “acerbo” e poco pensato per il mercato.

    forse con la presentazione alla stampa hanno fatto il passo più lungo della gamba e potevano giocaserla diversamente.

  • http://www.facebook.com/francesco.fullone Francesco Fullone

    Luca le ricerche su google le hai fatte da un browser in incognito mode senza essere loggato su servizi di google? Perchè i risultati dello stesso google cambiano drasticamente se sei tracciato in qualche modo.

  • Anonimo

    La vera e sola prossima rivoluzione nei motori di ricerca sarà LA RICERCA SEMANTICA Sono completamente d’accordo con Luca e se volete leggere tutte le mie opinioni in tempo reale durante la presentazione di ieri cliccate qui 
    https://twitter.com/#!/marcobrunisbt 

  • http://twitter.com/romfladef Federico Moretti

    Ottimo, speravo che si salvasse (almeno) il backend… e, invece, è anche peggio del resto.  Forse sono troppo “cattivo”, ma avrei preferito ricordare Marchiori per HyperSearch. Volunia è uno sputtanamento non indifferente.

  • Giovanni Mascia

    Concordo con il giudizio negativo. Non tanto per la qualita’ della funzione di ricerca in se’ – tutto sommato dando tempo per indicizzare e migliorare l’algoritmo, potrebbero in teoria raggiungere livelli decenti. Ma e’ proprio il concetto del social a mio avviso che non funziona. Per un motivo molto semplice: uno dovrebbe fruire il web dentro a un frame sul sito volunia.com.
    Questo semplice dettaglio che ritengo pazzesco fara’ da solo franare tutto il progetto. 

  • Pingback: Volunia: Come si poteva evitare questo primo Flop?()

  • Luca Conti

    Sì Francesco, ho usato questa attenzione

  • http://twitter.com/iPasqualo iPasquale

    Ottimo punto di vista, sincero e non viziato. Per chi ha commentato: Cosa diamine c’entra:”Google quando ha iniziato non era così”???? Era il 1997!!! Se una azienda nuova si mette a costruire nuove automobili per iniziare mica parte con un modello di 10 anni prima! O Volunia si evolve in fretta (lo spero) con miglioramenti dati dalla fase beta o ha già un piede nella fossa!

    Poi per le prossime conferenze dovrebbero studiare la comunicazione! Come si fa a definire gli utenti galline!??!

  • http://www.michelepinto.it/ Michele Pinto

    L’idea è buona ed il social browsing è un’idea che sta portando avanti anche Google con plus. Per funzionare però ci vuole una massa critica notevole che nemmeno G+ al momento sembra avere.
    Forse Volunia punta semplicemente ad essere acquisita, magari da bing…
    Certo che se cerchi Senigallia e non trovi Vivere Senigallia…

  • http://www.facebook.com/andycalza Andrea Calza Calzavara

    Ottima descrizione. Ma se mi permetti, anche Google privilegiua un po’ troppo coloro che pagano e che mettono in evidenza i loro servizi a scapito anche di case produttrici rinomate. Vedi i produttori di hardware, quando si va alla ricerca di driver di determinati propdotto: se cerco i driver di una scheda madre MSI, il primo risultato dovrebbe essere il sito della casa produttrice, invece compaiono sempre siti tipo download.cnet, pcdrivers.it, driversto4download,com e altri simili. Il sito del produttore, http://www.msi.com si trova sempre sotto. Ed ho citato solo un esempio. Quindi, direi che forse, Volunia, ha tempo per migliorare, mentre Google, nel tempo è riuscito a peggiorare (questo a mio parere). Poi, bisognerebbe chiedersi come mai anche bing, il cui padre dell’algoritmo è un trevigiano, che viene “imposto” dalla microsoft come motore di ricerca, non ha preso poi così piede come si aspettava la microsoft stessa. Di fatto è anche un discorso di abitudine nell’utilizzo.
    Il mio ramamrico è di non essere stato scelto, almeno fino ad ora, come power user per volunia. Aspetterò altre recensioni di altri power user.
      

  • Anonimo

    Francesco, ho provato senza essere loggato su Google, esatto

  • Anonimo

    Bing però non ha voluto far altro che fare concorrenza a Google, come motore di ricerca. E’ come Yahoo. E’ stata una scelta sbagliata semplicemente: se ho Google che funziona bene, perchè devo usare Yahoo o Bing? Non ha senso. A meno che Windows non ti piazzi Bing ovunque al posto di Google (ad esempio ricerca desktop e simili, in modo da far abituare l’utente a Bing e non a BigG)…

    Se dunque Volunia offre altro rispetto a Google, allora ha senso. Ed ecco perchè secondo me bisogna aspettare almeno 3 mesi (se gli utenti lo utilizzano, sia chiaro, altrimenti rimane un oggetto di nicchia, nonchè un flop), prima di poter vedere le cose positive che offre.

    Ricordo a tutti che un motore di ricerca non è un prodotto finito (con il significato classico di prodotto ben funzionante già al primo avvio, come un cellulare ad esempio), ma ha bisogno di tempo e di “documenti/testo” per essere effettivamente utile.

  • Alessandro Nasi

    Bell’articolo ma stai paragonando un prodotto appena nato con Google che ha più di 10 anni. Tu appena nato avevi il cervello di un bambino di 10 anni?

  • Anonimo

    Concordiamo che ora è acerbo. Quanto tempo gli diamo?

  • Anonimo

    Ok Alessandro, quando Volunia avrà 3 anni, Google ne avrà 13. Quindi?

  • http://zeninthecity.org/ paolosub

    Molto interessante, ci vogliono queste recensioni motivate. E’ linkato qua: http://webwatching.eustema.it/?p=810

  • http://thefunnel.tumblr.com ElPinko


    In breve, Volunia vuole vincere dove altri fino ad ora hanno fallito, vedi Google Sidewiki, Flock, Rockmeit e altri. “

  • Anonimo

    Almeno un anno dai! :P

    Se l’esperimento non funziona ci sono alcuni fattori che possono segnarne la “sconfitta”: o stanno troppo avanti (per cui non tutti ne capiscono le potenzialità) o il servizio fa schifo (lento, bacato, eccetera), oppure semplicemente non è ciò di cui si ha bisogno.

    Ma voglio dire … anche di Facebook non si sente il bisogno, eppure è lì che fa la sua parte. :)

  • Fabio Schenone

    Condivido tutto. Ha fallito. Il fatto che sia giovane ed acerbo non è certo una giustificazione. Ci lavorano da 3 anni e mezzo e tutto quello che sono riusciti a tirare fuori è zero innovazione e pessimo servizio anche dove l’innovazione non serviva. 

    Ps: non sono ancora power user quindi chiedo:
    Notizie sul bot che usano ? 
    Con i sistemi di Web Analytics come si comporta ? 

  • Pingback: Volunia, flop al primo colpo. Inviti disponibili | The Brain Machine()

  • Anonimo

    si sono concentrati sulla scalabilità dei sistemi da quel che ho capito

  • Franco Folini

    Aggiungerei due note:

    1. La presentazione ha mostrato una capacita’ di “execution” mediocre. Il che rende irrilevante discutere di quanto valida sia l’idea.
    2. Le battaglie che scegliamo di combattere devono essere proporzionate alle risorse a nostra disposizione. Con 2 milioni di investimento non entri nel territorio di Google o Facebook. E’ come se San Marino dichiarasse guerra agli USA.

  • Pingback: 5000 click su Volunia()

  • http://www.facebook.com/people/Demetrio-Viviani/1171232555 Demetrio Viviani

    dicevano così anche di Firefox… Volunia è uscito adesso e per come funziona, ha bisogno di un po’ di tempo per andare a regime, le potenzialità ci sono… da cosa può nascere cosa, secondo me, ostentare tutta codesta sicurezza è un po’ prematuro

  • Manuel Negri

    google sembra funzionale e sembra soddisfare le nostre richieste ma in realtà, proprio come dice lei, soddisfa le proprie. L’estensione della rete ha provocato l’inserimento di major con interessi economici nonchè una caduta profonda a livello qualitativo. Ed è proprio un diverso atteggiamento culturale, al di là del prodotto, che Volunia sta tentando e vuole scardinare, restringendo reti di ricerca ma offrendo più qualità. ;)

  • Manuel Negri

    la priorità basta cambiarla sulle impostazioni -.-

  • Pingback: Volunia, il social browser ‘’tutto italiano’’, sbatte contro la Rete | LSDI()

  • http://www.facebook.com/jballotta Jonathan Ballotta

    Sono completamente d’accordo con Luca, faccio i complimenti per il coraggio di aver intrapreso una impresa titanica, ma consiglio vivamente di controllare il business plan, aguroni a tutto lo staff di Volunia.

  • Pingback: volunia, il motore di ricerca tutto italiano()

  • Alessandro Nasi

    Quindi Volunia potrà aver preso la strada giusta e conquistare utenti a discapito di Google. Per tutti c’è una fine anche per Google quello è certo. Chissà che non sia proprio l’intuizione che ha dato vita a Volunia a dar filo da torcere a Google. Secondo me l’idea c’è, il raggiungimento dell’obbiettivo necessita di tempo. Tu nel tuo articolo hai comparato, i pregi di Google e le mancanze “ovvie” di Volunia dato che è ancora una Beta. Poi si sà… i prodotti appena usciti non funzionano mai bene.

  • Pingback: Quel soldatino che non stava in piedi: #italybest()

  • http://twitter.com/il_kess Marco Cassanmagnago

    Prima di tutto, è bello leggere recensioni complete e non piene di critiche sterili, complimenti.
    Cito Simon Silvester (Y&R): “Back during the first internet revolution, there were many search engines.
    How did a search engine get better?Many decided it was all about more sophisticated searches.Instead of just searching for ‘burger’, they offered the option of searching for ‘burger’ but not ‘cheeseburger’.Some search engines went further.They offered searches based on complex Boolean logic.They were very sophisticated.But all were beaten by Google, which offered a simple search box, and no controls. The user didn’t want to be bothered with all the complex logical stuff.They just wanted to get what they wanted. And Google delivered it.”In sostanza, secondo me, contro Google non si combatte. Non si tratta più di un semplice motoro di ricerca, ma si è sovrapposto al nostro concetto del vecchio “internet”. Quando ci serve qualcosa, non pensiamo più “lo cerco su internet”, ma “lo cerco su Google”. Informzazioni rapide, precise, secche. Domanda, risposta. Sono d’accordo con chi dice che Volunia non combatte sullo stesso terreno, ma tenta di offrire un’esperienza diversa nello “stare” in rete, non nella semplice ricerca di informazioni. Vedremo se avremo voglia di social network anche quando cercheremo “aperture domenicali supermercati milano”. Magari sì.  

  • http://www.smartfeeling.org/blog Smartfeeling 2.0

    @pandemia:twitter L’analisi non fa una piega, concordo su tutto.
    Ma forse il punto non è questo.
    Ho provato a dire la mia in questo post:
    http://www.smartfeeling.org/blog/2012/02/quel-soldatino-che-non-stava-in-piedi-italybest/ 

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  • http://twitter.com/derecom Stefano De Troia

     ma sono cose diverse! il browser ti serve per visualizzare e man mano che i siti diventavano più complessi c’era necessità di evoluzione del prodotto che meglio si sposasse con le nuove tecnologie. Un motore di ricerca deve essere prevalentemente aggiornato. Quanti sono gli utenti scontenti di google? perchè per ottenere il valore aggiunto che vorrebbe dare volunia devi loggarti! e la gente NON vuole un altro social! Volunia aveva senso prima che arrivassero i blog… alla fine in un sito poco visitato non troverai nessuno con cui interagire! in un sito molto visitato (ad esempio un bel blog) non otterrai una riscontro maggiore di quello che fai già ora postando una domanda (a cui risponderanno in decine, e non uno solo, in pochi minuti). L’idea ERA buona, forse… ora è una cavolata.

  • Pingback: Volunia, prime impressioni veloci | Geekissimo()

  • Pingback: Volunia il nuovo motore di ricerca italiano | Tre W Blog()

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  • Pingback: La difficoltà di innovare in Italia: la lezione di Volunia | Luca Ballerini()

  • francesco manaresi

    Serve provarlo con test ciechi, come http://blindsearch.fejus.com/

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  • Anonimo

    Come giustamente si dice, Google è una macchina da guerra, non una macchina da pace (“don’t be evil”) e ce ne accorgeremo sempre di più col passare del tempo. Il colmo però si ha quando il consumatore condannato ad essere vittima del monopolio di Google è il primo a essere grato al tiranno e ad ammirarne le straordinarie prestazioni. Ma non c’è nessuna riflessione sul fatto che già ora Google sballa tanti risultati non perché non sia in grado di trovare risultati migliori ma perché è troppo interessato a mettere in evidenza i risultati tratti dai propri siti. Per non parlare dell’aggressione costante alla nostra privacy, frutto dell’esigenza di Google di rendere un miglior servizio ai suoi inserzionisti. 

    Fa ridere anche il comportamento delle varie authorities che indagano Google in USA e in Europa mettendoci anni a completare le loro risultanze quando uno scolaro di 6 anni saprebbe trovare le prove della distorsione della concorrenza costantemente operata da Google sui risultati del motore di ricerca in 60 econdi netti, il tempo di fare una qualsiasi ricerca.

    Google, Apple, Facebook: tanta America che ha invaso completamente l’Italia togliendo posti di lavoro e togliendo anche sovranità al nostro paese. Beninteso, con la piena soddisfazione degli italiani che quanto a patriottismo sono sempre stati assai prossimi allo zero. Comunque facciamo pure nascere un motore di ricerca italiano con investimenti pari a un po’ di battage pubblicitario sui giornali (a costo zero, probabilmente), e lottiamo ad armi pari contro le corazzate di Google e i suoi miliardi di dollari di profitti annuali :-)

    L’idea che il motore di ricerca debba essere un bene nazionale come l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo non è evidentemente ancora abbastanza popolare da meritare almeno qualche saltuario accenno nei dibattiti pubblici sulle politiche informatiche del nostro paese. Un paese sempre più virtuale, comunque, come dimostra la recente scomparsa della sovranità nazionale nelle vicende legate alla formazione del nuovo governo (imposto dal tandem francotedesco) e, in piccolo, anche nel tormentone indiano di questi giorni.

  • Stefano Taglienti

    Mi sembra che le critiche di questo articolo siano un  po’ di parte e mirate a raccogliere consensi dagli scettici, piuttosto che fornire oggettivi elementi di valutazione.

    Esempio: Il fatto che il primo risultato sulla ricerca di Senigallia non sia il sito del comune, non mi sorprende affatto.
    Ma chi ci va sul sito istituzionale del comune di Senigallia? Chi ha detto che dev’essere il top rating della ricerca?
    Mi aspetto, invece, che il rating sia alto sui siti che forniscono informazioni di utilizzo frequente, come viaggi a Senigallia, informazioni turistiche ecc. Facile fare accademia, quando non si conosce la logica dietro a servizi che hanno fatto di Big G il Grande Fratello.