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Il Corriere cade sugli inseguitori di Twitter e le ceneri dei tag

23 febbraio 2012 4 commenti

Eh sì, la sbornia di Twitter dei giornalisti italiani è al massimo livello. Oggi il Corriere della Sera dedica un lungo pezzo al caso del profilo della CGIL sfuggito di mano per qualche ora. Storia di per se divertente, se non fosse che la povera Antonella Baccaro (@AntoBaccaro?) cade in due errori grossolani, dimostrazione di disattenzione, a esser buoni, che nel giornale italiano più diffuso non può passare sottogamba.

Passi l’ashtag al posto di hashtag, una lettera può saltare in buona fede, ma tradurre follower come inseguitori? E’ semplicemente ridicolo, comico o da incompetenti, a seconda se vogliamo riderci su o se vogliamo piangere per il livello del giornalismo italiano.

Mi chiedo: dove sta il famoso filtro editoriale, che fa sì che su un giornale di giornalisti professionisti con una redazione di centinaia di persone appaiano solo notizie verificate, articolo scritti da persone che conoscono ciò di cui parlano e lo scrivono in un italiano corretto? Domande retoriche, me ne rendo conto. Mi illudo ancora che i giornali abbiano un livello qualitativo che hanno perso da tempo. Il Corriere è sceso sotto le 450.000 copie vendute, un caso?

L’articolo dal Corriere della Sera di oggi

Inseguitori su Twitter mi ha fatto pensare agli spingitori di cavalieri di Vulvia. Ridere per non piangere!

P.S.
Se Twitter è stato localizzato in Italiano da oltre 2 anni e follower è rimasto follower, ci sarà una ragione? Forse perché la sua traduzione letterale non rende il concetto? Se non lo rende, lo si può forzare, in un giornale generalista, traducendolo con una parola invece di una perifrasi un minimo più sensata? Ragionamenti troppo complessi forse, per un articolo da scrivere in 20 minuti e da mandare subito in pagina, vero? Alla faccia del giornalismo di qualità!

  • http://twitter.com/Folletto Davide ‘Fol’ Casali

    Confermo. Facevo parte del primo gruppo di traduttori che ha lavorato al rilascio di Twitter in Italiano e quella su “follower” è stata una lunghissima discussione, una delle più lunghe fra tutte. E’ stato mantenuto proprio per il motivo che hai descritto sopra: non esiste una parola italiana con un significato positivo e d’impatto sufficiente per esprimere la stessa idea. Quindi, meglio “follower” che rimane una delle pochissime parole da imparare quando si usa Twitter, ma se vogliamo anche quella che fa “brand”. 

    Peraltro, per quanto mi risulta, la stessa scelta era stata fatta anche in altre lingue. :)

  • Filippo Simone

    Semmai “seguaci”.

  • http://gravatar.com/cat310 Rossella Catelli

    Troppo interesse intorno a Twitter! Non distruggete anche questo spazio libero!

  • Filippo Simone

    Seguace non andava bene?