Twitter, Facebook, Olimpiadi e la tempestività del giornalismo italiano
Facebook e Twitter tirano. Quasi tutti gli Italiani che navigano nel giorno medio sono su Facebook e 3,4 milioni navigano su Twitter nell’arco di un mese in Italia (dati Audiweb/Nielsen/Facebook). Gioco forza se in una notizia si titola con Twitter o Facebook, in relazione a qualcosa, quella notizia è molto cliccata e i giornali online campano di pubblicità e di click.
Naturale quindi che ora in evidenzia su Repubblica.it, 1,5 milioni di visitatori al giorno, ci sia una notizia relativa a Facebook, Twitter e le Olimpiadi. Vado a leggere e Fulvio Bianchi racconta che il CONI ha tradotto le linee guida del Comitato Olimpico Internazionale per l’uso di social media e social network da parte degli atleti e commenta il tutto.
Cerco di approfondire e sul sito del CONI non trovo nulla. Trattandosi di traduzione, cerco in inglese e in due minuti trovo il documento originale e, sorpresa delle sorprese, è datato agosto 2011 e la pagina della news è del 15 settembre 2011. Una sensazione di già visto corretta, infatti proprio in quell’occasione la notizia è ampiamente circolata.
La notizia è quindi che il CONI ha tradotto le linee guida, ma dov’era Fulvio Bianchi quando le linee guida sono stato pubblicate e discusse su scala internazionale? Forse era distratto, forse il COI non gli ha mandato un comunicato stampa come ha fatto il CONI? Abbiamo dovuto aspettare sei mesi per leggere la notizia relativa al contenuto delle linee guida? Un link di approfondimento con il documento originale o il documento tradotto, come servizio al lettore?
Repubblica non è un giornale sportivo, ma se per coprire una notizia simile ci mette sei mesi – ammesso che sia una notizia dopo sei mesi – forse diventa inutile? Il business dell’informazione, gestito in questo modo, è triste.
Sulla brillantezza dell’apertura del pezzo lascio a te giudicare:
Il Cio ha (avrebbe) dato il via libera a Facebook, Twitter, Youtube e blog al Villaggio Olimpico di Londra, tanto che si era parlato addirittura della prima Olimpiade dove i social network avranno quello spazio che prima non avevano mai avuto [...]
Paidcontent, già a luglio, aveva correttamente segnalato la notizia e pubblicato il documento di cui è entrato in possesso. Non bisogna reinventare la ruota, ma cogliere le buone pratiche che, nel 2012, dovrebbero essere pratiche standard.













