Social media nelle aziende in Italia, nuova ricerca del PoliMi

Social media marketing

Questa estate ho partecipato e segnalato un questionario rivolto alle aziende italiane per capire come usano i social media in azienda. Il questionario denominato “Social Media Effectiveness Use Assessment” è stato curato da Andrea Albanese, con un campione di oltre 3500 utenti in oltre 2800 aziende.

Segue il comunicato stampa con tutti i numeri. Su iPressLive altri grafici, tabelle e documenti relativi.

Valorizzazione del brand, potenziamento della comunicazione, creazione di una community: questi gli esiti che gli utenti internet si attendono dalle proprie attività sui social media. Il ritorno economico di breve periodo cede il passo alle attività di engagement, sempre più realizzato mediante social media che lavorano attraverso le immagini, mentre suscita scarso interesse il coinvolgimento in partite ai videogiochi, iscrizioni a lotterie e download di coupon.

Questi solo alcuni dei risultati emersi dallo studio “Social Media Effectiveness Use Assessment”, condotto tra luglio e novembre di quest’anno da Andrea Albanese, Docente del modulo Corporate per SNID (Master in Social Networks Influence Design del Politecnico di Milano), su un campione di oltre 3500 utenti in oltre 2800 aziende diverse. Per la prima volta una ricerca ha indagato in maniera analitica l’effettivo utilizzo dei Social Media all’interno delle aziende italiane, andando a evidenziarne criticità ed esigenze. Al form-online, disponibile per 4 mesi su http://sgiz.mobi/s3/3b7a0fbfe8f3, si stima siano state esposte attraverso più canali circa 150mila persone che ricoprono funzioni direzionali o ruoli con potere decisionale e che lavorano per aziende Italiane o branch italiane di aziende estere con management italiano.

Di queste, oltre 4300 hanno risposto al questionario e 3655 hanno fornito una risposta valida: un campione di utenti con un’esperienza social abbastanza matura se si considera che il 36,42% utilizza i social media da oltre 5 anni, il 39,13% da circa 3-4 anni, il 18,09% da 1-2 anni e il 6,35% da meno di un anno. Il *53,33% (*domanda a risposta multipla) dichiara di non dedicarci tuttavia oltre 1 ora al giorno, mentre il *31,42% supera i 60 minuti quotidiani. L’utilizzo, per la maggior parte, è spalmato nell’arco di tutta la giornata, con picchi al mattino, in serata dopo l’orario di lavoro e durante il weekend.

Risorse umane dedicate alla gestione dei SM

I dati emersi evidenziano come alle attività di gestione dei social media siano dedicate generalmente da 1 a 2 persone nel 56,18% dei casi, dalle 3 alle 5 per il 14,86%, dalle 6 alle 10 per il 3,44% e oltre 10 nel 4,17%. Nel 21,35% dei casi non è assegnata alcuna risorsa.

Inoltre, solo il *6,8% dichiara di avere un team dedicato alle attività social, mentre il *29,3% sostiene di disporre di risorse dedicate alle attività dei social media e il *18,30% sostiene che più persone lavorino a tempo parziale per i social; il *14,8% si fa invece supportare da agenzie esterne e il *18,50% si affida a persone che autonomamente supportano l’azienda in questo tipo di attività. Il *35,9%, infine, dichiara di trovarsi ancora in una fase di studio e comprensione di quanto vada fatto.

Device di accesso ai social media (SM)

La gestione dei social media in azienda avviene ancora oggi in maggior misura via pc o computer portatile/laptop (*98,30%); si fa strada, ma non è ancora utilizzato in pari misura, lo smartphone (*64,30%) mentre il tablet è ancora appannaggio di meno della metà del campione (*43,80%).

Il differenziale si assottiglia tuttavia se si va ad analizzare l’utilità percepita di ogni singolo device: se al pc sono assegnate 5799 preferenze, gli smartphone ne raccolgono 4344 e i tablet 4028.

Gradimento, Utilizzo e Investimento in Marketing sui Social Media

Youtube guida la classifica dei social media più graditi con un punteggio medio di 4,9 in una scala da 1 (inutile) a 5 (eccellente), seguito da LinkedIn (4,02), Twitter (4,01) e Facebook (3,96) anche se tuttavia, rispetto ad anni fa, si stanno utilizzando sempre più social network per comunicazioni mirate a pubblici particolari o locali come SlideShare, Pinterest, Google+, Flickr, Foursquare e Viadeo.

Facebook, Linkedin e Youtube vengono usati per scopi personali rispettivamente dall’*80,52%, dal *67,12% e dal *56,84% del campione le posizioni si confermano anche in ambito d’uso aziendale con percentuali, rispettivamente, pari a *67,60%, *48,61% e *52,60%. La classifica dei primi tre si modifica invece se si va ad analizzare la percentuale di budget destinato ad attività di marketing sui singoli social media: si investe soprattutto in Facebook (25,97%) quindi in Youtube (9,93%) e Twitter (7,47%), in terza posizione.

Oltre ai social media, i rispondenti dichiarano di utilizzare anche altri canali di interazione sociale più tradizionale, come blog (*70,64%), forum (*55,06%), Chat/IP (*48,39%) e Wiki (*28,65%). Il *28,92% dichiara di non utilizzare altri canali.

Per la gestione, analisi e monitoring di social media marketing i sistemi preferiti risultano i Google Analytics (punteggio di 4,14 in una scala da 1 a 5), seguiti da Youtube Insight (3,31), Facebook Insight (3,01) e Twitter Counter (3,01).

Risultati che si spera di ottenere dall’attività sui social media

Al primo posto tra gli obiettivi di chi utilizza i social media in azienda, troviamo la valorizzazione del brand (*71,28%), seguito dal potenziamento della propria comunicazione (*70,59%) e dalla creazione della community (*44,90%). Tra gli altri risultati, quindi, si collocano “ottenere leads” (*42,88%), “disporre di dati per analisi statistiche” (28,30%), “migliorare la conversion” (*19,97%) e “realizzare una transazione online” (*10,38%).

Web action ritenute di valore

Tra i risultati attesi che i rispondenti hanno ritenuto più di valore troviamo soprattutto le azioni web legate all’engagement: in cima alla classifica i commenti pubblicati dai lettori (*60,97%), l’iscrizione alla newsletter (*60,26%) e le ripubblicazioni/condivisioni (*59,92%). Le visualizzazioni video, gli argomenti o i forum creati e gli upload sono considerati invece azioni interessanti ma non determinanti ai fini del risultato (“mi accontento ma non saprei cosa farne”). Partite a videogiochi, iscrizioni a concorsi e lotterie, coupon da scaricare e presentare, infine, non riscuotono grande interesse.

Desiderio di formazione professionale

Tra una serie di 18 possibili training in area web marketing e social network, il *65,94% dei rispondenti ha ritenuto più interessante un modulo su “Come usare i social network in modo professionale”, seguito da “Promuovi la tua azienda online, corso pratico di Web Marketing e social network” (*49,51%) e da “Il piano strategico di web marketing” (*48,02%).

A breve distanza troviamo “Usare tool chiave per campagne di social media marketing”, “Facebook-uso aziendale”, “Strategie SEO” e “Google Marketing”.

Per un utilizzo professionale dei social media quasi il *34% sarebbe disposto a pagare fino a 100 euro per un training di 2 giorni, un *40% fino a 200 euro, il *22,79% fino a 500 euro, quasi il *5% fino a 1000 euro.

Circa un 34% sborserebbe fino a 1000 euro per una full immersion di 15 giorni, quasi il *10% fino a 2000 euro mentre quasi un *60% non seguirebbe un training su questi temi per un simile arco di tempo.

Quasi il *37% frequenterebbe tuttavia personalmente un master full-time di 6-12 mesi sui temi Social Network&Influence per investire sulla propria professionalità, il *13,56% sponsorizzerebbe la formazione per un dipendente/collega, il *15,98% sponsorizzerebbe la formazione per poter inserire una persona in azienda e il *24,28% lo raccomanderebbe a un collega/amico/familiare. Quasi un *35% non seguirebbe un master intensivo su questi temi.