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Sentieri sostenibili: il Parco delle Prealpi Giulie. Lunedì la presentazione a Torino

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Ci siamo! Lunedì presento al Salone del libro di Torino il libro prodotto da 24 Ore Cultura per SNAM, disponibile anche in libreria: Sentieri sostenibili, il Parco delle Prealpi Giulie.

Ho scritto questo libro nell’estate scorsa, dopo aver visitato il parco: una meravglia della natura! Il libro racconta il parco con i miei testi e con magnifiche foto a corredo.

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Una parte illustra il processo di ripristino ambientale operato da SNAM dopo la realizzazione di un intervento di potenziamento dell’infrastuttura che porta il metano dalla Russia in Italia.

Ci vediamo a Torino lunedì prossimo alle 12,00? Sul sito del Salone i dettagli

Riporto a seguire la prefazione del Presidente del parco, come un invito alla lettura:

Un Parco in cui si incrociano realtà diverse. Ecco cosa siamo. In un fazzoletto di Friuli di cento chilometri quadrati convivono specie alpine, mediterranee e illiriche; tradizioni e lingue latine e slave; umidi ambienti di fondovalle e alti picchi rocciosi. C’è proprio un po’ di tutto; manca solo il mare, che se ne è andato da qui qualche milione di anni fa ma ha lasciato incastonate nelle pietre le sue conchiglie e i suoi ricordi.

Le Prealpi Giulie e il massiccio alpino del Canin rappresentano una delle più straordinarie raccolte di biodiversità esistenti in Europa. Percorrendo a piedi questo territorio possiamo imbatterci, solo percorrendo brevi distanze, in una straordinaria varietà di piccoli insetti, ma anche in animali grandi come camosci, cervi, stambecchi. E l’orso non manca, anche se incontrarlo è quasi impossibile. Inoltre più di un centinaio sono le specie di uccelli che nidificano nell’area protetta; così anche un occhio non esperto può osservare con facilità i voli del grifone e dell’aquila reale.

Se poi, nel periodo delle fioriture, si ha l’accortezza di camminare facendo attenzione, la passeggiata regala continue sollecitazioni cromatiche che portano a rallegrarsi ed emozionarsi. Sono più di duemila infatti le specie e sottospecie di piante presenti nel Parco. Alcune rare, altre a rischio di estinzione, tutte molto belle. Compagni silenziosi delle escursioni, i fiori ci sorprendono anche ad alta quota, quando riescono a trovare sostentamento fra le piccole e grandi fratture delle rocce. Particolarmente coraggiosi sono quelli del Monte Canin, dove la neve dura a lungo e i periodi per mettere fuori le corolle sono brevi. Qui la piccola e resistente vegetazione si associa a un paesaggio lunare creato dall’acqua che ha scavato le mille forme della pietra carsica.

Qui sole, pioggia e neve giocano a costruire spazi e anfratti, ghiacciai e grotte in grado di generare luci e ombre, fonti inesauribili di leggende e storie: proprio in questi luoghi battuti dagli scarponi di migliaia di soldati durante il primo conflitto mondiale. Le cui tracce sono ancora visibili, testimonianza di un confine conteso fino a pochi anni fa, che ora è diventato una sutura di pace che unisce proprio due aree protette: il Parco delle Prealpi Giulie e quello nazionale sloveno del Triglav, uno dei più grandi e antichi d’Europa.

Due Parchi diventati ormai fratelli, tanto da aver ricevuto la certificazione di “Ecoregione transfrontaliera Alpi Giulie” da Europarc, la federazione europea delle aree protette. Un punto di orgoglio per noi, unici in Italia a poterci fregiare di questo riconoscimento che ci permette di guardare a un futuro in cui rendere concreto il concetto di “natura senza frontiere”

Ecco, anche queste peculiarità rendono speciale una visita al Parco delle Prealpi Giulie. Gli uomini, nei secoli, han-no infatti modellato queste zone; le hanno abitate e lavorate fino a disegnarvi ampi fazzoletti di paesaggio: prati e pascoli, casere e stavoli, piccoli villaggi alpestri arroccati sui monti o distesi nei pianori. E ancora i segni devozionali che costellano il territorio o l’originale miniera di scisti bituminosi del Resartico a Resiutta.

Giù nelle vallate principali importanti segni della storia, antica e recente: l’Abbazia di Moggio Udinese, la cittadella di Venzone, mirabile esempio di ricostruzione post-terremoto, il forte di Col Badin a Chiusaforte. Eccezionali basi di partenza per escursioni nel Parco alla scoperta della natura ma anche delle tradizioni e delle produzioni tipiche: l’aromatico aglio di Resia, il forte brovadârdi Moggio, i saporiti formaggi di malga, il cremoso stak fatto con i fagioli di Lusevera, la zucca a Venzone durante la festa medievale.

Sensazioni che si possono protrarre a lungo se la visita continua nella vicina Riserva Naturale della Val Alba: un mare di boschi pieno di vita sotto lo sguardo severo e benevolo della cima del Çuc dal Bôr. Qui è il picchio nero il compagno di un viaggio che conduce a immergersi fra maestosi faggi e a imbattersi in forre e cascate di acque chiare.

In questo territorio, silenzioso e invisibile, corre il metanodotto realizzato da Snam che, dal confine, porta nella regione e in Italia il gas. Una presenza che convive felicemente con la natura e gli habitat presenti, grazie anche a un rapporto migliorativo agli ecosistemi che i lavori di ripristino hanno contribuito a generare.

È proprio grazie alla collaborazione con Snam, a cui ci uniscono la volontà e il desiderio di valorizzare questi patrimoni conservati in aree protette, che trae origine la presente pubblicazione. Attraverso di essa si vuole portare all’attenzione di un pubblico ampio e sensibile le immense ricchezze di questa area, dove continuamente si incrociano esperienze ed emozioni, dove il territorio e i suoi abitanti si offrono in tutta la loro sincera genuinità a quanti arrivano con rispetto e voglia di conoscere.

Stefano Di Bernardo
Presidente dell’Ente Parco Naturale delle Prealpi Giulie