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La dieta informativa di Matteo Cassese

Hi! I'm a digital marketing consultant.

Matteo Cassese è un blogger italiano della prima ora, oggi consulente di successo internazionale da Berlino, dove vive da qualche anno. Matteo condivide online abitualmente le proprie esperienze professionale, tra successi e insuccessi, ed è un forte consumatore di informazione. Leggi la sua dieta come uno sguardo a quella che potrà essere la tua dieta informativa tra non molto. Sono moltissimi gli spunti che ti consiglio di sperimentare.

 

# Quali sono le prime informazioni di cui ti nutri al mattino?

Da qualche giorno in casa c’è Echo, il cilindro con l’assistente di Amazon dentro: la mattina chiedo ad Alexa il mio daily briefing che ho personalizzato con info da BBC e NPR.

# Leggi, guardi, ascolti notizie mentre fai colazione?

La mattina (e la sera mentre mi lavo i denti) ascolto una selezione di podcast piuttosto eclettica. Planet Money e How I built this di NPR, This American Life di WNYC, Reply All di Gimlet, Revisionist History di Panoply, The Economist Radio, a16z di Andressen Horowiz (per sapere come la pensa il “nemico”) e ovviamente Freakonomics + Tell me something I don’t know del grande Stephen Dubner. Tanta roba americana, per quando voglio sentirmi italiano ho il podcast di Deejay Chiama Italia e la rassegna stampa di Radio 24. Invece per sentirmi più in connessione col mio paese elettivo ascolto la serissima rassegna stampa Presseschau di Deutschlandradio kultur e il mitico Sonntagsfahrer (un programma domenicale dove i crucchi un po’ scazzati telefonano in radio i problemi con l’auto: c’è tutta la germania dentro).

# Cosa impegna la tua mente quando ti rechi al lavoro?

Se tutto va bene una calma zen. Altrimenti un po’ di musica da Spotify (dove ho creato anche un paio di playlist pubbliche tra cui una per lavorare meglio chiamata Focus@Work) e i miei amati podcast. Il lavoro è in casa, ma mi forzo di uscire ogni giorno prima di mettermi a lavorare.

# Che rapporto hai con la televisione? Ne consumi in quantità o ti tieni a dieta?

In ordine di importanza Netflix, Amazon Prime Video, YouTube e – raramente – qualche torrent soddisfano il mio bisogno di televisione. Per la cronaca: ho la tv, è un meraviglioso schermo al plasma della Panasonic quando ancora facevano televisioni in cui le cose si vedono belle (invece che in super alta definizione per alieni con occhi tridimensionali HDR).

# Prima di andare a letto: un buon libro, un’occhiatina a Twitter o digiuno fino al mattino?

In camera da letto l’elettronica è bandita, quindi ci sono solo libri sul comodino. Al momento Diario Notturno di Ennio Flaiano. Ma anche Smarter Faster Better di Charles Duhigg.

# Quanto pesa il filtro sociale nel tuo bilancio informativo nutrizionale?

Mi apro al mondo dell’informazione tramite i social e l’email. Leggo e controllo quello che mi interessa di molte newsletter e poi salvo su Pocket. Poi seguo twitter e Facebook. Direi che il filtro sociale vale 50% della mia dieta.

# La tua app preferita e perché?

Pocket senza dubbio. È l’app che toglie l’ansia della lettura. E in più aiuta a chiudere tab del browser.

# In un ecosistema dell’informazione sempre più obeso, come scremi il grasso?

L’unico modo per scremare il grasso è vivere un po’ fuori sync. Non leggere lo stesso articolo che stanno leggendo tutti, cercare i propri percorsi e le proprie testate (ad esempio Aeon), seguire singole persone (come Joi Ito) invece che gruppi sociali, sentirsi sempre liberi di perdere i trend.