Media & Social media

Un invito a ridurre il consumo di media da Seth Godin

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Seth Godin scrive un post contro i media, in particolare la televisione (e i social network), e non potrei essere più d’accordo (chiamalo confirmation bias, se vuoi).

The media amplifies anxiety, and then offer programming that offers relief from that anxiety.

The media likes events and circuses and bowl games, because they have a beginning and an ending, and because they can be programmed and promoted. They invite us into the situation room, alarm us with breaking news and then effortlessly move onto the next crisis.

They train us to expect quick and neat resolutions to problems, because those are easier to sell.

They push us to think short-term, to care about now and not later.

In poche parole Seth Godin sintetizza perché ho perso l’abitudine di guardare la televisione, i canali all news, i telegiornali, i talk show e non leggo i giornali, né li leggo online, se non da articoli specifici linkati da fonti selezionate che filtrano per me.

Visione a breve termine, semplificazione di problemi che non possono essere semplificati, allarme funzionale a generare paura, a cui cercare di dare sollievo con altri programmi e altri articoli. Esagerato? Fai caso all’informazione che consumi, ai titoli di apertura e dimmi se non trovi qualche somiglianza…

Intellectual pursuits don’t align with the options that media would rather have us care about.

A walk in the woods with a friend or your kids does the media-industrial complex no good at all. It’s sort of the opposite of pro wrestling.

Books are the lowest form of media (too slow, too long-lasting, no sponsors, low profit) while instant-on, always-on social networks are about as good as it gets. For the media.

If you’re not the customer, you’re the product.

[…] The people with the mirror have a responsibility, and in exchange for our time and our spectrum, that responsibility is to make us better, not merely more profitable.

We’ve been willing participants in this daily race for our attention and our emotions. But we don’t have to be.

Fare una passeggiata invece di guardare un’altra ora di televisione o navigando a caccia di notizie o, peggio ancora, scorrendo all’infinito Facebook, Twitter, LinkedIn, Snapchat, non porta ricavi a nessuno. I libri sono lenti per definizione e non è un caso se i lettori non aumentano, anzi, diminuiscono. A favore di chi? Del tempo che passiamo sul social web, più la tv in streaming che si somma alla media di consumo televisivo, che resta superiore a 4 ore al giorno a persona (!!).

Si può riprendere il controllo delle proprie emozioni e della propria attenzione? Condividi il Tweet

Sì, basta volerlo e agire di conseguenza… a meno che non si sia già diventati dipendenti e schiavi, ma non è mai troppo tardi, no?