Flash News
  • World inequality report 2018:… Per caso ho scoperto un report che tutti dovremmo leggere: World inequality report 2018. In poche pagine, basta guardare qualche grafico e improvvisamente il disagio…
  • Il culto della tecnologia… Sono quasi diventato intollerante alle conversazioni in cui l'oggetto è il culto della tecnologia. Discussioni sul nulla. In genere gli eventi di lancio di nuovi…
  • Lavoratori sfruttati nella fabbrica… Niente di nuovo verrebbe da dire, purtroppo. Ieri il Guardian pubblica l'ennesima inchiesta dove emerge che la produzione cinese di tecnologia non rispetta neanche le…
  • Come rompere la dipendenza… Ieri ho acceso la televisione per la prima volta da circa 6 settimane. Ho collegato il computer e ho visto l'ultima puntata di una serie…
  • Gli autunnali: storia della… Spesso si ignora quale e quanto lavoro ci sia dietro la copertina di un libro. Qui Luca Ricci racconta la genesi della copertina del suo…
Facebook Twitter Linkedin
Esperienze

Divertirsi nel fare il proprio lavoro. Punto. Impara da Moby

Moby è un modello a cui ispirarsi. Apprezzo molta della sua musica e apprezzo il suo stile. In una intervista rilasciata per l’uscita del suo ultimo album Everything Was Beautiful, and Nothing Hurt, che contiene alcuni bei brani (The middle is gone e Thsi wild darkness), dice quanto segue:

I really like making records and I really like making music. Once it’s released, I don’t pay that much attention to it. Because I don’t really go on tour. The entire tour for this record is one show at the Echoplex and one show at the Rough Trade venue in Brooklyn. It might not be a great thing to say but I just don’t see myself as having a career as a musician. I mean, technically I do, but it’s not what I think of when I’m working on music. I just think about enjoying making music. And hopefully, if the music goes out into the world, maybe it reaches someone and makes them feel less lonely. Or maybe it inspires someone somewhere. But I also don’t really expect too many people to ever hear the records that I make. So if someone listens to it, I’m really flattered, but beyond that I have no expectations.

Il concetto è: io mi diverto a produrre musica, il resto va come va. Divertirsi nel fare il proprio lavoro, senza aspettative. Lo si potrebbe definire un approccio stoico. Il concetto è ribadito nell’ultimo passaggio dell’intervista:

In a way, it’s kind of like if I really enjoyed making a record, it almost seems like too much to ask to expect anything more than that. If you’ve gone to a restaurant and you’ve just had an amazing meal and an amazing dessert, you don’t expect them to come out and sing songs and dance for you. You’ve already had a good experience; sometimes that can be enough.

Cerco di applicare lo stesso spirito a questo blog. Scrivo perché mi diverto. Chi legge e quanti leggono, non mi interessa più. Se qualcuno ne trae spunto o giovamento, ben venga. Altrimenti va bene lo stesso.

L’intervista a Moby su Billboard