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La crisi dei giornali italiani Ed. Aprile 2018

Mi diverto a consultare ogni mese i dati ADS sulla vendita dei giornali italiani e notare il calo continuo di copie. Inarrestabile! Caso vuole che proprio un anno fa scrissi un post sull’argomento, quindi il confronto viene facile facile.

Dalla tabella dei dati ADS di aprile 2018 estratti da Prima Comunicazione ho lasciato le righe che per me contano: copie cartacea vendute, in edicola e in abbonamento, più le copie vendute in digitale a un prezzo reale (>30% del prezzo) e il totale carta e digitale. Se lo si confronta con le copie diffuse, si vede subito il trucchetto. Si spacciano copie gratuite, regalate o svendute e si sommano alle altre, per dire agli inserzionisti che le copie circolanti sono ben di più. Peccato che molte di queste copie in più non vengano neanche sfogliate: vedi Frecciarossa alle 11,30 del mattino con più della metà dei giornali neanche presi gratis dai viaggiatori business.

copie giornali italiani aprile 2018

L’unico stabile è Avvenire, ma Avvenire è un giornale strano. Di fatto circola nelle parrocchie, che lo sostengono in abbonamento. In edicola non fa alcuna opinione e in digitale non esiste.

Tutti gli altri perdono intorno al 10-12% anno su anno, copia più copia meno. Salvo Il Resto del Carlino e La Stampa sugli abbonati e La Stampa sulle copie digitali, tutti perdono in edicola, in abbonamento e in copie digitali. Il Corriere della sera ne perde 10.000 in edicola e 10.000 in abbonamento. Il Sole 24 Ore ne perde 8.000 in edicola, 5.000 in abbonamento e 5.000 in digitale. Repubblica ne perde 24.000 in edicola e 2.000 in digitale. La Stampa ne perde 13.000 in edicola ma ne guadagna 1.500 in abbonamento.

Il bilancio finale è che ormai solo il Corriere della sera e La Repubblica vendono più di 150.000 copie. Solo il Corriere della sera supera 200.000 copie, ma sta sotto 250.000. l’Avvenire galleggia sulle 100.000 copie ma Messaggero e Resto del Carlino sono finiti sotto.

Se guardiamo all’edicola solo 3 giornali vendono più di 100.000 copie: Corriere della sera, La Repubblica e La Stampa. Le copie digitali sono un pianto: solo cinque giornali ne vendono più di 5.000: i 4 grandi, più Il Fatto quotidiano, esclusi i quotidiani sportivi.

Non ci si bulla più delle copie vendute o dei primati ormai. Se non ci fosse la televisione a invitare i giornalisti della carta stampata e a fare la rassegna stampa la mattina, il contenuto dei giornali avrebbe già valore zero nell’agenda setting. Ancora una influenza ce l’ha, ma in continuo calo.

Previsione

Se aprile 2018 è stato un mese fantastico per l’informazione, con una crisi istituzionale e una telenovela di governo infinita, non vedo cosa debba succedere per spingere gli italiani a informarsi di nuovo in edicola. Acquisire nuovi lettori mi sembra una sfida ormai impossibile. Conservare gli attuali è dura. Il Sole 24 Ore ha aumentato il prezzo a 2€ a copia, dopo il nuovo restyling di giugno e sarà interessante vedere se le copie rimarrano uguali o ci sarà un nuovo abbandono. La Stampa si è appena rinfrescata, ma non mi sembra che i contenuti siano cambiati granché, quindi non scommetterei su una inversione di tendenza.

Scommetto che da qui a un anno aumenteranno ancora i prezzi e aumenteranno in parallelo le copie regalate, pur di convincere gli inserzionisti a investire in pubblicità e a mantenere le stesse entrate da una diffusione in calo. Il calo dei corsi azionari degli editori cartacei è una chiara indicazione su cosa pensa il mercato di questo business.

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