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Esperienze

Come rompere la dipendenza da televisione

televisore in strada

Ieri ho acceso la televisione per la prima volta da circa 6 settimane. Ho collegato il computer e ho visto l’ultima puntata di una serie tv ora conclusa. Nel compiere questa operazione mi sono reso conto di aver vinto una dipendenza che molte persone che mi stanno vicine hanno: la dipendenza da televisione. A vedere i dati del consumo medio televisivo (260 minuti a testa al giorno) e la penetrazione che la televisione ha nelle abitudini degli italiani (più del 96%, vado a memoria, dichiara di guardarla), credo sia una esigua minoranza chi vive in una casa dove la televisione non viene accesa ogni giorno.

Non si tratta di essere snob o di negare l’utilità del mezzo televisivo. Come racconto spesso, dopo aver pensato di non comprare per nulla la televisione nella mia nuova casa, alla fine l’ho comprata prima ancora di comprare i mobili. Detto questo però, dopo aver perso velocemente l’abitudine di vedere i telegiornali, di accendere la tv da tenere in sottofondo appena tornato a casa o mangiando, di passare la serata in casa sul divano a vedere cosa c’è in tv, mi sono disintossicato anche dalla televisione come mezzo centrale di consumo culturale, anche di qualità, anche in streaming, anche di solo film e serie tv di altissimo livello.

Dopo aver attraversato un periodo buio, in cui la mia ancora quotidiana era il film di qualità, altamente selezionato, da vedere a cena e dopo cena, con l’estensione a 2-3 di questi durante il fine settimana, esattamente un anno fa ho deciso di prendere una lunga pausa. Streaming, on demand, di qualità, senza pubblicità, è pur sempre televisione: una attività passiva, spesso solitaria, e casalinga. Esattamente un anno fa decisi di rompere la routine del film serale e di non accendere più la tv. Al posto di questa: libri, cinema, passeggiate, amici fuori casa. Mi sono concesso una interruzione del digiuno oltre due mesi dopo, il giorno del mio compleanno, per mettermi in pari con un paio delle mie serie tv preferite. Sono tornato poi a farne a meno, per riprendere con una serie tv nuova su un argomento che mi ha sempre appassionato e poi di nuovo stop.

Da inizio anno ho deciso di azzerare completamente il consumo per altri due mesi e non è un caso se in questo periodo ho finito per leggere 50 libri, tondi tondi, tra cui molta narrativa. Nei tre mesi successivi mi sono concesso qualche ora di risultati elettorali il giorno dopo le elezioni, 6 film e una puntata di una serie tv in compagnia. 15 ore circa in tutto, in 5 mesi, per una media di 6 minuti al giorno. Oltre 250 minuti di tempo liberato, rispetto all’italiano medio, per pensare a ciò che sto facendo (mindfulness), leggere, andare al cinema, passare tempo con gli amici, dedicare tempo alla crescita e al benessere personale (meditazione, attività fisica, sonno).

Il cambiamento è stato graduale. Si comincia con una piccola sostituzione, come non accendere la tv la mattina facendo colazione o cercando di non accenderla durante i pasti. Non è facile, perché siamo abituati incosciamente a considerare la televisione il centro del mondo. Su tutti i media, carta e digitale, si dibatte cosa è successo in televisione, cosa c’è in televisione, le serie pensate per la televisione e così via. L’ecosistema mediatico gira intorno alla televisione: tutti la guardano, quindi genera traffico e interessa parlarne. Il risultato finale è pensare di non poterne fare a meno o che non si possa vivere bene senza. Eppure non è così.

Vivere con un consumo di televisione ridotto al minimo (meno di un’ora al giorno, tutto incluso), significa informarsi altrove, non appaltare una parte del proprio cervello ai messaggi pubblicitari che finiscono per popolarlo anche se non ce ne rendiamo conto. Significa sviluppare la propria immaginazione e immaginare le storie che leggiamo e che non vediamo, perché qualcuno le ha sviluppate al nostro posto. Significa essere liberi di consultare fonti alternative, sotto forma di libri, persone, siti web. Significa riprendersi il proprio tempo.

Spero che leggere queste righe ti stimoli a ridurre il consumo televisivo, qualsiasi sia la piattaforma utilizzata, e a vivere diversamente il tuo tempo. Ti assicuro che è un’altra vita. Non ti resta che provare.

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