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Web & Tech

Il culto della tecnologia è una religione come le altre

religione

Sono quasi diventato intollerante alle conversazioni in cui l’oggetto è il culto della tecnologia. Discussioni sul nulla. In genere gli eventi di lancio di nuovi prodotti, da parte di Apple, Google, Amazon, Facebook, generano online un seguito da folle adoranti che la settimana dopo si mettono in fila per comprare il nuovo prodotto. Ne parlano come di un totem da adorare, dimenticando che l’azienda dietro al prodotto ha il solo scopo reale di fare (legittimamente) più soldi. L’evento non è altro che PR, fumo negli occhi, marketing per convincere a comprare e a sostituire l’ultima versione del prodotto che ancora funziona benissimo. Gli adepti, incapaci di comprendere il gioco o felici di aderire a un nuovo culto, spendono parole, energie, tempo per decantare le ultime meraviglie e aderire pubblicamente al culto.

Per fortuna che non proprio tutti abboccano e c’è chi, almeno sulla stampa straniera, dice le cose come stanno veramente, per chi le vuole leggere:

There’s now a neurotic undertone to these public celebrations of tech superiority. To understand what lies beneath it, all we need to remember is Kenneth Tynan’s shrewd definition of neurosis as “a secret you don’t know you’re keeping”. So what is this secret that’s bothering the new masters of our universe? Answer: they’re worried that we’re coming for them, just like we once came for JD Rockefeller, Andrew Carnegie and JP Morgan.

Il potere nelle mani dei giganti del web & tech è tale che i governi stanno cominciando ad aprire gli occhi e presto prenderanno alcune misure. L’obiettivo dei giganti è rinviarle il più possibile, cominciando a far finta di limitarsi e a darsi una riverniciata di etica. Le funzioni annunciate da Google e Apple per rendere l’utente consapevole dell’abuso di app e servizi web è questo: una tardiva risposta. Il danno è fatto.

The lesson from big tech’s latest PR events? They know we’re on to them…

 

P.S.

A questo si aggiunge il mancato pagamento delle tasse, che significa meno entrate pubbliche per servizi che, di conseguenza, non vengono erogati o vengono pagati con tasse pagate ingiustamente dal sottoscritto e da chi legge.

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  • Celeste De Michel