Addio Facebook

Esperienze

L’ultimo dell’anno è il giorno ideale per anticipare i buoni propositi e mettersi all’opera. Così, pochi minuti fa, ho completato il mio addio a Facebook.

La mia pagina non è più raggiungibile dall’Italia. Ho cancellato tutti i contenuti pubblicati dal 2011 a oggi, compresi i link distribuiti in automatico dai miei blog. Ho interrotto qualsiasi automatismo di pubblicazione. Ho però deciso di non cancellare la pagina, per evitare che l’indirizzo col mio nome possa essere preso da altri miei omonimi. Perderò un inutile dibattito con sterili commenti pubblicati a margine dei post, spesso da gente che non neanche legge il contenuto, ma valuta solo l’anteprima.

Ho anche cancellato tutti i post pubblicati dal mio secondo profilo personale Facebook, nato sulle ceneri del primo, proprio oggi 5 anni fa. Già nel dicembre del 2013 sentivo il bisogno di cancellare per sempre un archivio di dati che Facebook aveva collezionato su di me (mi piace, relazione, commenti) dalla mia iscrizione nel 2007. Nel 2014, 2015 e inizio 2016 ho usato il profilo personale per condividere immagini di viaggi (replicate su Flickr) e link condivisi da articoli letti su Pocket. Da metà del 2016, crescendo gli scandali sull’uso dei dati da parte di Facebook, mi sono gradualmente ritirato, pubblicando un contributo l’anno o poco più.

Non ho ancora cancellato il profilo (e la pagina) per due ragioni: la prima è che molti amici incontrati nei miei viaggi in giro per il mondo, è in contatto tra me attraverso Facebook. Fino al momento in cui non deciderò attivamente di contattarli uno a uno per usare mezzi alternativi di relazioni (con diversi ho relazioni via telefono/email), il profilo non verrà cancellato. Il profilo mi serve ancora per qualche mese per portare a termine la valutazione dei 100 studenti del mio corso universitario, con l’ultimo appello a settembre 2019.

Quello che certamente non farò, fino a un cambiamento dello scenario, è usare Facebook per pubblicare contenuti personali/professionali o informarmi. Sto benissimo senza e, dopo aver cancellato o nascosto tutto quanto pubblicato, sto ancora meglio. Non voglio incentivare in alcun modo l’uso di Facebook, né per promuovere contenuti, né per relazionarmi con altri utenti. Esistono valide alternative per quest’ultimo scopo. Sulla distribuzione so già di perdere l’attenzione della metà del pubblico attuale di Pandemia. Se questo è così assuefatto da Facebook da non avere interesse per seguirmi in un modo appena meno comodo, amen. Non ho l’ambizione di convincere nessuno a lasciare Facebook. La mia è una testimonianza e una scelta personale, non molto diversa dall’essere vegetariano. Lo sono per più di un motivo e chiunque altro è libero di fare le proprie scelte.

Dal nuovo anno voglio anche smettere, almeno in questo spazio, anche solo di citare Facebook. Sono stanco di rilanciare articoli e link con esperienze, testimonianze, argomenti e motivazioni per ridurne l’uso e abbandonarlo. Continuerò a occuparmi di equilibrio digitale e uso consapevole della tecnologia e di internet, ma non voglio più nominare F. neanche per criticarlo. Ognuno è responsabile delle proprie scelte e se, negli ultimi due anni, non ha ancora saputo o capito che il suo uso porta delle conseguenze di cui è corresponsabile, amen. Non è più un argomento di conversazione, come non è lo è qualcuno che di fronte a me si mangia un panino al prosciutto. Amen.

Dal momento che anche solo scrivere pubblicamente quanto sopra si porta dietro l’astio, se non l’odio, di cui vuole difendere la propria scelta alternativa in maniera acritica, ho disabilitato di proposito i commenti. Neanche a dirlo, questo post non viene da parte mia diffuso sulla mia pagina pubblica. Ci sarà qualcuno che sentirà il bisogno di condividerlo con i propri amici e c’è chi si indignerà per quanto sopra. Non mi interessa e non voglio neanche conoscere le opinioni di queste persone.

Certamente mi sento in buona compagnia, ispirato da persone che seguo e stimo.

P.S.

Stesso discorso vale per Instagram. Ho un profilo che tengono attivo ma vuoto, con un solo post che invita a non usare Instagram, dopo che i fondatori se ne sono andati e sono usciti anche dalla piattaforma. Non devo spiegare il perché. Il profilo è già protetto e non si può seguire, quindi incentivo alla relazione su Instagram è altrettanto uguale a zero.

Non è mai troppo tardi per un decluttering digitale deciso e convinto.

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