Il tempo, Seneca, i libri e i CD-Rom

Esperienze

Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto.

Oggi è una giornata che dovrei segnare sul calendario. Mi sono liberato di tutti i CD-Rom (e DVD-R, DVD-RW, CD Audio, CD-RW). Uno dopo l’altro. Separando il CD, dalla custodia in plastica, dalla carta. La maggior parte proveniva da una collezione di allegati a Repubblica/L’Espresso/Panorama con libri classici, opere da musei, giochi, video da mete turistiche e non so cos’altro. Alcuni avevano ancora la plastica. Di certo, per il 90% almeno, non li mai inseriti nel lettore CD del computer. Via tutto, dopo acquisti di anche 20 anni fa! Incredibile come in molto meno di 20 anni, tutto ciò abbia perso completamente valore.

Visto che c’ero, ho anche consolidato in un solo disco esterno alcuni CD con back up risalenti a computer passati risalenti ai primi anni 2000. Un giorno prenderò tutti questi file e vedrò cosa tenere e cosa buttare. Un disco da 1 Tb di dati occupa poco spazio tutto sommato. Al di là dello spazio è comunque notevole pensare come internet abbia in poco tempo generato tonnellate di rifiuti e sono certo che una grande percentuale di questo materiale non sia ancora finita in discarica/riciclata, ma occupi scaffali o forse meglio cantine, soffitte e garage di milioni di persone. Plastica che occupa spazio e che prende polvere e c’è anche gente, ne sono certo, che paga l’affitto di spazi storage anche per non buttare questo materiale. Il mio occupava comunque poco spazio, ma è venuto il momento oggi di farmi forza e buttare tutto. Mi sento meglio ora.

Sull’onda dell’entusiasmo di inizio anno, ho continuato a liberare spazio sullo scaffale, destinando a donazione tascabili letti da vent’anni e che non ho alcun interesse né a tenere, né a rileggere. Altri li ho tenuti, ma cambierò certamente idea tra qualche anno o anche meno. Ho deciso anche di donare libri tascabili che non ho letto ma che nel frattempo ho trovato in ebook. Caratteri più grandi e leggibili e un libro in meno che qualcun’altro potrà scoprire e leggere. Con D. oggi parlavo, a tal proposito, di death cleaning.

Mio padre, proprio poco fa, mi raccontava di una puntata di Chi l’ha visto? di ieri, in cui si parlava di un signore arrivato ad accumulare 80.000 libri. Non so in che condizioni siano, ma l’uomo è stato definito un accumulatore seriale. Arrivare a possedere una quantità simile di libri, in uno spazio che non li può contenere, probabilmente anche con edizioni che andrebbero semplicemente buttate, non è amore per la cultura. I libri sono comunque oggetti, per quanto con un valore culturale. Vanno custoditi, ma soprattutto vanno letti. Collezionarli? Che esistono a fare le biblioteche pubbliche?

Per quanto mi riguarda amo i libri, ne leggo in quantità, ma li considero pur sempre libri, oggetti, che non mi seguiranno dopo la morte. Vuoi mettere poi il piacere di sapere che qualcuno leggerà uno dei libri che tu hai apprezzato? Amo le case in cui ci sono libri rispetto a quelle che non ne hanno. Amo ancor di più chi i libri li legge. Buona lettura.

P.S.

Lo spunto di cui sopra viene da Seneca, dopo che ho ripreso in mano Il tempo, edizione Millelire di Stampa alternativa, uscita nel 1992, finita nelle mani di centinaia di migliaia di lettori, se non di più.

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  • Eugenio BICICLISTA