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Bisogno e desiderio

Transiti è un romanzo delizioso. Come anche Resoconto, sempre di Rachel Cusk.

Era giunto alla conclusione, ha proseguito, che fino a un certo momento la sua vita era stata motivata piú dal bisogno che dal desiderio, e quando aveva cominciato a chiedersi perché, tutto si era incrinato per poi crollare. Ma la questione del desiderio era ancora piú complicata: molti erano pronti a giurare di aver bisogno di una certa cosa perché gli piaceva, o che una certa cosa a loro non solo serviva ma anche piaceva. Lui, per esempio, si sentiva cosí in colpa dopo aver lasciato Susie che a volte aveva la sensazione di voler tornare da lei. Abituato a stare con lei: dopo la separazione non riusciva a scuotersi di dosso un bisogno impossibile da soddisfare, perché il ciclo della ripetizione si era spezzato. Tuttavia a poco a poco aveva capito che ciò che lui chiamava bisogno era in realtà qualcosa d’altro, una questione di sazietà piuttosto, il desiderio di avere una riserva illimitata di una certa cosa. E per sua stessa natura quella cosa doveva essere abbastanza a buon mercato, come i sandwich al formaggio, di cui c’era una disponibilità enorme e facilmente accessibile. Desiderare qualcosa di meglio esigeva autocontrollo, l’accettazione di non poterlo avere per sempre e, in tal caso, di non potersene mai veramente saziare. Ti lasciava solo con te stesso, quel desiderio, e quando lui ripensava alla propria vita la vedeva come una serie di tentativi per perdere se stesso fondendosi con qualcos’altro, qualcosa di esterno che poteva essere internalizzato, al punto che per lunghi periodi dimenticava che lui e Susie erano individui separati.

2 risposte su “Bisogno e desiderio”

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