Ultimo post, almeno per qualche settimana

Esperienze

La consapevolezza maturata dalla lettura di Digital minimalism e da altre esperienze recenti, verso una riduzione nel consumo di media, porta con sé un’azione necessaria conseguente: rivedere la mia produzione di contenuti.

Da 5 mesi a questa parte ho deciso di non pubblicare più contenuti originali online, se non sui miei blog e su una lettera periodica, mandata agli iscritti alla mia precedente newsletter. Ogni volta che mi veniva voglia di condividere qualcosa che avevo letto o visto, oltre a mandarlo singolarmente a persone via messaggio oemail, lo avrei pubblicato qui soltanto. Link brevi, qualsiasi cosa. Non un tweet, ma un post qui, poi segnalato in automatico a chi mi segue su Twitter. Punto. Il risultato, in 5 mesi, è un volume totale di poco inferiore a 400 articoli. 400 articoli, per capirci, sono equivalenti a quanto pubblicato qui negli ultri 3-4 anni. Un esercizio che mi ha fatto capire varie cose. Alcune le sapevo già, altre le ho capite adesso.

Sapevo che non essere più presente su Facebook, neanche con un link automatico, avrebbe ridotto la circolazione dei contenuti su quella piattaforma e ne ho pagato il prezzo con piacere. Non essere attivo su una piattaforma social, con condivisioni, commenti, mi piace, riduce la visibilità dei propri contenuti e così è successo su Twitter. Il blog, rivitalizzato con un volume costante di contenuti, ha ripreso vita e tutte le metriche sono salite: traffico, utenti e anche commenti, seppur opera di pochi noti (ciao Emanuele e Nicola!).

Dovendo fare un bilancio dell’esperienza, associandola all’idea di ridurre il tempo passato a consumare media a favore di altre attività senza schermo, ho realizzato che molti dei contenuti pubblicati qui, se non tutti, sono in realtà qualcosa che dico a me stesso. Un diario, di fatto, di ciò che leggo e vedo. Certo, l’auspicio è che ciò che scrivo venga letto e sia utile a qualcuno. A vedere i numeri complessivi, questa utilità è limitata a poche decine di utenti, nella migliore delle ipotesi. Il prezzo pagato è un certo tempo passato davanti allo schermo, da mobile nel leggere articoli in poltrona, o alla scrivania per articoli come questo. Per ridurlo, gioco forza devo trasformare questo tempo in un’altra attività, analogica.

L’attività a cui ho dedicato energie negli ultimi mesi (e anni), a giorni alterni e in modalità diverse, è stata la scrittura di un diario. Più che un diario, le tre pagine del mattino. Abitudine andata e venuta, ma che ha prodotto un effetto reale nel processare emozioni, soprattutto negative. Da oggi voglio tornare a tracciare i momenti importanti della giornata in un nuovo diario, cercando di non perdere il filo come fatto in passato. Chiamala una condivisione in privato e analogica di ciò che in parte faccio qua o che ho fatto in passato su un diario digitale online. Voglio continuare a scrivere e a riflettere, scrivendo, ma voglio cambiare mezzo, adottando carta e penna. Per le prossime settimane voglio capire se ridurre la condivisione su questo spazio possa essere uno stimolo, in termini di energie e di tempo, a curare di più e meglio il diario cartaceo.

Facciamo passare qualche settimana e tornerò a raccontare l’esperienza qui. Ciò che non voglio tornare a fare è condividere, come in un flusso social, ciò che leggo e ciò che vedo online. Meno media consumati, meno post condivisi, è naturale. Considerala un’evoluzione di questo spazio, che non chiude con questo post. Potrebbe diventare uno spazio di riflessione settimanale, più meditato e meno estemporaneo, o forse no. Il tempo del flusso di coscienza, seppur a base di prodotti culturali ad alto valore aggiunto, è finito. Non ritengo abbia più ragione d’essere. Allo stesso tempo ridurrò la condivisione in privato. Meno messaggi (e zero su WhatsApp) e più email, comunque selezionate e non massive. Se ti interessa cosa leggo, possiamo sempre prenderci un caffè o farci due chiacchiere al telefono.

Buon blogging.

4 Commenti

  1. Agostino dice

    Caro Luca, ho scoperto da poco il tuo equilibrio digitale e l’impressione costante è quella di una bicicletta che si muove.
    Seguo volentieri i tuoi consigli che sento utili sulla carne proprio, e mi sforzo di integrarli con cose che di mio ritengo buone per me.
    Come a ogni perdita – siete stati solo tu e mio padre ad insegnarmi che è sano e bello perdere qualcosa – anche se limitata nel tempo, mi sono accorto che non leggerti avrà conseguenze. Mi sono accorto di non aver mai scritto qui e mi sono accorto di non averti mai ringraziato per le tue condivisioni.
    Lo scrivo ora, in questo spazio vero e libero, il tuo, in attesa di poter nuovamente arricchirmi delle riflessioni di un essere umano uscito bene, in equilibrio instabile, in bicicletta.
    Grazie Luca.

  2. Annie Karina dice

    Ciao Luca,
    posso solo ringraziarte per tutti questi preziosi consigli. Credo che faccia solo bene diminiure ogni tanto i “consumi dei media” spendendo tempo e forze con le persone che ci stanno vicine. L’ho fatto anch’io. Sai che ti seguo da un po’ e leggo sempre con piacere i tuoi approfondimenti.
    Nel tempo sono diventati stimolanti i consigli di lettura. Sto migliorando la mia scrittura e partecipo ad incontri di lettura offline.
    A presto,
    Grazie

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