La giornata mi appartiene

Esperienze

Sono un uomo fortunato, nonostante tutto.

Non credo di fare cosa indegna della mia penna raccomandando qui la cura di conservare la propria fortuna, ereditata o guadagnata che sia. Infatti, possedere quanto basta per poter, non foss’altro che da soli e senza famiglia, vivere comodamente in una vera indipendenza, ossia senza lavorare, è un vantaggio inestimabile: significa l’affrancamento e l’immunità dalle miserie e dai tormenti legati alla vita umana, e altresì l’emancipazione da quella servitù generale che è il destino naturale dei figli della terra. È solo con questo favore della sorte che si è davvero uomini nati liberi, che si è realmente sui juris (padroni di se stessi), padroni del proprio tempo e delle proprie forze, e che si può dire ogni mattina: “La giornata mi appartiene.”

Schopenhauer

Da Schopenhauer, Aforismi sulla saggezza nella vita, citato in “In presenza di Schopenhauer” di Michel Houellebecq.

6 Commenti

  1. Ma vivere “da soli” e senza famiglia è una vita degna?
    Alzarsi al mattino senza dover far nulla è forse eticamente o moralmente corretto?

    Avulsa da un contesto, la citazione mi pare abbastanza discutibile amico mio…

  2. Onde evitare fraintendimenti…

    Purtroppo sono ignorante della vita e dei problemi che Schopenhauer ha incontrato in vita sua. E di quale sia stato il contesto in cui ha scritto quanto citato.

    Di pancia ho commentato quasi a voler provocare chi avesse letto il mio commento perché mi è sembrata la frase di una persona ‘viziata’ che si è trovato a dover giustificare la propria condotta di vita. Sembra quasi che la fatica di doversi procacciare da mangiare, vestire e riscaldare la famiglia (in senso lato) e magari concedersi momenti di piacere dopo la fatica siano un peccato mortale. Un essere ‘bestie da soma’ che non si addice alla nobile natura dell’uomo (quale che sia).

    Come dicevo, senza un contesto, mi sembra una boutade da showman. [E sottolineo MI]

I commenti sono chiusi.