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Le app per il tracciamento dei contatti non ci salveranno

I soluzionisti della tecnologia, quelli che pensano che la tecnologia salverà il mondo – c’è un’app per tutto -, spingono per le app per il contact tracing, come elemento fondamentale della strategia per permetterci di tornare, più o meno, alla vita di prima. Una volta che saranno disponibili, tutti le installeranno e in breve tempo saremo in grado di tracciare i contagiati asintomatici e mettere tutti i loro contatti in isolamento domiciliare, per 14 giorni. Tutti gli altri torneranno a fare la vita di prima. Giusto? Sbagliato, molto sbagliato.

La privacy

Seppur gente come Alessandro Baricco continui a pensare che “la privacy è sopravvalutata“, molti altri non lo pensano, anzi. I vari scandali che hanno coinvolto Facebook e compagnia hanno alzato l’asticella: la diffidenza cresce. Perché il sistema funzioni ci vuole una base di fiducia: l’app è a uso volontario, almeno fino a che qualcuno non penserà di imporla per qualche ragione (come poi?).

Le domande aperte sono numerose e senza una risposta, perché il dibattito c’è, ma non a livello di governo e opinione pubblica. Non c’è trasparenza su come si intenda gestire tutta l’operazione. I soggetti privati che spingono sono sviluppatori, startup e big tech (=Apple e Google), perché del soluzionismo sono i primi propositori. Sì, sono polemico, ma ci vuole anche la polemica a questo punto.

Chi mai ha l’incentivo di scaricare un’app e attivare il Bluetooth, quando si rende conto che un falso positivo generato dalla app, può metterlo in quarantena 14 giorni?

Chi detiene i dati e chi comunica con gli esposti a un soggetto positivo? Il contact tracking automatico e anonimo è sconsigliato da (chi ha sviluppato l’app di Singapore)[https://blog.gds-gov.tech/automated-contact-tracing-is-not-a-coronavirus-panacea-57fb3ce61d98] tanto decantata dai soluzionisti (scaricata dal 16% dei cittadini tra l’altro, quindi inutile al momento, visto che Singapore ha una nuova ondata in corso). Il contact tracking mediato da personale sanitario, cosa credo sensata, si scontra col fatto che i governi avrebbero accesso ai dati degli utenti, con le conseguenze che si può ben immaginare (vedi alla voce Ungheria e regime democratico non liberale) Come se ne viene fuori? Non se ne viene fuori.

C’è tutto il capitolo su dove vanno potenzialmente a finire tutti questi dati ultrasensibili degli utenti e chi finirà per approfittarsene. Se i dati esistono, stai sicuro che c’è chi cercherà di metterci le mani sopra, in un modo o in un altro.

Moxie Marlinspike, creator of the Signal encrypted messaging app, said that overall he thinks the contact-tracing framework is “nice” but that when users choose to reveal their presence history, they may not realize that the advertising industry is also likely listening. “It’s just kind of unfortunate that there’s a whole industry (ad tech) that is already ‘in proximity and watching’ for different reasons,” he said in a text exchange.

https://www.lightbluetouchpaper.org/2020/04/12/contact-tracing-in-the-real-world/

Una coalizione di sviluppatori per sviluppare in modo etico app per il COVID-19 mi sembra una buona cosa, ma che non tiene conto che chi decide le regole del gioco sta sopra di loro, big tech o governi che siano.

L’efficacia

Per funzionare, un’app simile deve essere utilizzata (scaricata + Bluetooth attivo) almeno dal 60% della popolazione.

Come raggiungere questo obiettivo se il divario digitale colpisce chi forse ne avrebbe maggiore beneficio? La soluzione di Google e Apple funzionerà solo sulle ultime versioni di Android e iOS (6.0 e 13.0) e non sulle precedenti, quindi tutti i telefono vecchi non sono utili. Gli anziani hanno un tasso di penetrazione degli smartphone più basso del resto della popolazione.

Il sistema di contact tracing si presta a molti falsi positivi, qualsiasi sia la tecnica utilizzata. Chi gestisce tutte queste comunicazioni? Chi le può sfruttare per generare caos, non andare a scuola o semplicemente scherzare?

It’s vulnerable to trolls. Because there is no verification of user identity or whether a user is actually infected, people could use this service to fake being contagious.

Fifth, although the cryptographers – and now Google and Apple – are discussing more anonymous variants of the Singapore app, that’s not the problem. Anyone who’s worked on abuse will instantly realise that a voluntary app operated by anonymous actors is wide open to trolling. The performance art people will tie a phone to a dog and let it run around the park; the Russians will use the app to run service-denial attacks and spread panic; and little Johnny will self-report symptoms to get the whole school sent home.

https://www.lightbluetouchpaper.org/2020/04/12/contact-tracing-in-the-real-world/

Tutte queste non sono osservazioni campate in aria. Ad alcune una risposta si trova, vero. Ad altre no, se non compromessi che alineano una parte importante dell’opinione pubblica.

Per ciò che mi riguarda, a queste condizioni, non ho alcuna intenzione di comprare uno smartphone e tornare a essere sorvegliato, fosse anche dal mio governo, per un vantaggio sociale, vero sulla carta ma improbabile nella realtà. Certo, se la pandemia durasse ancora a lungo causa ritardo nello sviluppo del vaccino, sono certo che c’è chi cercherà di rendere l’uso di tali app obbligatorio, in un modo o in un altro. Non saremo i primi in Italia, ma da qualche parte succederà. Non mi stupirei se dovesse succedere.

Approfondimenti:

Will Google’s and Apple’s COVID-19 Tracking Plan Protect Privacy? https://themarkup.org/ask-the-markup/2020/04/14/will-googles-and-apples-covid-tracking-plan-protect-privacy

https://www.theguardian.com/technology/2020/apr/16/nhs-in-standoff-with-apple-and-google-over-coronavirus-tracing

Questo blog post è parte della bloghchain sul COVID-19

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4 risposte su “Le app per il tracciamento dei contatti non ci salveranno”

La massa (intesa come gruppo di persone, non dispreggiativo) da sempre cerca soluzioni semplici a problemi complessi. E’ parte di una sua dinamica. Non vuole mai affrontare il percorso più duro ma si trova rapidamente d’accordo con soluzioni, forse un po’ sognatrici, ma che possano fargli credere che sarà più facile di quanto una mente razionale porti a credere.
Le epidemie favoriscono i governi autoritari perché la gente è disposta a sacrificare qualsiasi libertà nella speranza che, qualcuno, magicamente risolva, per tutti, il problema in modo rapido e indolore.
Ciao,
Emanuele

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