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I miei social network – Ed. 2019

Nel fare pulizia nell’archivio di questo blog, mi imbatto in un innocente post con i miei social network, edizione 2017. Oltre alla tenerezza di vedere che all’epoca consideravo Skype un social network, degli altri 10 che usavo, oggi ne restano vivi 5: LinkedIn, Last.fm, Twitter, Couchsurfing e Flickr.

Se dovessi scrivere lo stesso post oggi, cosa considerei?

Twitter: resta attivo, ma in modo molto marginale rispetto al passato. Non lo consulto più per informarmi, se non saltuariamente. Non pubblico più contenuti originali, se non per rispondere a qualche commento. Twitter non mi dà più le soddisfazioni di un tempo perché la conversazione langue. Se non parli di politica o di temi frivoli o di televisione, la tua visibilità è bassissima. Dei 51.000 follower che mantengo, quelli attivi sono una esigua minoranza. Un tweet raramente arriva a 1.000 visualizzazione e quelli che cliccano i link proposti sono un mero 1-2%. Gli altri scorrono e vanno. Inutile.

LinkedIn: ho un profilo con 5.000 collegamenti. Non pubblico contenuti originali. Non credo ne valga la pena. Ho un libro in uscita su LinkedIn e probabile provi a resuscitare il profilo per qualche esperimento per il mio nuovo lavoro. Per ora è dormiente o quasi.

Couchsurfing: nel 2018 mi ha dato moltissime soddisfazioni. Lo uso per viaggiare, ospitare ed essere ospitato. Continuerò a usarlo.

Fine. In questa lista non ci sono più F., Instagram, Snapchat, Tumblr, Flickr (è un deserto), Google+ (estinto), Pinterest (disattivato), Ello (bello, ma inutile).

Cosa c’è all’orizzonte? Praticamente nulla. I monopolisti della rete hanno fatto terra bruciato intorno a se, a eccezione di Russia e Cina dove dominano ancora campioni locali protetti, che però non sono riuscit a vivere fuori dai propri confini (qualcuno usa WeChat in Italia?). Non considero telegram, WhatsApp e similari social network, ma sistemi di messaggistica, che è altra cosa.

Tutto sommato però è meglio così. Meno tempo perso dietro contenuti effimeri e più tempo per riflettere, leggere in verticale e concentrare l’attenzione su cinema, film e relazioni personali faccia a faccia. C’è vita fuori dal social web. Amen.