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Warmshowers, ospitare viaggiatori in bicicletta

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Da un paio d’anni sono iscritto a Warmshowers, una sorta di Couchsurfing per viaggiatori in bicicletta. La community conta poco più di 100.000 iscritti a livello mondo, ma è attiva anche in Italia. Giusto un paio di settimane fa ho ospitato un 24enne coreano che era in viaggio da 6 mesi in Europa, solo con la sua bicicletta. Una storia molto interessante e una ottima occasione di confronto. Oggi ho ricevuto una email dal Presidente di Warmshowers e la voglio condividere qui:

Somewhere in the world right now as you read this at least one Warmshowers host and a touring cyclist are sharing a story and maybe a meal. A cyclist somewhere is gratefully nestling down into a warm dry bed while listening to a raging thunderstorm outside; thanks to the generous hospitality of a new friend.  A Warmshowers host somewhere is grateful they can do it, their reward

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Consapevolezza nel carrello: quello che non sai sulla GDO e che dovresti sapere

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Il grande carrello è un fantastico libro, accessibile e illuminante. L’evoluzione del consumo in Italia, visto attraverso la grande distribuzione organizzata (GDO), è raccontata con dati, analisi e fatti. Se sei tra il 70% degli Italiani che fanno spesa abitualmente in supermercati e in ipermercati, forse imparerai molte cose:

«Il supermercato del futuro avrà solo prodotti di qualità, legati al territorio, capace di trasmettere sensazioni ed esperienze. Prodotti tipici e attraenti e con tutto quello che asseconda i moderni stili alimentari, ossia free from, vegan, vegetarian, dop-docg-igp, rich in, superfood, biologico, etnico, km zero, eu-organic, macelleria, salumeria, ittico, ortofrutta, per arrivare all’ibridazione fra vendita al dettaglio e ristorazione. I prodotti merce, le cosiddette commodity, saranno acquistati on-line. Noi dobbiamo vendere qualcosa di unico. Gli stessi cassieri dei supermercati dovranno diventare food consultant, riavvicinarsi ai clienti, consigliarli, accompagnarli negli acquisti». Insomma i supermercati, nati in un certo senso contro

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Consumo di carne e cambiamenti climatici

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L’Economist è una delle mie fonti di informazione preferite. Ha un approccio globale ai problemi e guarda ai numeri, prima di dare giudizi. Nell’ultimo numero si parla del consumo di carne a livello globale e delle conseguenze, positive e negative, per gli anni a venire.

I numeri innanzitutto sono impressionati. Qualche dato preso qua e là:

Between 1961 and 2013 the average Chinese person went from eating 4kg of meat a year to 62kg. Half of the world’s pork is eaten in the country.

In the decade to 2017 global meat consumption rose by an average of 1.9% a year and fresh dairy consumption by 2.1%—both about twice as fast as population growth. Almost four-fifths of all agricultural land is dedicated to feeding livestock, if you count not just pasture but also cropland used to grow animal feed. Humans have bred so many animals for food that Earth’s mammalian

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BirdNET e riconosci gli uccelli dal canto

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BirdNET è l’app più straordinaria, nella sua semplicità, tra quelle scoperte negli ultimi anni. C’è solo per Android, lo dico subito. Il concetto è semplice: registri il suono d’ambiente con il canto di un uccellino, lo fai analizzare e l’app ti dice che uccello è.

Vivo in città, ma con abbastanza alberi intorno a me da avere uccelli diversi che cantano in orario diversi. Anche alle 5 di mattina in primavera! Ho avuto la conferma di essere circondati da uccelli che conoscevo e da altri che non conoscevo. A tempo perso, questi sono gli uccelli identificati: merlo, rondone, verdone comune, passera d’Italia, tortora dal collare orientale (!). Ultima, poco fa, con un canto che ora riconoscerò senza bisogno dell’app, una capinera.

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Ridurre la dipendenza da Google, un servizio per volta

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Non è vero che non si può fare a meno dei servizi dei monopolisti della rete, come è vero che si può vivere senza dipendere dalla grande distribuzione organizzata. Certo, vale il concetto della riduzione nell’uso della plastica: le scelte etiche richiedono una rinuncia alla comodità e spesso anche di pagare un sovrapprezzo. Nel caso della rete il costo compensa il mancato sfruttamento dei dati personali e l’assenza di pubblicità, personalizzata o meno che sia. Nel caso del piccolo commercio, i maggiori costi sono dovuti al mancato sfruttamento dei lavoratori o delle aziende da parte dei pesci più grandi della distribuzione (vedi Il Grande carrello, da poco pubblicato da Laterza).

Venerdì scorso ho migrato i contatti, l’archivio di email e la gestione della mia casella di posta principale: info@lucaconti.it. Via da GSuite, verso Fastmail, sollecitato da Emanuele e Nicola. Il tutto è stato più facile del previsto. … Continua a leggere