Flash News
  • Podcast, il fenomeno del…… Avere un archivio di pensieri sotto forma di blog aiuta a contestualizzare alcune tendenze, come quella del podcast. Nel lontano 2006 avevo l'ardire di scrivere…
  • I miei social network… Nel fare pulizia nell'archivio di questo blog, mi imbatto in un innocente post con i miei social network, edizione 2017. Oltre alla tenerezza di vedere…
  • Che differenza c’è tra… Horizontal reading rules the day. What I do when I look at Twitter is less akin to reading a book than to the encounter I…
  • notebook, il blog per… Mubi, piattaforma di streaming pensata per cinefili veri - un film che cambia ogni giorno e che sparisce dopo 30 - ha un ottimo blog…
  • Silicon Valley, il vento… The New Republic dedica la copertina al cambio di orientamento verso la Silicon Valley, da positivo incontrastato a negativo. Quattro storie che leggerò appena possibile.…
Facebook Twitter Linkedin

Le mie solite fissazioni

Un paio d’ore a fare pulizie sull’archivio di questo blog (-300 post inutili), scopro che la consapevolezza crescente verso l’abuso social e la necessità di un riequilibrio del tempo passato a consumare media data almeno 7 anni fa. Da allora ne ho scritto in tempi diversi, tra alti e bassi, con alcuni temi ricorrenti:

  • F. è stato lo strumento che ha generato più dipendenza, insieme a FriendFeed;
  • Twitter ha visto un innamoramento e un’affezione che si è trasformata poi in dipendenza, fino al distacco, avvenuto con difficoltà;
  • La consapevolezza del tempo perso a cercare relazioni online è andata di pari passo con il tempo dedicato alle passioni, film e libri in primis, con un miglioramento notevole della qualità della vita;
  • Il tutto, negli anni, ha visto alti e bassi, buoni propositi e ricadute nel tunnel, come logico quando si tratta di dipendenza.

A distanza di anni, leggo tutto con un sorriso, ma non è stato per niente facile accettare il fatto che ridurre il tempo social avrebbe voluto dire una riduzione delle mie interazioni quotidiane con (presunti) amici digitali. Nel 2012 mi facevo alcune domande:

Se non lavorassi con questi strumenti, che per me sono certo parte delle relazioni personali, intrecciati però con le relazioni professionali, probabilmente mi prenderei un periodo sabbatico di black-out totale. Un po’ per vedere l’effetto su di me (soprattutto senza Facebook), in termini di tempo liberato, di cambio di prospettiva e per vedere l’effetto sugli altri. Quanti se ne accorgerebbero? Quanti mi verrebbero a cercare con canali diretti? Quanti mi seguirebbero in questa pausa? Che fine farebbero i legami deboli? Dovendo lavorarci, il massimo che posso fare ora è ridurre al minimo le condivisioni di carattere personale, privilegiando quelle di carattere professionale, riducendo tempo online sul social web e contenuti condivisi.

La risposta è stato un azzeramento quasi totale di queste relazioni. Ne sono rimaste pochissime ed è stato soltanto un bene. Ho liberato spazio mentale da dedicare all’approfondimento di altre relazioni, coltivate nel tempo, e oggi posso dire di trarne i frutti.

Twitter: erase and rewind

Oltre al link che rimanda a questo post, il mio account Twitter al momento non mostra altri tweet. Come mai? Perché Twitter mostra solo gli ultimi 3200 tweet in ogni profilo e io li ho appena cancellati con Cardigan.

I tweet precedenti, a quanto pare, sarebbero accessibili solo con una ricerca. Magari rispunteranno tra 24 ore? Non resta che aspettare per scoprirlo.

Ieri, preso dal cambio di email con cui sono registrato sui servizi online (uso una email diversa da quella principale), ho cancellato il mio profilo Pocket, con dentro in pancia migliaia di articoli letti, e ne ho riaperto un altro. Nulla è per sempre. Neanche i dati digitali. Evviva l’oblio dei dati.

Va da sé che anche l’archivio dei miei blog è dinamico. Quando ho tempo vado a vedere i post che hanno link rotti o che non hanno più senso per oggi e li cancello.