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Per una gig economy più equa

Openpolis ospita vari contributi di riflessione sulla gig economy, ovvero quell’economia di servizi digitali che permettono di arrotondare con lavoretti abilitati da una piattaforma. Lavoretti che diventano anche un lavoro con Uber e i servizi di consegna a domicilio. Un mondo non regolamentato che i consumatori amano, ma che rischia di generare sotto occupazione e sfruttamento.

Ti consiglio di approfondire l’argomento con i contributi su Openpolis e c’è anche un ebook dell’Oxford Internet Institute che ho già scaricato per leggerlo nelle prossime settimane.

gig economy

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La trappola della rete e il costo di vivere online

Allargare l’orizzonte all’editore in lingua inglese, che comprende libri pubblicati negli USA e nel Regno Unito, più Canada e Australia fondamentalmente, apre a nuove esperienze e opportunità. Titoli che, qualche volta, verranno tradotti. Molte altre, che non arriveranno mai nelle librerie in Italia.

Una premessa per segnalare un nuovo leggero saggio pubblicato dalla University of Toronto Press e che parla di 5 costi del vivere online: The internet trap, la trappola di internet. I 5 costi sono: troppe tentazioni, troppa informazione, troppa personalizzazione, troppi confronti e troppa poca privacy. Ci sono tutte le condizioni per un libro stimolante.

The internet trap

Rapporto conoscenza 2018 ISTAT: l’Italia in cui viviamo

Il Rapporto conoscenza 2018 ISTAT è tutto da leggere. 115 dense di dati e interpretazioni della realtà in cui viviamo. L’Italia di oggi, confrontata con i paesi dell’Unione Europea. L’impatto della conoscenza nella società, analizzato sui consumi culturali, sulle industrie, sulla diffusione della tecnologia nella famiglia e nell’impresa, sulla formazione e l’impatto economico e sociale del paese. Potrei citare numerosissimi grafici tra quelli proposti. Mi limito a tre: il fatturato per abitante dell’editoria libraria, i generi più letti e la condizione professionale dei lettori.

Dal fatturato per abitante emerge come la nostra posizione non sia poi così drammatica, o forse no. Siamo in ottava posizione su 25 paesi, buono. Siamo sotto la media europea a 28 paesi e siamo ben lontani dal gruppo di testa di Regno Unito, Francia e Germania. Noi spendiamo circa 40 € a testa. Regno Unito quasi tre volte tanto (110 circa), Francia e Germania sono poco sopra e poco sotto i 60 €. Una bella differenza, che spiega molte cose.

Grafico dei generi più letti nella fascia 25-64 anni e la condizione professionale dei lettori. Narrativa italiana e straniera in testa, seguite da gialli. Si nota come la non fiction ha poca presa, ma non è una novità.

Divertente (si fa per dire) chi legge di più e cosa. I romanzi rosa sono letti dalle casalinghe, la fantascienza dagli studenti. I dirigenti preferiscono scienze umane e filosofia, insieme a turismo. I pensionati la religione (la morte sempre più vicina?) e i disoccupati hanno più tempo per l’hobbystica.

Rapporto conoscenza 2018 ISTAT