Flash News
  • Siamo persone complesse Maybe if we all gave each other the space to be complex people — not reduced to public perception, our professional bios, our LinkedIn profiles,…
  • Lettere ed email Azzeccata riflessione sull'uso dell'email oggi. Revving the Treadmill of Life https://www.jamierubin.net/2019/01/16/revving-the-treadmill-of-life/
  • Burning, ti brucia dentro L'osanna della critica internazionale a Burning è strameritato. Un film eccezionale. Venduto in 100 paesi a Cannes, chissà se e quando uscirà in Italia. Se…
  • Il bias politico dei… Magari c'è qualcuno che ha fatto uno studio simile per l'Italia? via
  • Nuovo Twitter desktop? Sembra che Twitter stia sperimentando una grafica semplificata, a due colonne. Quanto è diffuso l'esperimento? Apprezzabile.
Facebook Twitter Linkedin

Twitter, censura e l’ingenuità della rete

Prendo a prestito il titolo di Evgeny Morozov, L’ingenuità della rete* (Codice Ed., consigliato), per descrivere quanto è successo e sta succedendo dopo l’annuncio di Twitter di censurare messaggi di singoli utenti nel caso in cui singoli governi glielo chiedano, nel paese interessato e non negli altri.

A distanza di poche ore si è scatenato un pandemonio con discussioni infuocate e la condanna di Twitter, la protesta inscenata sullo stesso Twitter con il tag #Twittercensorship, sdegno e primi tentativi di boicottaggio con la ritirata verso identi.ca o Diaspora, per finire con uno sciopero degli utenti Twitter di 24 ore, oggi, e un altro tag di protesta #Twitterblackout.

Twitter fa notizia, considerando come in occidente sia secondo in popolarità (nel social web) solo a Facebook, forte di una community di utenti affezionata e coinvolta, tra media e attivismo digitale. Comprensibile quindi che tutte le testate giornalistiche, media online e blog professionali, abbiano subito coperto la notizia, attirando l’attenzione di tutti gli utenti socialmente responsabili.

Da parte mia, quasi sempre offline nelle ultime 48 ore per ragioni di lavoro, ho provato a farmi una idea, andando alla fonte primaria e cercando poi opinioni autorevoli dalla mia rete selezionata nel tempo. Questa l’opinione che mi son fatto.

Twitter ha reso noto in maniera trasparente come d’ora in poi risponderà alle richieste delle autorità dei singoli paesi per censurare singoli messaggi considerati in quel paese illegali. Fino ad oggi Twitter ha già censurato circa 4000 messaggi per rispettare la legge USA sul copyright (DMCA). Pensandoci un attimo, Twitter segue la stessa strada percorsa da Google, ovvero di informare gli utenti delle pressioni dei governi, sia per rispettare la legge (internet non è un mondo a parte), sia per essere trasparente sul proprio comportamento. Come Google, Twitter segnala il sito dove sono raccolti i tweet censurati.

Prima osservazione: se Google attua lo stesso comportamento di Twitter, qualcuno degli stessi che protesta e boicotta Twitter ha boicottato o non usa Google in favore di altri motori di ricerca e servizi? Pochi o nessuno, per quel che mi risulta.

Ho cercato quindi opinioni per capire se l’idea che mi ero fatto fosse o meno corretta e mi sono imbattuto nella posizione dell’EFF. EFF è l’organizzazione no profit che più di ogni altra, dall’avvento di internet, si è battuta e si batte per i diritti civili nel mondo digitale. EFF scrive che non c’è alcuna ragione per stracciarsi le vesti, che Twitter ha agito correttamente e che gli utenti dovrebbero vigilare che l’azienda tenga fede ai propri impegni e non vada oltre. L’articolo si chiude con l’informazione che la censura può essere facilmente aggirata semplicemente dicendo a Twitter di essere in un paese diverso da quello censurato.

Seconda osservazione: prima di gridare al complotto, inveire contro qualcuno, boicottare e scappare, criticare e protestare, forse sarebbe bene cercare di informarsi bene e capire se l’opinione sommaria che ci siam fatti sia o meno corretta. Conoscere l’inglese aiuta. Attendere che si posi un attimo la polvere e respirare profondamente prima di esprimersi è altra cosa buona e giusta.

Morale della favola

Twitter è una azienda profit, che ha uffici in diversi paesi del mondo ed è tenuta a rispettare le leggi nazionali e internazionali dei paesi dove agisce. Gli utenti hanno il diritto di pretendere il massimo della trasparenza dalle aziende di cui si servono. Non si può però pensare che internet sia un mondo a parte, dove le regole non esistono. Chi lo pensa è un ingenuo.

Ne hanno scritto anche Giovanni Boccia Artieri e Fabio Chiusi.

10 cose che ho imparato a Detroit a #FordNAIAS * /1

Welcome to Ford HQ

La tre giorni a Detroit, invitato da Ford in occasione del NAIAS (salone dell’auto del Nord America), mi ha permesso di conoscere meglio Ford, le persone che ci lavorano, osservare il rapporto tra azienda e blogger e trarre alcune considerazioni a margine.

I blog non sono morti, anzi

A fine 2011 è ripartito nella blogosfera italiana il dibattito sul ruolo dei blog all’interno del social web, dove Facebook e Twitter ricevono sempre più attenzione e crescono nel numero di utenti. Il 2012 sarà l’anno del risorgimento dei blog? A vedere la situazione dagli USA i blog non sono mai morti, anzi. A vedere lo spaccato dei 146 online influencer invitati da Ford per #FordNAIAS ho notato una grande verticalizzazione dei blogger. Mamme e papà, tecnologia, auto, design, sostenibilità e tutto quanto ci sta in mezzo. Molti blogger sono di lunga data, molti altri giovani sia anagraficamente, sia in termini di vita del blog. Essere stati selezionati per esser invitati a Detroit per molti di loro è stata forse una prima grande soddisfazione. Per altri una abitudine consolidata. Certo è che ho notato tanto entusisasmo, interesse, professionalità nel produrre contenuti di qualità, video e foto incluse. Tutta questa gente, lo sottolineo, è su Twitter e Facebook, ma usano questi canali come diffusione e complemento alla discussione intorno ai contenuti del blog. Nessuna aria di smobilitazione, anzi.

Le mamme blog sono green

Rispetto alla verticalizzazione dei blogger presenti, pur non avendo potuto né consultare una lista dei presenti, né aver potuto conoscere tutti i 145 colleghi provenienti da 16 paesi, ho avuto l’idea che l’Italia è ancora immatura rispetto alle potenzialità del blog come strumento di comunicazione. Qui non ho visto mamme (e babbi) blogger, ma ho visto mamme blogger green! Per emergere dalla folla di produttori di contenuti online la nicchia ha il suo perché e paga in termini di contatto con le aziende, evidentemente. Certo, l’Italia è un bacino più limitato e probabilmente non ho una conoscenza approfondita delle nicchie equivalenti ai blogger invitati a Detroit, ma resta la grande potenzialità del blog di comunicare a pubblici più o meno grandi, ma appassionati a un argomento ben preciso. C’è margine di crescita e di specializzazione per i blogger professionali. Ne sono certo.

Detroit ha un grande museo

Kennedy car 4

Se capiti a Detroit, anche di passaggio, fai un giro al Henry Ford Museum. Non è un museo Ford ma un museo sull’automobile, sul trasporto e su come questo ha contribuito alla storia degli Stati Uniti. Ci trovi modelli d’auto di 100 anni fa (se è possibile definirli automobili), il bus dove ha avuto inizio il movimento contro la segregazione e per i diritti civili nel 1955, l’auto in cui fu assassinato il Presidente Kennedy e altri frammenti di una storia recente anche nostra. Alcuni pezzi sono straordinari ed evocativi. Il 29 gennaio parte una mostra, Driving America, che da sola vale una visita.

Scott Monty ha talento

Scott Monty, capo della strategia globale social media Ford è una persona straordinaria per varie ragioni. Pur essendo probabilmente il professionista legato ai social media con una delle posizioni di più alto livello nel mondo corporate americano e internazionale, Monty è una persona alla mano, coerente nel predicare apertura e trasparenza delle aziende, quanto razzolare bene. Mi meraviglio che altre aziende del calibro di Ford o lungimiranti nell’investire nella comunicazione di domani non abbiano ancora figure come Scott. Osservandolo muoversi in mezzo ai top manager Ford, si percepisce come il suo non sia un ruolo di facciata, buono per l’immagine pubblica dell’azienda, ma sia parte del DNA impresso dalla svolta messa in atto dall’attuale amministratore delegato e come egli goda del pieno supporto di tutti. Sarà interessante seguire le orme di Ford in Europa nel 2012, ora che un nuovo responsabile social media (Elena Cortesi, ormai è ufficiale!), tutto italiano tra l’altro, calcherà le scene da febbraio.

Ford ha le idee chiare

Online influencers

Mai ho capito come in questa trasferta quanto Ford investa e capitalizzi dall’attenzione cercata e ottenuta sul social web. Un lavoro il cui frutto si tocca con mano – 5 milioni di utenti stimati essere stati contattati nel giorno del lancio della Ford Fusion attraverso l’opera dei 146 influencer invitati e del passaparola generato – ma che è in corso da anni e continuerà nel tempo. L’investimento è tale da poter contare su un team interno specializzato e professionale, tra poco ramificato es esteso con nuovi incarichi di responsabilità, come quello previsto in Europa da febbraio. Certo, si potrebbe dire che Ford è una tra le più grandi aziende al mondo e che può permettersi questo livello di investimento. Vero, ma quante altre aziende paragonabili conosci che perseguano la stessa strategia con la stessa forza? Non troppe, no? Occasioni mancate purtroppo, per le opportunità che generano. Prima il mondo del business se ne rende conto, meglio è.

Intervista all'AD Ford

Sto caricando due video interviste. Sono già online invece quasi un centinaio di foto e le trovi nella galleria #FordNAIAS, con qualche dietro le quinte.

La seconda puntata con le altre 5 cose che ho imparato, domani.

* Disclaimer: Ford mi ha invitato facendosi carico di tutte le spese.

Retweet, dietro le quinte di @pandemia

Quali sono stati i messaggi su Twitter del profilo @pandemia più retweetati del 2011? Dall’analisi di Crowdbooster – lascia un commento se desideri avere un invito – ho tratto il grafico e la top ten seguente. Dopo il tweet è riportato il numero di retweet e il totale di impression (numero totale di follower diversi sommando tutti i profili che hanno retweetato insieme ai miei follower).

  1. A Roma oggi vertice FAO sulla crisi del Corno d’Africa e lo vengo a sapere da Al Jazeera, perchè sui giornali online in home c’è altro #fail 26 – 68,635
  2. Twitter festeggia 100 milioni di utenti attivi con molti altri dati > Twitter Blog: One hundred million voices http://t.co/a5Yz2Ao 10 – 66,567
  3. Un brava a Marta Vincenzi sindaco di Genova per il suo live della protesta odierna @Marta_Vincenzi su Twitter http://t.co/C1hcthV 3 – 66,109
  4. L’Italia è fuori dalla top 10 per penetrazione sia di Twitter, sia di LinkedIn, nessuna sorpresa > http://bit.ly/g2n6zP 50 – 64,621
  5. quasi pronto “@WFP_IT: 20,30 #UnaVocePerlAfrica concerto organizzato da @WFP @telecomitaliaTw con #Noa streaming LIVE http://t.co/0vkrYo1Q” 3 – 62,683
  6. Diplomazia e influenza > How Klout could change America’s image abroad – The Washington Post http://t.co/34obvRe cc @antonioderuda 2 – 59,897
  7. Finalmente un sito cool per conoscere gli incassi del cinema! > Weekend Box Office Scanner Italia by BoxOfficeCup.it http://bit.ly/ipBy5i 5 59,869
  8. Sono l’unico a considerare morbosa l’attenzione dei tg per la la triste storia di Melania? Squallido rimestare ogni giorno nel torbido 🙁 9 – 59,784
  9. La concertazione per Monti: pubblicare un libro verde online, chiedere opinioni in 30 giorni e pubblicare le opinioni per trasparenza. Bravo 84 – 59,330
  10. L’emergenza umanitaria vista da dietro le quinte * http://t.co/CWu5VXbi racconto da Brindisi in visita a @WFP_IT UNHRD con @telecomitaliatw 4 – 58,146