Articoli in categoria media
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Il popolo del web, il popolo della rete, il popolo di Twitter. Chi è questo popolo quando il web è usato dalle stesse persone che leggono i giornali, guardano la televisione, vanno a fare spesa, lavorano, viaggiano, ecc.? Che senso ha fare titoli di giornali di questo genere?
Un profilo Twitter @AllertaCliché vuole evidenziare il malcostume del giornalismo italiano nel comunicare con luoghi comuni, ormai superati, che richiederebbero un minimo di analisi in più e meno superficialità. Si può con 27 milioni di Italiani che navigano considerare internet un mondo a parte e allo stesso tempo un miscuglio omogeneo e indistinto? Si può, se anche il Manifesto oggi titola su Sanremo “Il popolo di Twitter“.
Di questo giornalismo faccio volentieri a meno.
Segnali i cliché che scopri sui giornali italiani con il tag #allertacliche…
In evidenza, media »
Ciclica come le stagioni, anche se con frequenza diversa, torna la crisi del Manifesto. Questa volta però sembra l’ultima spiaggia e l’opzione della chiusura è reale. Nuova mobilitazione quindi, per cercare di recuperare i soldi pubblici con i quali Il Manifesto e altri giornali di carta sono sopravvissuti negli ultimi anni. Un altro, Il Foglio, dopo aver paventato la chiusura, ha visto l’azionista principale sganciare un milione di euro per la causa e continuare a stampare il giornale ancora un po’. Il manifesto non ha azionisti danarosi, ma non ha neanche abbastanza lettori, tanto è che la direttrice nel suo appello di ieri invita i lettori a comprare il giornale tutti i giorni. Segno che qualcosa non va, al di là dei conti?
Da promotore del pluralismo dell’informazione (anni fa leggevo di tanto in tanto anche il Manifesto, per confrontarmi con le sue idee) non credo che l’interruzione dei finanziamenti …
cultura, In evidenza, media, Motori di ricerca »
Se non l’avessi ancora letto ti consiglio di leggere e sfogliare il trimestrale monotematico che Google pubblica online, arrivato al quarto numero. Think Quarterly raccoglie autori interni ed esterni all’azienda, chiamati a dare un contributo di idee intorno ad un tema. L’ultimo numero, uscito da poco, è dedicato alla velocità. I precedenti alla gente, all’innovazione, ai dati.
The world is moving fast – faster than ever before – and we are all along for the ride. Technologies are getting quicker, affording us instant access and split-second connections. As Moore’s law prophesied, this change is happening at an exponential rate.
At the same time, consumer expectations are rising as we learn to take speed for granted. Today’s email is tomorrow’s snail mail. We might even have found something faster than the speed of light. In our hyper-real-time world, nanoseconds matter. This is forcing us all to question old assumptions. How
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media, Web 2.0 »
Se non l’avessi ancora fatto, ti invito caldamente a seguire con attenzione lo sviluppo di Storify. Personalmente lo trovo un ottimo strumento complementare alla didattica dove organizzare i link e i contenuti di una lezione. Dal punto di vista del racconto (giornalistico) di una storia, Storify è la piattaforma ideale.
Solo per fare qualche esempio:
Arianna Ciccone ha raccolto una conversazione sul ruolo del social media editor, oggi che Anna Masera ha assunto questo incarico alla Stampa.
Jumpingshark ha raccolto una conversazione sulla diretta Twitter del processo Scazzi fatta proprio dalla Stampa.
Globalpost raccoglie commenti sulla notizia dell’assunzione di un editor da parte della piattaforma di blog Tumblr.
Ahmen Al Omran, giornalista della radio USA NPR tutti i giorni raccoglie i contributi che documentano l’evoluzione della situazione in Siria.
La monarchia britannica ha appena pubblicato una raccolta di contributi relativi ai 60 anni dell’ascesa al trono della Regina …
In evidenza, media »
Alcuni studenti del Master di giornalismo dell’Università degli studi di Milano si stanno cimentando in un progetto che vuole raccoglie opinioni e stimolare un dibattito sul giornalismo di domani. Giornali e giornalisti in via d’estinzione o nuove opportunità date dalla tecnologia?
Colgo con piacere l’occasione per invitarti a partecipare con la tua opinione (tag: #faremonotizia), a partecipare al Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia a fine aprile dove ci sarà modo di affrontare l’argomento sotto vari punti di vista (tag: #ijf12) e sintetizzo la mia opinione a seguire.
Il giornalismo non cambia con le nuove tecnologie, perché dovrebbe? Le buone regole del controllo delle fonti, distacco dalla notizia, trasparenza nel conflitto d’interessi valevano prima di internet e valgono oggi con i tablet e gli smartphone. Timu (e il lavoro della Fondazione Ahref) è un esempio in questo senso.
Ciò che deve evolvere è la professionalità insieme agli strumenti. Ieri era …
In evidenza, media, social network, Web 2.0 »
Reuters è da tempo l’agenzia più social sulla faccia della terra. Ieri sera ha lanciato Social Pulse, una sorta di aggregazione brillante e stuzzicante delle attività dei suoi giornalisti su Twitter e sui social network.
Sono mescolati in maniera intelligente dati e link da Twitter, Facebook, Klout, Percolate e Wisewindow-
Se fossi un giornale online lo copierei seduta stante.
In evidenza, media, tecnologia, Web 2.0 »
Non ho ancora avuto modo di scriverne diffusamente, ma The Information Diet è un libro che devi leggere! L’ultimo spunto del relativo blog richiama un passaggio fondamentale del libro, di cui ho avuto la riprova giusto stamattina.
Ogni volta che Bruno Vespa realizza una puntata con i suoi famosi plastici, l’indignazione sui social network sale alle stelle e tutti a parlarne, condividere immagini e commentare negativamente. Perché Vespa (per prendere il primo esempio) continua su questa strada, quando apparentemente i suoi contenuti non sono apprezzati? La ragione è semplice.
La tv e Vespa ci offre ciò che vogliamo. Se non fosse così, i plastici di Vespa cadrebbero nell’indifferenza, l’ascolto crollerebbe, la gente parlarebbe d’altro e, puntata dopo puntata, Vespa sarebbe costretto a chiudere, ma non è così.
Più lo guardiamo, più ci indignamo, più ne parliamo, più Vespa continua ad esistere nelle forme che lo hanno reso noto. Non …
media, tecnologia, Web 2.0 »
Per molto tempo è stata online, quasi nascosta, poi è sparita e ora è tornata! Sto parlando della rassegna stampa su tecnologia e internet realizzata da Data Stampa per l’ufficio stampa Rai. Il servizio è accessibile a chiunque (indicizzato anche su Google), ma non so se sempre lo sarà.
Finché dura, ti consiglio di appuntarti l’indirizzo tra i siti preferiti e farci un salto tutto i giorni per vedere cosa scrivono i giornali e le riviste italiane sull’argomento. Tra l’altro esistono altre tre sezioni con ampia selezione di prime pagine di quotidiani, articoli interni e altre pagine dai settimanali italiani. Tutto gratis e in PDF, archiviato per molti giorni.
Questa settimana per esempio Linkedin è sulla copertina di Panorama Economy e l’articolo è accessibile gratuitamente.
Eventi, media, Primo piano »
Media, social media, applicazioni per l’informazione o ricerche sui media. Conosci o partecipi in prima persone ad una startup o a un gruppo di ricerca relativi a uno di questi quattro temi? Future12 è il tuo momento per far conoscere ad un pubblico interessato e specializzato la tua iniziativa.
Quest’anno al Festival Internazionale del Giornalismo (seguilo su Twitter @journalismfest) Future12 sarà la sezione in cui vedere e conoscere cosa ci attende dal giornalismo del futuro. Ogni ora si alterneranno sul palco 3 diverse realtà selezionate dal festival – manda la tua candidatura entro febbraio! – avranno 12 minuti ognuna per raccontarsi. Al termine di ogni ora un momento di confronto con i tre progetti darà modo di approfondirli e discuterli.
Un nuovo format incalzante e una vetrina importante per accendere un riflettore sui protagonisti e sugli innovatori del mondo dei media e del giornalismo, nazionali e internazionali. Salva …
Eventi, In evidenza, media »
Mediaset, da tempo, è impegnata in una legittima campagna per difendere i propri interessi. Nel novembre scorso ho avuto il piacere di ascoltare Fedele Confalonieri al Forum d’Avignon esprimere questi concetti in un dibattito in cui erano presenti, tra gli altri, la Commissione Europea e Google. In sintesi, il pensiero di Confalonieri è sì al digitale, sì a Internet, purché regolamentato, difendendo i diritti degli autori, delle televisioni, delle major, dell’industria, facendo pagare i contenuti. Dal comunicato stampa Mediaset:
“Ogni cittadino europeo deve essere digitale. Deve avere il diritto di connettersi a internet e poter fruire di contenuti legali e di qualità. Nell’era digitale è sempre più necessario garantire la continuità del modello di business audiovisivo basato sulla difesa della proprietà intellettuale e dell’esclusiva. Le regole esistono e devono essere uguali per tutti: privacy degli utenti, tutela dei minori e della proprietà intellettuale sono imprescindibili e vanno condivise da tutti
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