Il (falso) mito dei nativi digitali

The digital native is a myth (Nature News & Comment)
The digital native is a myth, it claims: a yeti with a smartphone Digital natives are assumed to be able to multitask, it warns. But the evidence for this is also scant. Reading text messages during university lectures almost certainly comes at a cognitive cost. So too, employers might assume, does fiddling with smartphones and laptops in meetings. Buy that technologically

Semmai avessi bisogno di una ulteriore conferma, non esiste né il mito dei nativi digitali, né quello del multitasking. Se non credi a me, credi a Nature.

Massimo Gramellini e la (non) credibilità dei grandi giornali

La vera storia della cameriera scomparsa by Alessandro Gilioli (Piovono rane)
Qualche giorno dopo Gramellini ha letto il pezzo sul Resto del Carlino, non si è penato di telefonare a Ortichi per chiedere come stavano le cose (me l'ha detto lui stesso, Ortichi) e ci ha fatto direttamente un pezzo in prima pagina del Corriere riassumendo quello del collega locale e aggiungendo di suo che per trovare una cameriera "l'albergatore le ha provate tutte", mentre non aveva messo neppure un annuncio se non sulla sua bacheca Facebook. Fine della storia.

Massimo Gramellini ha una visibilità e una credibilità (per la sua presenza televisiva, non per altro) che pochi giornalisti hanno in Italia. Eppure, a leggere Gilioli, non si preoccupa neanche di fare una telefonata per verificare una notizia, prima di riprenderla sulla prima pagina del Corriere della sera.

Poi dici che i giornali perdono più del 10% di copie vendute anno su anno e il Corriere della Sera è rimasto l’unico a galleggiare sopra 200.000 copie vendute al giorno in edicola… chissà perché, vero?

Il contenuto non è più re, ma non è quel che pensi #ebook

Content isn't king by Ben Evans
whenever I talk to music people or book people, very quickly the conversation becomes a music industry conversation or a book industry conversation. What matters for music are artists and touring and labels and so on, and what matters for books are writers and publishers and rights and Amazon’s bargaining power in books and so on. These aren’t tech conversations. The big tech platform companies rolled into these industries and changed everything, but then moved on to bigger things. Sometimes they left a business unit behind, but books and recorded music aren’t part of their strategic thinking anymore: Amazon has a big ebooks business, but Prime and perhaps Alexa are the strategic levers

Ben Evans spiega in poche parole perché l’innovazione nel mondo del libro digitale si è di fatto arrestata. Finché Amazon ha considerato il contenuto libro (ebook) un elemento differenziante, per attrarre nuovi clienti (e fidelizzarli), l’ebook è decollato. Nuovi ebook reader, nuovi Kindle, nuovi negozi online, iBooks di Apple, Google Play Books di Google, Kobo comprato da Rakuten. Spremuto al massimo il limone, nelle condizioni di mercato, Amazon è passato al video e gli altri hanno mollato. L’unico rimasto, serio, è Kobo, che però non ha le risorse per ribaltare una situazione in cui Amazon è di fatto il monopolio del libro digitale. Continue reading “Il contenuto non è più re, ma non è quel che pensi #ebook”

No, non puoi riutilizzare le mie foto su Instagram

No, You Can't Use My Photos On Your Brand's Instagram For Free (PetaPixel)
“We always give proper credit.” Photo credit and “exposure” is only valuable to the extent that it gets people like you to hire me for paid gigs. I don’t need any more exposure in skateboarding. I need you to pay me.

Ai miei studenti del corso a Milano-Bicocca chiedo di usare solo immagini con licenza Creative Commons o foto proprie. Chiedo espressamente di non usare foto trovate in giro per il web. C’è voluto un po’ (troppo) per far passare il messaggio, ma è passato. C’è chi ha saltato un appello perché si era “dimenticato”.

La storia di cui sopra mi sembra un buon monito ad agire correttamente.

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