Flash News
  • La vita digitale dopo… Di che fine fanno le nostre informazioni digitali quando non ci siamo più, è un tema che mi appassiona da tempo. Oggi per caso sono…
  • One Book, One New… Notevole come la città di New York abbia indetto un sondaggio per scegliere un libro che parla della città, da leggere tutti insieme. Un club…
  • Il futuro della mobilità… Fine settimana all'insegna della mobilità sostenibile. Venerdì avrò il piacere di partecipare a una conversazione promossa da Enel a Roma sul tema della mobilità sostenibile,…
  • Per una gig economy… Openpolis ospita vari contributi di riflessione sulla gig economy, ovvero quell'economia di servizi digitali che permettono di arrotondare con lavoretti abilitati da una piattaforma. Lavoretti…
  • Interrompere un libro che… Una delle ragioni per cui leggo tanto (57 libri e 13000 pagine da inizio anno) è che mi piace sperimentare cose nuove, sono aperto a farmi…
Facebook Twitter Linkedin

La vita digitale dopo la morte è un’industria!

Di che fine fanno le nostre informazioni digitali quando non ci siamo più, è un tema che mi appassiona da tempo. Oggi per caso sono finito, da Twitter, su un articolo pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour dove si parla proprio di questo tema, in termini di etica della gestione dei dati. Dall’articolo ne ho trovato un altro citato, dove c’è un elenco lunghissimo di servizi che, in un modo o in un altro, si interessano della vita dopo la morte dei dati digitali. C’è anche un termine per definirli: digital afterlife industry (DAI). Continue reading “La vita digitale dopo la morte è un’industria!”

Sky e Netflix: tanto rumore per nulla

Netflix e Sky hanno un ottimo ufficio stampa. Non si spiega altrimenti perché un accordo commerciale tutto sommato banale abbia una tale eco sui media italiani. I toni del comunicato stampa sono da evento straprdinario e gli aggettivi superlativi si sprecano. Cosa è successo in pratica? Sky ha sottoscritto un accordo per permettere a Netflix di offrire il suo servizio attraverso la piattaforma di Sky, come se fosse un canale premium. Ciò significa che gli abbonati a Sky possono abbonarsi a Netflix e gestire il pagamento con la bolletta di Sky. Netflix ha visibilità dentro la piattaforma Sky e paga a Sky una percentuale per questo servizio.

Il tutto succede già in diversi paesi del mondo. L’accordo con Sky è simile a quello con Comcast negli USA. Sky e Netflix sono concorrenti nell’attenzione del pubblico, ma offrono contenuti che non si sovrappongono, quindi ha senso venderli insieme allo stesso pubblico. Una banale logica commerciale. Perché strapparsi i capelli per questo?

La forza di attrazione del telefono, in un romanzo

L’equilibrio digitale dove meno te l’aspetti, in un romanzo.

Saeed opponeva un minimo di resistenza alla forza d’attrazione del suo telefono. Trovava l’antenna troppo potente, la magia che produceva troppo ipnotica, come se avesse sempre pronto davanti un banchetto sconfinato, e rischiasse di ingozzarsi, ingozzarsi, fino a sentirsi inebetito e nauseato, e cosí aveva rimosso o nascosto o limitato quasi tutte le applicazioni. Il suo telefono poteva chiamare. Il suo telefono poteva mandare messaggi. Il suo telefono poteva scattare foto, identificare corpi celesti, trasformare la città in una mappa quando lui stava guidando. Ma questo era tutto. O quasi. Si riservava anche ogni sera un’ora in cui attivava il browser e si perdeva in angoli poco frequentati di internet. Ma quell’ora era severamente regolata, e c’era un timer a segnalarne la conclusione, uno scampanellio garbato e arioso, come dal fatato pianeta di una sacerdotessa della fantascienza vestita d’azzurro luccicante, e allora lui spegneva il suo browser e non lo attivava piú fino al giorno successivo.

In realtà non è giusto dire “dove meno te l’aspetti”, perché i romanzi contemporanei spesso illustrano il presente meglio di tanti saggi specialistici, come dice Jeff Bezos e ha ragione. Continue reading “La forza di attrazione del telefono, in un romanzo”

L’umanità dei social media, al tempo delle stragi

Ieri leggevo un titolo della notizia dell’ennesima strage in una scuola americana. Ho passato oltre, al titolo successivo. 17 è un numero impressionante, ma non è la prima strage simile giusto? Ormai non è quasi una notizia, poi è successo negli USA, che ci importa?

Stasera, quasi per caso, un utente che seguo su Twitter ritwitta un tweet di commento della strage. Di tweet in tweet, finisco sui profili di alcuni dei compagni di scuola dei 17 ragazzi uccisi in una giornata qualsiasi, senza un perché. Tweet di sconcerto che non si capacitano di cosa sia successo. Ne riporto alcuni a seguire. Non c’è bisogno di commentarli, parlano da soli.

Continue reading “L’umanità dei social media, al tempo delle stragi”

Equilibrio digitale oggi #6: POSSE! Publish (on your) Own Site, Syndicate Elsewhere

Essere in equilibrio digitale significa bilanciare il consumo di contenuti con la partecipazione attiva (e la produzione di contenuti) online. Affidarsi però soltanto a Facebook, Twitter o a un’altra piattaforma proprietaria, chiusa, non è investire nel futuro. Non è equilibrato. L’ideale è invece avere uno spazio proprio (come questo blog) e da questo poi usare il social web per la distribuzione dei link delle pagine web con i contenuti prodotti.

In gergo tutto ciò si definisce con l’acronimo inglese POSSE, che sta per Publish (on your) Own Site, Syndicate Elsewhere. Pubblica sul tuo sito, distribuisce altrove. Pensa ai tuoi contenuti (pubblici): sono chiusi in una gabbia dorata o sono liberi e accessibili da tutti, sempre? Forse è giunto il momento di cambiare approccio.

POSSE