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I bias della comunicazione digitale

Nicholas Carr sa essere perfido quando vuole, ma coglie il punto. I mezzi di comunicazione digitale non sono neutrali e stanno influenzando il nostro modo di comunicare. È un fatto.

The media we use to communicate push us to communicate in certain ways, reflecting, among other things, the workings of the underlying technologies and the financial and political interests of the businesses or governments that promulgate the technologies.

http://www.roughtype.com/?p=8557

Internet come Disneyland

Today the internet is much more like Disneyland. If I’m building a restaurant in Disneyland and Disneyland thinks I’m making too much money, they may raise the rent or change the rules.

That’s what building on Facebook or Google and Apple is right now. We live in this sort of Disneyland internet and I don’t think that’s good for a whole bunch of reasons. I just don’t think it’s as diverse and exciting and interesting and creative. I think it has destroyed the business models of creative people.

Tornando sul tema dell’innovazione frenata nel mercato digitale consumer, ottima lettura.

http://breakermag.com/why-venture-capitalist-chris-dixon-is-betting-on-a-decentralized-internet/

L’ignoranza della politica nel comprendere la tecnologia

Se pensassi che l’ignoranza dei politici nei confronti della tecnologia sia un fenomeno tutto italiano, ripensaci.

Il post seguente racconta di alcune assurde domande poste al CEO di Google al Congresso americano. Il post (e il blog) è tutto da leggere perché affronta il vero problema che dobbiamo affrontare nel prossimo futuro: la mancanza di innovazione nel mercato consumer (rispetto al mercato dell’impresa), a causa dell’oligopolio di chi sappiamo noi (Google, Facebook, Apple, Amazon).

The State of Technology at the End of 2018 https://stratechery.com/2018/the-state-of-technology-at-the-end-of-2018/

Sul tema concorrenza, The Four resta un ottimo approfondimento.

Il culto della tecnologia è una religione come le altre

religione

Sono quasi diventato intollerante alle conversazioni in cui l’oggetto è il culto della tecnologia. Discussioni sul nulla. In genere gli eventi di lancio di nuovi prodotti, da parte di Apple, Google, Amazon, Facebook, generano online un seguito da folle adoranti che la settimana dopo si mettono in fila per comprare il nuovo prodotto. Ne parlano come di un totem da adorare, dimenticando che l’azienda dietro al prodotto ha il solo scopo reale di fare (legittimamente) più soldi. L’evento non è altro che PR, fumo negli occhi, marketing per convincere a comprare e a sostituire l’ultima versione del prodotto che ancora funziona benissimo. Gli adepti, incapaci di comprendere il gioco o felici di aderire a un nuovo culto, spendono parole, energie, tempo per decantare le ultime meraviglie e aderire pubblicamente al culto. Continue reading “Il culto della tecnologia è una religione come le altre”