L’autoreferenzialità dei giornali italiani

quarantena

Meno di un’ora fa Huffington Post Italia ha validato la pubblicazione di un post che ho scritto 3 giorni fa (!!). Il post, come mi è stato comunicato soltanto poco prima della pubblicazione, è stato tenuto in sospeso per alcune criticità. Quali? Non mi è stato esplicitato, ma ho chiesto spiegazioni.

Non voglio fare ipotesi e non voglio trarre conclusioni affrettate in merito alla mia collaborazione con Huffington Post. Lascio a te il giudizio su quale possa essere stato il contenuto valutato come “critico” e che ha generato la quarantena. L’articolo integrale al link che segue.

Le cause della crisi dei giornali? Approssimazione e autoreferenzialità

Se questa non è autoreferenzialità, non saprei proprio dire cosa sia. Questi articoli sono informazione? Sono un servizio al lettore? Considerando le omissioni, se fossero notizie, lo sarebbero comunque nascondendo parte della notizia complessiva, manipolando a proprio piacimento. Più probabile che tali articoli siano un modo per convincere gli inserzionisti pubblicitari a continuare a investire e rafforzare nella mente del lettore di leggere la testata leader sul mercato.

La mia opinione sulla delibera #AGCOM

Il Secolo XIX mi ha chiesto un breve editoriale sulla famigerata delibera AGCOM che limita il diritto d’espressione online in Italia, appena approvata.

Internet e il digitale da alcuni anni stanno rivoluzionando il modo in cui noi utenti consumiamo i media, e con essi articoli di giornale, musica, film o libri. Un cambiamento epocale, in cui le notizie ti seguono ovunque, una collezione musicale intera si porta in tasca, i libri si possono acquistare in qualsiasi momento e cominciare a leggere in 60 secondi. In questo scenario la normativa sul diritto d’autore ha accumulato ritardi considerevoli, generando forti pressioni dell’industria sul legislatore.

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