Da Vinci’s demons, la nuova serie tv su Leonardo da Vinci

cast Da Vinci's demons

Il genio di Leonardo, mixato con nudità maschili e femminili, sfondi della Firenze di Lorenzo il magnifico, intrighi di potere, un Papa spregiudicato quanto attratto dal sesso maschile, animazioni sui disegni di Leonardo, sesso e amore, il mistero di un libro proibito, un Leonardo giovane e affascinante. Questa in sintesi è Da Vinci’s Demons, la nuova serie al via negli USA il 12 aprile prossimo, in Italia il 22 aprile, oggi 2 aprile lanciata con una anteprima mondiale a Firenze. Ho potuto vedere poco fa, comodamente, da casa, la prima puntata in streaming grazie all’interessamento di Fox Italia.

La produzione è e Starz. Starz è il network televisivo americano che produce Spartacus e Da Vinci’s Demons ne assume alcuni tratti. Fox lo distribuisce su scala internazionale, Italia inclusa. La puntata si apre con il Duca di Milano, nudo posteriore ripetuto più volte, in ritardo per la funzione religiosa della domenica delle palme per via di un incontro sessuale con un giovane ragazzo. Uscirà presto di scena. Leonardo debutta invece dipingendo prima una ragazza a seno scoperto e facendo volare un suo collaboratore come un aquilone. Firenze fa bella mostra di sé con il Duomo, Palazzo della Signoria, Ponte Vecchio e alcune vedute aeree: saranno i colori o lo streaming a banda limitata (causa della mia connessione, non di Fox, visto che lo streaming era a un massimo di 720p HD) ma non mi è parso molto convincente. Papa Sisto IV esce da una grande vasca, minaccioso nei confronti di un giovane, con un nudo frontale ben evidente, per ricevere informazioni sull’uccisione del Duca di Milano. Leonardo inventa una versione ultratecnologica della Colombina, senza filo, e si destreggia in una scena di sesso castigata per lui, meno per lei: che abbia una clausola nel contratto restrittiva rispetto alla nudità? Nel caso sarebbe probabilmente l’unico o uno dei pochi.

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Da Vinci’s Demons certamente è una produzione ad alto budget, di probabile successo per un mix di elementi di appeal indubbio, soprattutto su un pubblico americano e internazionale: l’Italia del Rinascimento, Firenze, Leonardo Da Vinci, sesso, corpi nudi, un po’ di violenza e sangue ma non troppo, intrighi e un po’ di mistero, le invenzioni di Leonardo e i suoi disegni. Lo stesso mix di elementi, poco amalgamati nel primo episodio, forse per l’esigenza di concentrare e anticipare nel pilot tutte le sfaccettature della serie, a mio avviso rende il tutto indigesto e non particolarmente appassionante. La trama di mistero, che dovrebbe probabilmente essere il filo conduttore delle 8 puntate della prima stagione, rimane sullo sfondo, oscurata dall’ammiccamento verso il genio di Leonardo e le meraviglie di Firenze da un lato, dalla nudità gratuita, dal sesso e dal sangue dall’altro lato. Per questo secondo aspetto Da Vinci’s Code ricorda da vicino Spartacus, sempre prodotto da Starz non per nulla.

Da vedere? Certamente la prima puntata è da vedere, quanto meno per testare l’interesse verso la trama e l’impianto della serie, certamente curato senza lasciare nulla al caso. Sul piano artistico l’operazione lascia alquanto a desiderare, ma vista la tendenza delle serie tv oggi di successo, soprattutto nelle tv via cavo, dove sesso, sangue, nudo e violenza sono integrate a pieno titolo nelle trame, Da Vinci’s Demons non è certamente fuori dal coro.

La serata di lancio a Firenze è stata coperta con un live blogging sul sito ufficiale.

Blogga per agire, i blogger italiani con AGIRE per l’Emergenza Siria #bloggaperagire

L’Emergenza Siria si fa sentire e AGIRE si mobilita. Questa volta alcuni blogger e utenti attivi della rete si sono impegnati a dare un contributo per aumentare la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e raccogliere fondi. E’ attivo il numero breve 45500 per SMS in favore dell’Emergenza Siria. Qui sotto una testimonianza si SOS Villaggi dei bambini.

Domenica 9 settembre è esplosa una bomba nei pressi dello stadio comunale di Aleppo, provocando la morte di 27 persone e il ferimento di altre 64. L’attentato è avvenuto nei pressi del Al-hayyat Hospital e del Central Hospital e ha danneggiato anche la scuola e gli edifici vicini. I bambini, i ragazzi e lo staff accolti nel Villaggio SOS di Aleppo sono al sicuro.
Abbiamo fornito alimenti di base come lo zucchero, lenticchie, riso, latte per neonati, carne in scatola, e tè, così come materassi, biancheria intima e vestiti per i bambini, pannolini, asciugamani e medicinali a più di 3.900 persone in diversi punti del capitale siriana.
La prima fase del Programma di emergenza SOS in Siria è stato organizzato in collaborazione con la Syria Trust Development, un’organizzazione fondata nel 2007 con il patrocinio della First Lady del paese. A causa del breve tempo a disposizione abbiamo raggiunto un numero relativamente ristretto di beneficiari, tra cui: famiglie già coinvolte nei Programmi di rafforzamento familiare SOS le cui case sono state distrutte o danneggiate e che attualmente vivono in rifugi temporanei (ad esempio scuole) o presso famiglie ospitanti; le famiglie dei bambini che hanno vissuto nei Villaggi SOS e le famiglie sfollate rifugiatesi nelle scuole.
Un memorandum d’intesa è stato firmato con l’organizzazione il 4 Settembre 2012 dal Vice Presidente Consiglio di SOS Villaggi dei Bambini Siria per la seconda fase, in cui si prevede di fornire l’organizzazione di cibo e altri beni per la distribuzione.
Abbiamo avviato dialoghi per la cooperazione con la Syrian Arab Red Crescent e altre organizzazioni come la IOM (International Organization for Migration), che ha scelto SOS Villaggi dei Bambini come partner insieme a altre otto organizzazioni per distribuire aiuti non alimentari alle famiglie sfollate a Damasco. Distribuiremo 200 kit per l’igiene personale, che comprendono: sapone, spazzolini da denti, dentifricio, pannolini, assorbenti igienici, rasoi e sapone da bucato. Inoltre, lo staff SOS in Siria sta svolgendo la formazione psico-sociale necessaria presso la IOM per fornire il miglior servizio possibile alle famiglie sfollate.

Blogga per AGIRE

Il futuro è dei potenzialisti

Non limitarsi ad accettare il percorso professionale così come si è delineato nel tempo, ma fermarsi, ascoltare le proprie passioni e cambiare rotta. Non è cosa facile reinventarsi, lasciare ancoraggi e certezze, ammesso che di questi tempi esistano ancora, e mettersi in gioco, esplorando un nuovo tracciato, con una mappa in cui è chiaro il punto di arrivo, meno come raggiungerlo.

Una storia simile caratterizza ormai la vita di centinaia, migliaia, decine di migliaia (se non oltre) di italiani che, cogliendo il vento di opportunità portato dalla crisi o una nuova tendenza contro l’omologazione, sono stati capaci di lasciare il precedente lavoro per uno nuovo, spesso da libero professionista o da imprenditore. In una parola: potenzialisti. Non è per tutti e la polemica dei mesi scorsi sul posto fisso la dice lunga sul valore della tradizione e i limiti culturali ed economici del nostro paese.

Ciò nonostante le storie sono così tante e varie tra loro da meritare un approfondimento. A fine 2011 American Express pubblicò una ricerca sui potenzialisti a cura di The Future Laboratory – se non l’hai letta, la trovi online – e l’argomento continua a crescere di interesse.

Con l’obiettivo di stimolare tra i titubanti nuovi potenzialisti, per infondere coraggio e imparare da chi si è già messo in cammino, American Express sta organizzando una tavola rotonda prevista per il prossimo 8 maggio 2012 alle 18,30 (su Pandemia i dettagli nelle prossime settimane) durante la quale avrò il ruolo di rilanciare sul web e su Twitter opinioni e punti di vista, raccogliendo altrettante opinioni e domande dal pubblico collegato in rete.

La tavola rotonda vedrà un confronto tra diverse realtà, presentate dall’esperienza diretta di altrettanti potenzialisti. Un momento importante, utile per dare voce a casi concreti di persone, con esempi concreti e, perché no, dai quali imparare qualcosa.

La ricerca sui potenzialista e la pagina Facebook dedicata all’iniziativa.

USAID e aiuti allo sviluppo per l’Afghanistan

Potrei continuare a scrivere altre decine di post sull’esperienza in Afghanistanhttp://www.pandemia.info/tag/afghanistan, tanto è stato intenso il periodo di 5 giorni a Kabul e Kandahar. Potrei quindi scrivere più di un post anche sugli aiuti allo sviluppo di USAID, l’agenzia governativa USA che coordina i progetti di sviluppo con tanti bei soldini. Non sono tanti quelli spesi per la guerra e la sicurezza, ma non sono per nulla pochi (vedi slide).

Dall’album fotografico puoi vedere diverse foto scattate nella visita al programma sull’agricoltura, nella scuola per gli orfani e in altre occasioni. Rispetto all’agricoltura ho ricevuto alcuni documenti che ho pensato di condividere integralmente su Slideshare, così puoi farti una idea direttamente dalla fonte.

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La mia opinione sulla delibera #AGCOM

Il Secolo XIX mi ha chiesto un breve editoriale sulla famigerata delibera AGCOM che limita il diritto d’espressione online in Italia, appena approvata.

Internet e il digitale da alcuni anni stanno rivoluzionando il modo in cui noi utenti consumiamo i media, e con essi articoli di giornale, musica, film o libri. Un cambiamento epocale, in cui le notizie ti seguono ovunque, una collezione musicale intera si porta in tasca, i libri si possono acquistare in qualsiasi momento e cominciare a leggere in 60 secondi. In questo scenario la normativa sul diritto d’autore ha accumulato ritardi considerevoli, generando forti pressioni dell’industria sul legislatore.

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